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DKPaolo

"Coltivazione" lievito

60 posts in this topic

Ciao a tutti.

Visto che alcuni lieviti sono "cari", pensavo di mettermi a conservarli... o meglio... voglio coltivarli per avere, partendo da poche bustine, un bel pool di lievito da usare quando voglio!

Ho letto che è possibile riciclare in un certo modo il lievito che rimane al fondo del fermentatore. Ma che la conservazione non va oltre 2 o 3 settimane. Non è questo quello che voglio.

Ho anche letto che ci sono tecniche vere e proprie da biologo, ma servono gli strumenti necessari.

Premetto che io sto studiando in una facoltà  che per certi argomenti è vicina alla biologia (studio biotecnologie industriali), pertanto la "teoria" di base la conosco (riproduzione, metodi di conservazione, liofilizzazione, nutrimento, ecc...)...e non è nemmeno un problema la "pratica" (un po' di esperienza di laboratorio me la sono fatta).

L'unica cosa è che non conosco il protocollo vero e proprio.
Qualcuno sa consigliare libri, riviste, documenti online (o meglio ancora il protocollo) dove spiegano passo a passo come crescere, conservare i lieviti?

Prima di rivolgermi a professori/biologi, ho pensato di chiedere a voi...magari c'è qualcuno che ha già  messo su un bell'orticello di lievito :-) e sa darmi le dritte giuste.

Grazie

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ciao DK, mi pare che il lievito che raccogli dal fondo (che non è tutto lievito) possa durare anche più di 2-3 settimane, solo che poi prima di usarlo devi riattivarlo. Il problema secodo me sta nelle mutazioni che inevitabilmente subiscono i ceppi... altrimenti dovresti fare come nei laboratori specializzati dove partono sempre dalla stessa cellula madre, ma a livello casalingo lo vedo complicato oltr che costoso

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Sto provando anche io ad iniziare la coltivazione dei lieviti con la tecnica degli "slants"
Quello che cerchi lo trovi
[url="http://www.hobbybirra.info/view_articoli.asp?ART_ID=63&ME_ID=26"]QUI[/url] e anche [url="http://www.alsand.com/beer/yeast/"]QUI[/url]
Teniamoci in contatto!!!

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[url]http://www.megaupload.com/?d=38N7GWFL[/url]
qui ho uploadato 3 files .pdf che ho scaricato dalla rete... credo proprio ti possano essere utili, sopratutto quello sugli slants!

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[quote]Il problema secodo me sta nelle mutazioni che inevitabilmente subiscono i ceppi...[/quote]
il problema della mutazione può comparire col tempo, ma solo se le cellule sono in continua replicazione! se metti un vasetto di fondo di fermenttore in frigorifeo le cellule non si riproducono e il problema non si pone (la mutazione comunque non è detto che sia una cosa negativa in assoluto....potresti "inventare" un nuovo ceppo di lievito!!!). Il problema maggiore della coltivazione di lievito al di fuori di un laboratorio attrezzato è l'assenza di sterilità  (non sanitizzazione ma proprio sterilità ) necessaria. il fondo in frigo potrebbe durare anche più di 2-3 settimane se fosse "impacchettato" in condizioni di sterilità .

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[quote]il problema della mutazione può comparire col tempo, ma solo se le cellule sono in continua replicazione! [/quote]
le mutazioni ci sono sempre, diciamo che diventano significative dopo un paio di utilizzi... difatti è sconsigliato "concatenare" più di 5-6 birre sullo stesso fondo

sul fatto di selezionare nuovi ceppi non ci trovo nessun problema[^]

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[quote]il problema della mutazione può comparire col tempo, ma solo se le cellule sono in continua replicazione! [/quote]
le mutazioni ci sono sempre, diciamo che diventano significative dopo un paio di utilizzi... difatti è sconsigliato "concatenare" più di 5-6 birre sullo stesso fondo

sul fatto di selezionare nuovi ceppi non ci trovo nessun problema[^]

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teoricamente, finchè S. cerevisiae vive (o viene propagato) in condizioni per lui ottimali, non dovrebbe esserci la selzione di ceppi mutanti... ovvero,mutazioni spontanee avvengono ma non vengono mantenute dalla selezione! diverso è il discorso "casalingo", in cui le condizioni non sono totalmente controllabili...

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grazie a tutti delle risposte.

Ora vediamo cosa riesco a tirarne fuori...sarebbe bello se avessi l'apoggio di qualche professore ;)...vediamo cosa riesco a combinare. Vi farò sapere!!

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per quanto riguarda le mutazioni...a volte possono rivelarsi "utili" ;)

Chissà  che non scopriamo qlk ceppo che fa una birra Divina! :D:D:D:D

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[quote]teoricamente, finchè S. cerevisiae vive (o viene propagato) in condizioni per lui ottimali, non dovrebbe esserci la selzione di ceppi mutanti... ovvero,mutazioni spontanee avvengono ma non vengono mantenute dalla selezione! diverso è il discorso "casalingo", in cui le condizioni non sono totalmente controllabili...[/quote]
non credo di aver capito quello che vuoi dire...
il lievito è continuamente soggetto a mutazioni... è chiaro che i ceppi mutanti che per qualche ragione crescono più lentamente del wild type non competono con quest'ultimo e non creano problemi..questo è vero anche a livello casalingo...il problema può essere un mutante con un profilo aromatico diverso dal lievito di partenza...è chiaro che col tempo il numero di mutanti, anche diversi tra loro (originati da differenti eventi mutazionali), e diversi dal wild type crescerà  in proporzione modificando il profilo aromatico...

io studio biologia, fa piacere parlare con dei quasi-colleghi in materia....col discorso non volevo fare una lezione ma, piuttosto, esprimere il mio parere e casomai vedere se siamo d'accordo a riguardo..

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@nnc6 ho trovato il tuo materiale molto interessante, sono solo arrivato a leggere il materiale occorrente e mi sono messo alla ricerca di eventuali negozi per trovarlo.

Se riesco a mettere su sta coltivazione, vi posto le foto. Prima però sono occupato con quella del luppolo.... Ora mentre costruisco i sostegni per le piantine, studio quella del lievito.

Se riuscissimo effettivamente a fare un buon lavoro, poi potremmo scambiarci i lieviti :-)

Per le mutazioni...sì, sono d'accordo. Ma penso anche che si possa frazionare la "madre" e ripartire sempre da quella, fino ad esaurimento. E poi si può ricomprare il lievito e ripartire proprio da zero, per non rischiare che il profilo cambi, o cmq nel momento in cui si sente che la birra non ha delle buone caratteristiche ripartire da capo.

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Anche io coltivo i lieviti.
CtrlC+CtrlV di mio post passato (su mobi) sulla conservazione del lievito:

"Mi sono basato sull'articolo presente su hobbybirra.
Anche io ora 'bazzico' con la microbiologia delle acque, ma il primo materiale che ho usato era sostanzialmente di facile reperimento.
L'agar agar l'ho comprato in un negozio di alimentari cinese (mi sembra per un paio di euro, la confezione dura abbastanza). All'agar base, per i nutrienti, ho aggiunto estratto di malto liquido preso in erboristeria (~3 €). Per gli slants, prima di utilizzare vials in vetro, ho usato vasettini da cucina (mi sembra erano vasetti degli omogeneizzati) che andavano benissimo.
Come ansa ho usato un singolo filo di acciaio ricavato da residui del flessibile utilizzato per il filtro bazooka e piegato a cappio come per le anse da laboratorio ed infilato (fissandolo con colla) in una matita svuotata dell'anima di grafite. Per sterilizzare ho usato la pentola a pressione; i tempi e le modalità  descritte nell'articolo si sono rivelate più che adeguate.
Ora che per lavoro ne ho disponibile, uso materiale professionale. Ma il risultato non differisce di molto. E' semplicemente più comodo.
Se hai bisogno di qualcosa possiamo vedere se ci si incontra in qualche raduno hb. "

Aggiornamento: in questi giorni in laboratorio ho avuto la possibilità  di far 'seminare' le colture di uno slant fatto nel marzo 2008 su TSA (tryptic soy agar, un terreno di accrescimento non selettivo che viene utilizzato per accrescere/ripopolare le colonie di un buon numero di microrganismi) e su Sabouraud Dextrose Agar (un terreno di coltura di elezione per lieviti e muffe). Sul TSA non c'è stata crescita di microrganismi e sul Sabouraud la crescita del lievito a 5 giorni era quantitativamente abbondante. Gli slant erano stati tenuti nel frigo di casa e preparati secondo l'articolo di IHB. L'assenza di microrganismi su TSA significa che la sterilizzazione casalinga può anche essere efficace. Le colture di lievito, in base a quanto visto sul Sabouraud, possono sopravvivere anche a lungo e possono essere rivitalizzate efficacemente, ovviamente anche con un normale starter, magari progressivo. Sulle mutazioni, non mi sbilancerei. Gli slant sono stati tenuti a 4-6 gradi, non credo che il metabolismo sia stato particolarmente attivo, penso di avere ad oggi ancora il ceppo originario di lievito.

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[quote]Ma penso anche che si possa frazionare la "madre" e ripartire sempre da quella, fino ad esaurimento.[/quote]
sicuro...

[quote]. Gli slant sono stati tenuti a 4-6 gradi, non credo che il metabolismo sia stato particolarmente attivo[/quote]
anche qui sono d'acodo...

[quote] L'assenza di microrganismi su TSA significa che la sterilizzazione casalinga può anche essere efficace[/quote]
beh, la pentola a pressione è una piccola autoclave....
il problema è durante le semine e, più in generale, quando si opera all'aria....certo, che se si infetta lo slant si potrà  notare quasi sempre e assaggiando lo starter si può verificarne la qualità ...

il mio scetticismo è nei confronti di chi non ha mai trattato la materia e non ha mai lavorato in un laboratorio di biologia...dopo 6 anni di laboratorio alle superiori ho visto certe cose all'università  (fatte da studenti senza esperienza) che mi hanno fatto cadere le braccia...
comunque come procedimento evidentemente è alla portata di tutti,
e sperimentare è il bello di quest'hobby!!!!

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@ clau: tranquillo che di esperienza ne ho anch'io... biotecnologo industriale all'ultimo anno di corso (specialistica, non triennale), con tesi che riguarda l'utilizzo, la selezione e la mutagenesi controllata di vari ceppi di lievito per la produzione di antibiotici... e fidati, le mutazioni spontanee che possono propagarsi, in condizioni ottimali non sono così frequenti nella popolazione (magari lo fossero)!
scusate la "presentazione", ma volevo evitare di essere tacciato per uno che parla senza sapere...;)

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@Lion con che "varietà " hai iniziato? Hai notato differenze, maggiori difficoltà  per certi ceppi?

Come avete detto voi, concordo...effettivamente il problema è la sterilità ...più che le mutazioni...e ripeto, se si sente che non va più bene un lievito, basta ricominciare.
Io per fortuna ho a casa una comoda autoclave per sterilizzare, ma mi mancano molti strumenti...ora vedo quel che mi conviene acquistare.


Una cosa davvero bella da fare, sarebbe tenere i nostri cloni non nello stato liquido, ma in quello dry...peccato che le attrezzature sono decisamente più costose.
Online ho trovato un protocollo industriale, se volete lo posto, ma mi sembra fin troppo complesso...e di sicuro non da hobby casalingo ;)

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ma scusate...perchè non provare la conservazione a -10°C (o cmq alla temperatura a cui teniamo il freezer)?penso sia possibile,senza criodanneggiare le cellule, aggiungere ad una coltura di lievito in fase di crescita esponenziale (qnd le cellule stanno moooolto bene) del glicerolo (dovrei cercarmi qlc protocollo per la concentrazione), che funge da crioprotettore,magari con anche del DMSO (stessa funzione del glicerolo)...a questo punto la fiala va messa, avvolta dal cotone, prima in frigorifero (direi 4-6 ore),poi nel freezer,così da rendere il congelamento meno brusco...con S.cerevisiae non l ho mai provato,ma funziona molto bene con cellule di mammifero...perchè non dovrebbe funzionare con un eucariote più semplice???[8D]

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me lo sono chiesto pure io....ho letto le procedure degli slants.
c'è scritto che per 3 mesi si conservano anche senza congelare.
per anche 6 mesi con la tecnica dell'acqua sterile distillata (addormentandoli).

Però il congelamento potrebbe essere una soluzione...basta prendere le precauzioni giuste...inoltre con il glicerolo e con l'attrezzatura giusta puoi andare anche molto più sotto dei 10 senza danneggiare. Bisognerebbe fare dei tentativi.
Anche perchè per quanto mi riguarda...preferirei avere un archivio che duri almeno un anno...ogni 3 mesi è accettabile...ma 1 anno è meglio.

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[quote]scusate la "presentazione", ma volevo evitare di essere tacciato per uno che parla senza sapere...[/quote]
beato te....io sono ancora al terzo anno....beh comunque in questo campo sai di sicuro quello che fai...

l'idea del congelamento non è male...ma una volta che scongelo il glicerolo devo toglierlo? se si come? è solubile in acqua ma siamo sicuri che non crei problemi con la tenuta della schiuma o cose simili?

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@clau che università  stai facendo? dove?

Io studio a torino :-)

Per il glicerolo...non penso sia un problema. Anche perchè schematicamente se congelo io farei così:

- cellule madre conservate con congelamento+glicerolo+buffer

-ogni volta che ti servono, prelevi sotto ghiaccio una piccola aliquota della madre e la risemini su agar

-rimetti nel congelatore la madre

-nel terreno agar fai riprodurre le figle

-a questo punto puoi usare le cellule per lo starter o addiriturra una parte per lo starter e in un ulteriore provetta qualche goccia la tieni per una conservazione senza congelamento (3 mesi). Così non devi per forza ripartire in quei 3 mesi dalla madre.

Se fai così il glicerolo lo si aggiunge solo alla madre, quindi secondo me, la quantità  che hai nelle colture delle figlie non influenza la birra. Ma bisogna provare.....perchè sono comunque stress per le cellule..potrebbero ai primi tentativi crepare tutte...l'ideale è un protocollo che indichi anche le quantità  di glicerlo (es. 15%)

Poi magari le trasfettiamo con qualche plasmide e facciamo una birra OGM, vero Nick_row? :D

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beh,non sarebbe impossibile modificaare i pathway metabolici di un lievito allo scopo di aumentare/ridurre l'output di certi cataboliti piuttosto che altri,ma per questo non puoi prescindere da un lab dove lavorare (soprattutto per la sterilità ,miniprep,prove di induzione,ecc ecc)...per il glicerolo DKPaolo ha afferrato il concetto alla perfezione!;)
un'ultima cosa...il terreno agar classico non è sufficiente:dopo il congelamento le cellule devono potersi riprendere, e dunque serve un terreno ricco (agar,glucosio, maltodestrine e soprattutto yeast extract)...[8D] senza dimenticarci un pò di antibiotico specifico per i procarioti... tipo penicillina+inibitore delle beta-lattamasi...così cresci solo il nst amico lievito,senza alcun'altra schifezza,visto tra l'altro che si lavora in condizioni di sterilità  "casalinghe"... l'ideale sarebbe lavorare su una superficie sanificata con alcool e tra due bunsen accesi sopra alla postazione...:D

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Università  di Milano-Bicocca!!

beh, l'unica cosa difficile da reperire a livello casalingo credo che sia l'inibitore delle beta-lattamasi..tutto il resto si può fare..bisognerebbe sapere le quantità  (almeno a spanne) di tutti gli ingredienti...

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se riesco questa settimana provo a fare qualcosa...se funziona, vi scrivo i vari passaggi e le dosi.

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