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Stand B.A. al Salone del Gusto

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[quote]livingstone ha scritto:

Il che non vuol dire non criticare. Si DEVE criticare!
Però magari sarebbe opportuno smettere di dichiarare pubblicamente, ad ogni occasione, che bevete belga, americano, tedesco ecc. purchè non sia italiano.
[/quote]

A me le critiche non sembrano così campate in aria. Alcune problematiche (da applausi il passaggio di Phate: "vogliamo fare i filosofi della birra, raccontare che usiamo le più belle materie prime, [...], poi siamo ancora fermi ai bicchieri di plastica, a dare fuori la birra anche se non a posto") sono indiscutibilmente e tristemente vere. E molte esperienze di chi ha partecipato a festival nostrani (me compreso) l'hanno confermato.

Poi dove sta scritto che non si può fare un confronto tra la scena italiana e quella americana? Se è dannoso criticare per partito preso (e non è il caso degli utenti in questo thread), lo è altrettanto difendere il made-in-Italy a spada tratta a prescindere.

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[quote]livingstone ha scritto:

Chissà  dove potremmo arrivare se remassimo tutti nella stessa direzione,,,
[/quote]

sicuramente molto distante, molto prima e molto meglio...

confermo l'opinione di Versaci: molto interessante ad es. la degustazione di pesto fatto al momento abbinato alla Blanche Maltus Faber

a detta di alcuni birrai la diversa dislocazione rispetto alle edizioni precedenti ha avuto un positivo risvolto economico, nel senso che nei primi 2 giorni avevano venduto come in 5 giorni delle precedenti manifestazioni...

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[quote]livingstone ha scritto:
Se "voi" appassionati (scusate la generalizzazione) non capirete che siamo tutti sulla stessa barca non ci sarà  possibilità  di crescita. - Non ci dimentichiamo chè l'anima vincente di BA viene da Charlie Papazian, un homebrewer! -
Il che non vuol dire non criticare. Si DEVE criticare!
Però magari sarebbe opportuno smettere di dichiarare pubblicamente, ad ogni occasione, che bevete belga, americano, tedesco ecc. purchè non sia italiano.

Chissà  dove potremmo arrivare se remassimo tutti nella stessa direzione,,,
[/quote]
io credo che gli input dovrebbero partire dai professionisti, è nel loro interesse ;)

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[quote]velleitario ha scritto:

[quote]livingstone ha scritto:
Se "voi" appassionati (scusate la generalizzazione) non capirete che siamo tutti sulla stessa barca non ci sarà  possibilità  di crescita. - Non ci dimentichiamo chè l'anima vincente di BA viene da Charlie Papazian, un homebrewer! -
Il che non vuol dire non criticare. Si DEVE criticare!
Però magari sarebbe opportuno smettere di dichiarare pubblicamente, ad ogni occasione, che bevete belga, americano, tedesco ecc. purchè non sia italiano.

Chissà  dove potremmo arrivare se remassimo tutti nella stessa direzione,,,
[/quote]
io credo che gli input dovrebbero partire dai professionisti, è nel loro interesse ;)
[/quote]

Ma scusa, che importanza ha da quale direzione parte l'input?

Io ho solo detto alcune cose che non sono la mia opinione ma sono dei fatti relativi all'esperienza americana.

Tutti mi ribattete la vostra opinione.
Per carità , mi interessa anche quella, ma ho il sospetto di non aver chiarito bene il punto.

Il punto è che partendo da una situazione ambientale uguale alla nostra - mancanza di tradizione birraria -
Passando attraverso una fase simile a quella dove noi siamo adesso - realtà  disomogenee, litigiosità , mancanza di unione -
Gli americani sono approdati alla realtà  odierna per un insieme di fattori che hanno necessitato della volontà  e dell'impegno di tutti gli attori in gioco.
Ci sono voluti trenta anni di duro lavoro e personaggi di altissimo spessore.

Poi se avete voglia di riscoprire l'acqua calda o di utilizzare gli americani per sottolineare quanto siamo indietro noi italiani, fatelo pure.
Mi dispiace solo perchè lo trovo un esercizietto inutile.

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Per me tu sbagli proprio in questo. i punti di partenza sono stati diversi ed anche il conseguente percorso. Tra 30 anni di certo non saremo cmq al loro livello.

La birra in USA era e resta qualcosa di diverso rispetto a quello che in italia mai è stata o sarà .

E i birrai italiani (che dovrebbero LORO dare il giusto input. condivido) vanno verso tutt'altra direzione.

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[quote]livingstone ha scritto:
Il punto è che partendo da una situazione ambientale uguale alla nostra - mancanza di tradizione birraria -
Passando attraverso una fase simile a quella dove noi siamo adesso - realtà  disomogenee, litigiosità , mancanza di unione -
Gli americani sono approdati alla realtà  odierna per un insieme di fattori che hanno necessitato della volontà  e dell'impegno di tutti gli attori in gioco.
Ci sono voluti trenta anni di duro lavoro e personaggi di altissimo spessore.

Poi se avete voglia di riscoprire l'acqua calda o di utilizzare gli americani per sottolineare quanto siamo indietro noi italiani, fatelo pure.
Mi dispiace solo perchè lo trovo un esercizietto inutile.
[/quote]

Di sicuro la tradizione americana parte da più lontano, e ha alle spalle qualche decennio di esperienza che in Italia ancora dobbiamo accumulare. E su questo possiamo anche essere d'accordo.
Tuttavia: come aveva detto già  prima INDASTRIA, le due realtà  sembrano aver intrapreso fin dall'inizio dei percorsi molto diversi tra loro. Tanto per fare un esempio su tutti: non mi risulta affatto che in America abbiano mai cercato - linea che invece molti birrifici italiani hanno pensato di adottare - di convogliare la birra verso il segmento dell'alta ristorazione.

Finché fare birra si deve tradurre nel subodorare un affare, le cose non saranno destinate a cambiare. E non è affatto detto che tra dieci, venti o trent'anni, saremo messi allo stesso livello degli americani.

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@ living
secondo me gli input dovrebbero partire dai professionisti perchè alla fine ad un appassionato può rimanere la gloria ma i profitti saranno giustamente dei professionisti. Per questo dico che è nel loro interesse creare gli input.
Ad esempio la settimana della birra artigianale mi sembra un ottimo punto di partenza.

A parte questo, cosa ti hanno detto gli americani, come ci vedono?

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[quote]velleitario ha scritto:

@ living
secondo me gli input dovrebbero partire dai professionisti perchè alla fine ad un appassionato può rimanere la gloria ma i profitti saranno giustamente dei professionisti. Per questo dico che è nel loro interesse creare gli input.
Ad esempio la settimana della birra artigianale mi sembra un ottimo punto di partenza.

A parte questo, cosa ti hanno detto gli americani, come ci vedono?
[/quote]

Beh, inutile insistere.

Gli americani ci vedono come fenomeno interessante.
Apprezzano le birre e lo spirito dei singoli birrai.
Per il resto credo che non conoscano molto bene la nostra realtà .

Certo se oggi sono a cercare di entrare nel mercato italiano è anche merito dello sforzo, in parte scomposto ma senz'altro di grande dispendio energetico, che hanno fatto i birrai e gli appassionati italiani.

Io SO che non siamo su una diversa strada.

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[quote]livingstone ha scritto:

Io SO che non siamo su una diversa strada.

[/quote]

Io so invece che mentre noi ci facciamo finanziare dai marchi industriali per aprire con un franchising in piena New York, colossi della scena artigianale americana come Stone si allarmano quando vedono che la gente distribuisce fuori dai confini statunitensi le loro birre senza il loro permesso.
Dici poi che mancano persone dal fortissimo spessore. Be', io mi ricordo di un certo personaggio, non proprio l'ultimo due di coppe della scena italiana; da quanto tempo fa birra? Mi pare che siano *25* anni... che dici, vogliamo aspettarne altri 50 per aspettare che dia alla birra artigianale italiana un contributo verso una dimensione che non sia fatta di guadagni, guerre intestine, frammentazione e poco rispetto nei confronti del consumatore?

Mi spiace, è proprio una questione di spirito diverso. Poi magari arriverà  un messia. Ma per adesso, non ho capito se non te ne accorgi o fai finta di non accorgertene.

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Io vedo il problema sotto un altra ottica, vai nello stand BA e trovi un certo tipo di accoglienza, assoltamente friendly e di persone che si pongono al tuo stesso livello. lo stesso non si può dire dell'accoglienza di alcuni birrifici italiani.

del resto allo stand BA troviamo te FRANCO, ideatore di una certa maglietta "per fortuna sono........." :-D (scusate se il messaggio è per chi sa...)

a me rompe solo che in alcuni stand sembra sempre che tu sia lì dietro che "fai i colglioni (cit. lugaresi)"...


forse per questo scrivo e gestisco una community come questa.... :-D

poi sono concorde che america e italia siano cose diverse, e che la birra sia giusto pagarla, ma se ti pago la birra non piangermi addosso e dammela nelle condizioni ideali per essere degustata.

non trovate?

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[quote]PatrickBateman ha scritto:

[quote]livingstone ha scritto:

Io SO che non siamo su una diversa strada.

[/quote]

Io so invece che mentre noi ci facciamo finanziare dai marchi industriali per aprire con un franchising in piena New York, colossi della scena artigianale americana come Stone si allarmano quando vedono che la gente distribuisce fuori dai confini statunitensi le loro birre senza il loro permesso.
Dici poi che mancano persone dal fortissimo spessore. Be', io mi ricordo di un certo personaggio, non proprio l'ultimo due di coppe della scena italiana; da quanto tempo fa birra? Mi pare che siano *25* anni... che dici, vogliamo aspettarne altri 50 per aspettare che dia alla birra artigianale italiana un contributo verso una dimensione che non sia fatta di guadagni, guerre intestine, frammentazione e poco rispetto nei confronti del consumatore?

Mi spiace, è proprio una questione di spirito diverso. Poi magari arriverà  un messia. Ma per adesso, non ho capito se non te ne accorgi o fai finta di non accorgertene.
[/quote]

Guarda, non ti sforzare a capire.
Non hai neanche idea di cosa sto parlando.

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[quote]
Guarda, non ti sforzare a capire.
Non hai neanche idea di cosa sto parlando.
[/quote]

Non c'è problema, ne riparliamo tra qualche anno. :D

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[quote]livingstone ha scritto:

Guarda, non ti sforzare a capire.
Non hai neanche idea di cosa sto parlando.
[/quote]

LA stessa critica che stiamo facendo ai birrai italiani; insomma.

Mi ricordo all'ultimo IBF certi MAESTRI dietro il bancone che servivano i loro CAPOLAVORI dando per scontato che i clienti fossero degli idioti sprovveduti non in grado di comprendere il genio dentro i loro prodotti.

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[quote]INDASTRIA ha scritto:

[quote]livingstone ha scritto:

Guarda, non ti sforzare a capire.
Non hai neanche idea di cosa sto parlando.
[/quote]

LA stessa critica che stiamo facendo ai birrai italiani; insomma.

Mi ricordo all'ultimo IBF certi MAESTRI dietro il bancone che servivano i loro CAPOLAVORI dando per scontato che i clienti fossero degli idioti sprovveduti non in grado di comprendere il genio dentro i loro prodotti.

[/quote]

Guarda, io non credo che tu sia un idiota.
Però generalizzando così non ci fai una bella figura.

Non mi ero "completamente" reso conto che tra i birrai italiani e gli appassionati ci fosse questo scollamento e questa distanza.

Sappiate che le due entità  non possono andare verso un obiettivo di eccellenza in maniera scollegata.
Spero che almeno vi prendiate le vostre responsabilità .


Quello che mi spaventa è l'atteggiamento di saccenza che tenete.
Sul mondo americano se permettete penso di saperne più di voi.
Ma non ascoltate nemmeno.
Utilizzate le vostre impressioni - bada bene, non informazioni - solo per sostenere le vostre ipotesi.
Questa non è scienza.
Solo un esempio di malsana presunzione.

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sai livingstone e' un po' quello che scrivi in firma...

io non sono un esperto di mondo americano, ma ho girato come te il belgio e italia in lungo e in largo...

e mi sono accorto di una cosa, che sono un privilegiato!!!!!!

conosco una parte del mondo "sommerso" dei piccoli birrai italiani, li vedo di persona farsi un culo a capanna per stare a galla, dedicare anima cuore e culo alla loro birra.

io e te siamo dei fortunati conosciamo un sacco di gente bravissima, persone che sono disposte a chiacchierare davanti a una birra la sera davanti a un camino acceso sulle colline toscane, e che assaggiano la propria birra e ammettono che potevano proprio fare di meglio...

però non tutti sono così! molti conoscono le birre e non il lavoro che ci sta dietro, si interfacciano al mondo birraio solo alle feste o saloni più grossi, dove i soliti incagabili fanno il possibile per non stare simpatici proprio a nessuno che non abbia una telecamera in mano.

e forse si crea la voragine che coinvolge il mondo dei consumatori e il mondo dei produttori, appassionati e birrai come li chiami tu.

nella necessità  di essere un po' star che si sta creando ogni anno maggiormente a questi eventi, i birrai non sono più visti come "personaggi" con una storia da raccontare, quelli che un po tutti invidiano perchè hanno avuto il coraggio di fare il salto; ormai molti birrai sono visti come sfrafottenti coglioni (e scusa il termine certamente non rivolto a te)

pensa alla persone media che si avvicina a Steve (white dog) o a te... torna a casa con la volgia di fare il salto! torna a casa così carico che alla fine compra il tuo vecchio impianto e inizia a scrivere sulla porta come se fosse una lavagna. lo fa non perchè copia, lo fa perchè pensa che siate due maestri di vita, che abbiate dimostrato che in fondo il sogno lo si piò vivere, magati con dimensioni diverse ma lo si può vivere.

pensa invece alle persone che si avvicinano a qualche nome famoso... tornano a casa pensando che non possono vendere il loro per diventare un fantoccio, più vincolato dai conti e dalla possiblità  di guadagno e di perdita che dalla possibilità  di fare qualcosa di proprio e qualcosa di vero.

in queste righe difendo tutti i piccoli fighissimi mastri birrai, ci sono persone speciali e chi ha dubbi può tranquillamente venire con me a conoscerli, anche bussando alle porte più strane.

in queste righe difendo anche gli utenti, perchè se il contatto coi birrai è solo quello delle fiere e delle manifestazioni del gusto, allora l'idea che possono dare è proprio quella che passa da queste righe qui sopra!

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a me il presuntuoso sembri tu sinceramente (la presunzione di idiozia tienitela per te se non la vuoi indietro). E non ci fai una bella impressione tu dicendolo agli altri.
Se poi stai difendendo la TUA categoria (non ti conosco e non so chi sei e non sono tenuto a saperlo) ci fai una figura ancora peggiore.

Io non sto generalizzando e non sto parlando di TUTTI i birrifici. Sto riportando esattamente quello che spesso vedo nella scena italiana; scena che conosco bene.
Così come conosco bene (forse BENISSIMO) quella americana.

Ma sicuramente tu saprai cosa io conosco e cosa no meglio di me.

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[quote]livingstone ha scritto:

Guarda, io non credo che tu sia un idiota.
Però generalizzando così non ci fai una bella figura.

Non mi ero "completamente" reso conto che tra i birrai italiani e gli appassionati ci fosse questo scollamento e questa distanza.

Sappiate che le due entità  non possono andare verso un obiettivo di eccellenza in maniera scollegata.
Spero che almeno vi prendiate le vostre responsabilità .


Quello che mi spaventa è l'atteggiamento di saccenza che tenete.
Sul mondo americano se permettete penso di saperne più di voi.
Ma non ascoltate nemmeno.
Utilizzate le vostre impressioni - bada bene, non informazioni - solo per sostenere le vostre ipotesi.
Questa non è scienza.
Solo un esempio di malsana presunzione.
[/quote]

Si dice: senti da che pulpito.

Io parlo di quanto ho visto coi miei occhi, e sentito da gente che vive l'ambiente della birra artigianale da molto più tempo di me. Esistono problemi che non possono essere negati o minimizzati, e vanno da fattori puramente economici ad atteggiamenti nel proporre e diffondere cultura birraia.
Ho già  fatto esempi a sufficienza, mentre tu hai parlato di massimi sistemi, di scenari futuri, di FUFFA insomma. Ti erigi a Nostradamus de noantri, ma l'unica cosa che ti riesce è fare previsioni basate sul nulla o accusare gli altri di ignoranza. Probabilmente farai strada, nella scena nostrana, continua così. :D

Io non snobbo i birrai italiani. Bevo italiano, come bevo americano, belga, tedesco, inglese o scandinavo: basta che sia roba buona. Soprattutto bevo prima di giudicare.
Soltanto che quando mi si vuole prendere per il culo, e mi vedo trattato con quell'aria di sufficienza da "ma che vole 'sto cojone" come se stessero vendendo platino a un contadino invece che birra a un appassionato, be', non ci sto. Stranamente, tale comportamento l'ho notato solo da parte di non pochi birrai italiani. Ultimamente anche da Brewdog, così facciamo un po' di par condicio.

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visto che non posso fare mille quote penso che sia più semplice fare una semplice distinzione.

@livingstone

sono contento che ogni tanto i nostri punti di vista collidono , complimenti per la pazienza.

@ tutti gli altri.

allora io qua scrivo non tanto come produttore di birra, perchè di fatto non lo sono , ma come professionista.
prima di tutto ci sono alcuni di voi che in maniera molto demagogica hanno stigmatizzato una situazione in maniera veramente superficiale e la cosa che più mi dà  fastidio è che posso capire un punto di vista anche molto critico quello che è assurdo è l'effetto BRANCO, effetto di cui sono famosi altri forum e spero che su AREABIRRA non prenda mai piede.

vi chiedo di leggere quello che ha scritto il buon franco e riavvolgere il tutto,e provare ad argomentare meglio le vostre critiche, non potete scrivere, piove birraio ladro e poi sperare che qui vengano professionisti come avviene negli USA a spiegarvi le cose e darvi consigli.
se volte che i mastri birrai italiani siano i vostri nemici fate pure, ma, posso dirvi che per mia esperienza qualcuno che appellava birre come "fogna di Calcutta " si è poi messo a vendere birra e almeno le birre che provai io non erano prive di difetti anzi!, e un nostro stimato guru del web ha fatto anche peggio vendendo le sue prime produzioni strapiene di odori di zolfo e anche peggio.
anche io quando ho cominciato anni fà  a appassionarmi alla birra artigianale ero sconcertato che una becks costasse 2 euro mentre una artigianale la pagavo 10, però dopo un po ho capito anche i motivi e sopratutto anziché crocifiggere le nostre aziende italiane (che io considero eroiche) in pubblica piazza, magari parlate con un birraio , è vero che alcuni sono improvvisati ma la maggior parte è gente veramente in gamba e disponibile.

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per la prima volta... con grande gioia! QUOTO PISTILLONE!!!! grande amico cerso il quale nutro grande stima e grande "NEMICO" in mille discussioni qui su AREABIRRA!

ha ragione lui! rileggiamo con calma tutto! cerchiamo di non fare il branco e di distinguerci come abbiamo sempre fatto!

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Beh, almeno con Alessio si discute cercando di capire le reciproche posizioni.
Forse l'amicizia aiuta, ma non credo sia solo quello.

Mi chiedete se difendo a spada tratta la mia categoria....
Evidentemente non mi conoscete bene.
E poi, qual'è la mia categoria?

Prima di essere un produttore io sono un appassionato.
Da sempre.
Credo che la mia categoria sia quella.

Però ho avuto la fortuna di provare a stare dall'altra parte.
Produrre e, forse ancora più importante, stare dietro un bancone alle manifestazioni birrarie.

Da quello che sento forse a voi manca il quadro completo della situazione.

Per fare un esempio e rimanendo al salone del gusto vi faccio due esempi.
Io allo stand della brewers association mi trovavo davanti principalmente entusiasti della birra con un buon background che venivano a cercarci appositamente. Complice il posizionamento molto infelice che ci è toccato. I flussi principali non passavano da lì.
Facile per me essere motivato e ben predisposto nei confronti di chiunque mi si avvicinasse.

Altra situazione.
Un birraio posizonato in posizione molto "felice" con il mondo che gli passava davanti.
Su cento "avventori" circa 98 si fermavano per ordinare una chiara (che non c'era) per buttare giù il panino con porchetta con il quale si stavano abbuffando.
Nessun interesse per le spiegazioni del caso.
Alla fine della giornata il mio amico era sconsolato e depresso visto che quello che non era riuscito a render giustizia a quella che considerava la sua missione.
Può darsi che in quella condizione abbia reagito in maniera non perfetta a qualcuno che non se lo meritava.
Ma il suo lavoro era molto meno gratificante del mio e in parte lo capisco.

Conosco molti birrai e molte situazioni nelle quali operano.
Non è facile. Devi combattere ogni giorno per sopravvivere.
Alla fine del mese i conti non tornano mai.
Quello che ti salva è la passione per quello che fai.
Ci sono molti altri mestieri più semplici.
Per me il birraio vero (non io che produco su impianti di altri) è quasi un eroe.

Poi in ogni categoria ci sono le eccezioni, ci mancherebbe.

Per quanto riguarda Indastria e Patrick ho avuto l'impressione che quello che io ho scritto non sia neanche stato letto perchè in ogni post di risposta ho ricevuto accuse per cose che non ho mai scritto, ma che dire. Contenti voi...
Scusatemi se io la pianto qua.
Vi lascio l'ultima parola.

Non senza prima dichiarare:
Grandi birrai italiani!
Grazie per aver fatto così tanto in questi anni dove nessuno vi ha aiutati.
Per me siete uno dei pochi motivi di orgoglio di questa nazione così avara di emozioni positive.

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[quote]pistillone ha scritto:

prima di tutto ci sono alcuni di voi che in maniera molto demagogica hanno stigmatizzato una situazione in maniera veramente superficiale e la cosa che più mi dà  fastidio è che posso capire un punto di vista anche molto critico quello che è assurdo è l'effetto BRANCO, effetto di cui sono famosi altri forum e spero che su AREABIRRA non prenda mai piede.
[/quote]

Ah, bene. Prima mi si dà  dell'ignorante e poi della pecora: bel forum davvero!

[quote]pistillone ha scritto:
vi chiedo di leggere quello che ha scritto il buon franco e riavvolgere il tutto,e provare ad argomentare meglio le vostre critiche, non potete scrivere, piove birraio ladro e poi sperare che qui vengano professionisti come avviene negli USA a spiegarvi le cose e darvi consigli.
[/quote]

Veramente se c'è qualcuno che ha tentato di banalizzare le opinioni altrui, è stato proprio livingstone. E pure tu vedo che prosegui sulla stessa onda.
Io ho detto che *molti* birrai italiani sono così: fanno di tutto per apparire come nemici, certo agli occhi di chi non si fa abbindolare.
Se poi non capite la differenza tra *molti* e *tutti*, è un problema tuo.
Se tu, livingstone o chi per voi, vi sentite chiamati comunque in causa pur pensando di essere degli onesti professionisti che sanno venire incontro al cliente, forse c'è qualche problema. O vi irrita così tanto il divario con gli americani da sputare veleno al primo accenno di paragone?


[quote]pistillone ha scritto:
anche io quando ho cominciato anni fà  a appassionarmi alla birra artigianale ero sconcertato che una becks costasse 2 euro mentre una artigianale la pagavo 10, però dopo un po ho capito anche i motivi e sopratutto anziché crocifiggere le nostre aziende italiane (che io considero eroiche) in pubblica piazza, magari parlate con un birraio , è vero che alcuni sono improvvisati ma la maggior parte è gente veramente in gamba e disponibile.
[/quote]

Io sono sconcertato che un signor lambic (Cantillon, Girardin, Boon) costi 4-5 euro e una BeerBera nello stesso formato (e che manco lambic si può definire) QUASI DIECI.
Potete darmi tutte le ragioni che volete, ma è TOTALMENTE ASSURDO CHE NEL SUO PAESE D'ORIGINE UNA BIRRA COSTI IL DOPPIO DI UNA IMPORTATA.
Tutto il resto è noia.
Se dopo un po' tu hai capito i motivi e hai cambiato idea, allora significa semplicemente che sei passato dall'altra parte e hai assunto una dannata MENTALITA' DA AFFARISTA. E non DA ARTIGIANO, in piccolo o in grande che sia.

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@ Pistillone.
Leggo solo dopo aver già  inserito la precedente risposta.

Il tuo intervento mi ha fatto molto piacere.

Non credo che siamo sempre in disaccordo, anzi.
I nostri caratteri ci fanno tendere alla rissa ma nessuno può dire che siamo su lati diversi della barricata.



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Si è vero,ogni tanto metto il naso fuori da questo forum e trovo tante discussioni potenzialmente interessanti rovinate da un'inutile accapigliarsi da asilo mariuccia,anche da parte(anzi soprattutto) dei vari guru della situazione.
Una discussione è confrontarsi anche con chi ha opinioni diverse dalle nostre in maniera civile esponendo le proprie idee, dando la possiblità  di replicare e sapendo che poi magari ognuno resta della propria opinione.
Non so perchè in questo settore ci sia questa propensione....e si che io quando mi faccio una birra mi rassereno...:D:D
E tutto un far vedere quanto so figo e quanto so tosto....boh.
Ovviamente sto parlando di altre discussioni,non di questa,che tutto sommato mi sembra ancora abbastanza in toni civili,magari un pò sull'orlo....;)

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[quote]PatrickBateman ha scritto:

Io sono sconcertato che un signor lambic (Cantillon, Girardin, Boon) costi 4-5 euro e una BeerBera nello stesso formato (e che manco lambic si può definire) QUASI DIECI.
Potete darmi tutte le ragioni che volete, ma è TOTALMENTE ASSURDO CHE NEL SUO PAESE D'ORIGINE UNA BIRRA COSTI IL DOPPIO DI UNA IMPORTATA.
Tutto il resto è noia.
Se dopo un po' tu hai capito i motivi e hai cambiato idea, allora significa semplicemente che sei passato dall'altra parte e hai assunto una dannata MENTALITA' DA AFFARISTA. E non DA ARTIGIANO, in piccolo o in grande che sia.
[/quote]
da semplice appassionato HB, permettimi Patrick di controbattere:

anch'io sono perplesso da questa disparità  di costi e mi sono chiesto il perchè, anzi l'ho chiesto a Loverbeer (e, se qualcuno lo conosce, sa quanto lui sia lontano da una mentalità  da affarista...!).

In buona sostanza i costi di materie prime selezionate, la piccola capacità  produttiva e i lunghi tempi di maturazione della sua gamma di birre lo costringono a un simile livello di prezzi.

E comunque il break even alto è un problema comune dei microbirrifici artigianali, affetti da una dimensione media troppo piccola.

Io non so come erano i prezzi della birra artigianale americana all'inizio della Renaissance, suppongo però che ci sia stato un massiccio supporto degli appassionati (HB e non), che magari ha decretato il successo di alcuni e la scomparsa di altri.

e, consentimi: tutto il resto è passione :D

[quote]conco ha scritto:

....e si che io quando mi faccio una birra mi rassereno...:D:D
[/quote]

e ti credo, con il boccalone da vichingo che ti ritrovi :D:D




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[quote]ab62 ha scritto:

anch'io sono perplesso da questa disparità  di costi e mi sono chiesto il perchè, anzi l'ho chiesto a Loverbeer (e, se qualcuno lo conosce, sa quanto lui sia lontano da una mentalità  da affarista...!).

In buona sostanza i costi di materie prime selezionate, la piccola capacità  produttiva e i lunghi tempi di maturazione della sua gamma di birre lo costringono a un simile livello di prezzi.

E comunque il break even alto è un problema comune dei microbirrifici artigianali, affetti da una dimensione media troppo piccola.

[/quote]

Guarda, non volevo dire che Loverier non sappia fare il suo lavoro. Conosco la gestazione dei suoi prodotti, e so che non stiamo parlando di lager o di birre semplici da ottenere. Tra l'altro le ho assaggiate e le ho trovate anche buone (sebbene la prima volta sia incappato in una bottiglia di BeerBera completamente piatta, la seconda si è poi dimostrata molto più all'altezza della sua fama).
Resta il fatto che costano quel che costano. E lo trovo un prezzo abbastanza alto, che m'invoglia a preferire prodotti magari allo stesso modo complessi, ma più alla portata delle mie tasche.

Poi, quando parliamo di punto di pareggio bisogna considerare tanti fattori. Tempi di rientro, ad esempio? Sono stime che non penso tutti abbiano voglia di rendere note.
Non so, è che a volte ho l'impressione, molto forte in certi casi, che i birrai italiani vogliano fare il passo più lungo della gamba in termini di ricavi.

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