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Man Hu

Attrezzatura essenziale di qualità

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Ciao a tutti, mi chiamo Guido e mi sono appena presentato nell'apposita sezione.

Sono un uomo appassionato in molteplici direzioni, ma soprattutto verso un approccio che mi porti verso all'uso delle mani e ad una naturalità di gesti e modalità.

Bere la mia birra e condividerla mi sembra una cosa bella, uno dei tanti modi in cui posso dimostrare il mio amore verso me stesso e la mia vita.

Detto questo, so che in ogni passione la concentrazione del neofita riguardo all'attrezzatura diventa quasi ossessiva e, agli occhi di chi ha già fatto un pò di strada, può apparire eccessiva e persino fuorviante rispetto al complesso delle problematiche che poi si possono incontrare quando veramente ci si approccia all'arte del "fare".

Ora io non dispongo di nulla e devo ancora fare la prima cotta: ho letto/studiato la Bibbia di Bertinotti, assistito all'operato di un amico nell'intero processo e poco altro...

Avevo l'idea di una trasformazione artigianale e mi sono scontrato con molto tecnicismo, elettronica, precisione assoluta...

Ora che ero quasi convinto di prendere un sistema a tre tini classico, leggo di Rims, Herms e mi si riscombina tutto...

Ora vi chiedo: alla luce della vostra esperienza,  con che attrezzatura sarebbe intelligente cominciare per farlo però seriamente e che mi dia un impianto magari implementabile?

So che è una domanda generalista e potrebbero esserci 1000 risposte...ma ognuno può dare la sua!

E' possibile creare una birra di qualità con attrezzatura semplice? E per semplice non intendo economica...potrebbe essere anche costosa...ma il più "rudimentale " possibile?

Grazie a chi vorrà condividere il suo punto di vista!

 

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Posted (edited)

Ciao Man,

io sono un birraiolo abbastanza alle prime armi. Ho iniziato con i kit nel 2013, poi ho avuto un lungo periodo di pausa per ricominciare con l'All Grain BIAB nel 2018. Mi sento ancora un novellino, ma a ogni birra sento di avere imparato qualcosa di nuovo e questo mi dà soddisfazione.

Anche io come te sono improntato alla semplicità, ma anche all'economicità. Ho sempre pensato che non avrei ottenuto abbastanza soddisfazione nel farmi una birra da solo se riesco a trovarla più buona della mia spendendo meno.

E così ho anche fatto due conti in tasca.

Ma non solo, nella vita mi sono abituato a fare tante cose diverse, riuscendo sempre a complicarle all'inverosimile. Ma sono finite tutte in malora quando inevitabilmente mi sono incartato nel delirio che io stesso avevo provocato.

A forza di sbatterci la testa, ho imparato che tanta teoria senza la pratica ti confonde il cervello e fa sembrare tutto più complicato di come potrebbe essere. Almeno per un principiante.

Con la birrificazione ho scelto una strada differente: ho deciso di iniziare da subito con poco e con cose semplici. La parola d'ordine era semplificare, togliere, togliere e ancora togliere. E poi partire da lì. Dal minimo indispensabile.

Anche io come te mi ero studiato in anticipo tutto ciò che occorre sapere per fare la birra, almeno per quanto riguarda il procedimento. Per il resto ci arrivo fra un attimo.

Studiare tanto senza mai mettere in pratica è tremendamente complicato; da un lato ti aiuta a fare meno errori, continuando a leggere ripetutamente le operazioni da fare dopo un po' si imparano a memoria, la pianificazione è importante per ridurre gli errori; dall'altra parte però l'inesperienza non ti consente di comprendere le priorità e la gravità degli errori. Detto in poche parole, intendo dire che bisogna prepararsi, ma poi è importante buttarsi e iniziare a fare. Non serve aspettare di essere esperti in teoria. Un famoso allenatore di baseball diceva:"In teoria non c'è differenza tra teoria e pratica, ma in pratica c'è". E questo vale anche nel fare la birra.

Puoi studiare tutti i libri del mondo, diventerai un esperto di teoria della birra, ma non saprai ancora fare la birra, perché per saperla fare bisogna farla. Bisogna maneggiare con gli strumenti, sentire l'odore degli ingredienti e vedere come si trasformano. Riconoscere gli errori e i difetti di ciò che si è creato e cercare di migliorarla di volta in volta. Solo dopo molti tentativi si inizierà a fare una birra buona per davvero. 
Tutto questo discorso è indipendente dalla strumentazione che deciderai di acquistare.
Ma quindi si può fare una buona birra con attrezzatura semplice ed economica? SI'. Si riesce a fare una buonissima birra con attrezzatura semplice ed economica? CERTAMENTE.

Un impianto costoso e professionale non ti garantirà di per sé di fare una buona birra. Ti permetterà di controllare meglio i processi, di risparmiare un po' di fatica e soprattutto di poter rendere una birra ripetibile. Chi possiede attrezzatura semplice e rudimentale infatti con molta difficoltà riesce ad ottenere volontariamente per due volte lo stesso identico risultato. Chi ha fatto della birrificazione un business ne ha assoluta necessità questo è fuori di dubbio. Chi invece come me e come te vuole fare birra per berla da solo o con gli amici, può farne a meno, consapevole dei compromessi a cui deve scendere. E poi c'è anche un po' di romantica audacia nel non riuscire a prevedere con esattezza come sarà la tua birra.

Come ho scritto prima, io faccio birra con il metodo BIAB, ma con alcune personalizzazioni. BIAB significa Brew In A Bag, in pratica si fa tutto con una pentola sola e con una sacca filtrante per il filtraggio delle trebbie. Già questo mi ha permesso di semplificare il processo e di risparmiare soldi.

Anche con i tre tini comunque si può lavorare con poco e con poca elettronica, anzi, proprio zero. Ciò che ti serve per iniziare sono tre pentole in acciaio capienti e sarà la spesa più ingente, perché costano, due fermentatori anche di plastica vanno bene, un sistema di raffreddamento che può essere una serpentina in rame o in acciaio (io preferisco la seconda perché così evito la grana dell'ossidazione), un piccolo mulino (ma se vuoi puoi iniziare comprando grani già macinati a un prezzo un po' superiore), un sistema di controllo della temperatura (anche qui si possono trovare soluzioni molto economiche) le materie prime ovviamente e altra roba decisamente economica.

Direi che per iniziare se si fa BIAB si può partire investendo 300 euro. un po' di più se farai birra con i tre tini. Parlo della sola attrezzatura.

Da lì poi si apre un mondo, puoi comprare quantità abnormi di apparecchi, ammennicoli, tubi, valvole, quello che vuoi. Ci sono persone che hanno speso migliaia di euro per il loro impianto. Bisogna però capire dove si vuole arrivare: è molto facile lasciarsi prendere la mano e acquistare oggetti non perché se ne ha bisogno, ma per sindrome di acquisto compulsivo,  

Io per esempio non possiedo un sistema di ricircolo del mosto, che è importante per avere una birra migliore e avere un impianto più efficiente. Potrei comprare una pompa, ma mi arrangio e faccio il ricircolo a mano. Potrei comprare delle pale per mescolare il mosto, invece uso le braccia. Inizialmente sollevavo la sacca con i grani esausti a braccia, ma poi ho deciso di usare una carrucola con dieci euro di investimento. Ecco che qui ho migliorato il mio impianto, ma a ragion veduta, misurato sulle MIE esigenze.

Io ti consiglio di fare lo stesso: inizia con poco. Facendo birra capirai da solo di cosa avrai bisogno e cosa invece sarà superfluo.

Io non faccio la birra migliore del mondo, non sono il migliore qua dentro e so che potrei migliorare l'impianto, ma sai... dopo tanti progetti, tanta teoria, tanta pianificazione ho pensato:"Ma chi se ne frega. Voglio fare la birra con le mie mani, faticare, sporcarmi. E avere il brivido ogni volta che apro una bottiglia per la prima volta dopo una cotta per scoprire come sarà la mia nuova birra".

Con questo lungo post spero di essere riuscito a trasmetterti il mio personale punto di vista, che non è l'unico e non è "quello giusto". E' solo il punto di vista di un informatico che non ha più voglia di stare seduto. 

Edited by andrea75
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Io rispondo si, ho impianto rudimentale manuale senza particolari automazioni pompe ecc. ma sono sempre soddisfatto delle produzioni..
solitamente si consiglia di partire con i kit di malto concentrato e luppolato per prendere confidenza, ma per carità non è obbligatorio , ma intanto ci si esercita con la pulizia, sanitizzazione delle attrezzature e fermentazione.. oddio la fermentazione la fanno i lieviti e consiglio vivamente prima di prendere 1000 euro di impianto
è bene avere una camera di fermentazione prima di tutto poiché sono quei mostriciattoli che fanno la birra, tu farai solo il mosto e se li metti a stecca con le temperature adeguate faranno un certo tipo di lavoro se li lasci allo stato brado ti potrebbero puzzettare il tutto o bloccarsi eccc..

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Grazie mille per le vostre risposte.

Andrea, mi hai messo la pulce nell'orecchio per quanto riguarda il Biab, che non avevo considerato a sufficienza...mi rimane abbastanza oscuro se e come si attua lo sparge...

Inoltre, hai accennato a controllo di temperatura...anche questo è un argomento per me oscuro...cioé, senza sistemi controllati elettronicamente, come faccio a far perdurare una certa temperatura il mosto con  minime variazioni?

e, ovviamente, ho tanti altri dubbi...tipo sull'utilità del ricircolo del mosto...

Grazie anche a te Pils, per l'accento che hai voluto porre sulla fase della fermentazione!

Inizialmente si è presi mentalmente su come FARE la birra e si intende erroneamente quel fare concluso quando si chiude il fermentatore...

Aprirò un post apposito a riguardo nella sezione dell'autocostruzione per un'idea su una "camera" di fermentazione...

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camera di fermentazione: frigorifero con sistema di controllo della temperatura (tipo Inkbird) e fascia riscaldante tipo cavo per terrari. Occupa molto spazio, prezzo accessibile se trovi un frigo di recupero

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Come camera di fermentazione io uso uno scomparto di un mobile che ho in taverna: ci sta giusto il fermentatore con il gorgogliatore. Per controllare la temperatura uso l'inkbird, che in molti hanno qua dentro. E' uno strumento semplicissimo: imposti una T min; lui attraverso una sonda misura la temperatura. Se è minore di T min attiva una presa, se è maggiore si spegne. Alla presa ho attaccato un cavo riscaldante per terrari che ho attaccato alle pareti della "camera di fermentazione". La sonda misura la temperatura della camera. Et voilà. Semplice ed efficace. Ma non è l'unica soluzione. Qui bisogna sbattersi un po' per capire come fare. io ad esempio non ho considerato un sistema di refrigerazione. Lo farò prima o poi acquistando un mini frigo usato, ma non ho fretta. Posso fare tutte le Ale, per le lager ci penserò più avanti.

Pensa bene se vuoi fare BIAB, c'è una diatriba infinita a riguardo. C'è chi dice che BIAB e tradizionale non fa differenza, chi che l'All Grain classico è meglio levati proprio, chi dice che più o meno è uguale ma la birra con il BIAB non si conserva bene.... sono stati fatti tanti discorsi, alcuni esperimenti, ma una risposta chiara non c'è. Però questo per me già basta. Vuol dire che la differenza, se esiste, è minima. E con il BIAB non solo risparmio soldi (non molti), ma soprattutto tempo e roba in meno da lavare. Un altro vantaggio del BIAB è che posso farlo con una pentola elettrica e questo per me è fondamentale. Primo: posso birrificare dove mi pare: in giardino, in cantina, in garage. Mentre se usi il gas, oltre a dover comprare un bruciatore, non puoi fare birra in un ambiente al chiuso. Un altro vantaggio è che per controllare la temperatura basta impostare il termostato e non tocchi più niente. Con la fiamma libera è molto più complicato. Insomma, i vantaggi del BIAB sono molti, ma tanti preferiscono usare il metodo classico soprattutto perché si porta in bollitura un mosto meno torbido. La diatriba è tutta qua: quanto è dannoso il bollire le farine in sospensione nel mosto, che facendo BIAB necessariamente rimangono. Sulla pulizia della birra a prodotto finito non c'è invece pericolo: le mie birre sono sempre venute limpide, a parte un paio di pasticci, ma lì avevo sbagliato io.

Il BIAB classico prevede che non si faccia sparge: si fa scolare la sacca una volta estratta, poi alcuni la strizzano, altri no e via in bollitura.

Io lo sparge lo faccio. Qualcuno dice che lo snaturo, che non è più BIAB... va bè. Lo sparge mi fa recuperare qualche punto di efficienza e quindi lo faccio, tanto mi porta via dieci minuti. Ma anche queste sono considerazioni personali.

 

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Altra possibilità sono i sistemi all-in-one, tipo Klarstein & co. Lo trovo semplice ed i risultati mi soddisfano

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Qualcuno usa l'induzione per il riscaldamento in elettrico?

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52 minutes ago, corbaccio said:

Altra possibilità sono i sistemi all-in-one, tipo Klarstein & co. Lo trovo semplice ed i risultati mi soddisfano

beh, alla fine l'All in One è un tipo di BIAB, dove il riscaldamento avviene per conduzione e la sacca è sostituita da una cesta metallica.

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esatto, ha il grande vantaggio della compattezza (meno ingombro) ed un costo ragionevole; si può migliorare con qualche modifica, ma molto poco.

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io ho iniziato 4 anni fa direttamente in all grain ma dopo aver studiato molto. oggi dopo aver modificato 1000 volte il mio impianto e averci speso un patrimonio sono arrivato a un punto soddisfacente e ho ridotto le problematiche al minimo.

questione uno: capire di che dimensione di impianto hai bisogno.

ero partito con un impiantino di discreta qualità tarato su 9L in bottiglia. pensando "oh sono pur sempre 27 bottiglie". la prima cotta fu un incubo ma alla seconda in maniera del tutto inaspettata il risultato fu una blanche davvero eccellente, mi ritrovai cosi con 23 bottiglie che tra amici curiosi, mio padre che gradiva, il caldo dell'estate, durarono un nulla. capii subito che andava aumentata la produzione, il lavoro in fin dei conti è lo stesso e i cosi anche non cambiano di moltissimo. ricompra questo e quello vado per i canonici 22L che poi puntualmente tra travasi assaggi e prelievi diventavano a stento 50 bottiglie, sembrano tante ma si rivelarono subito poche, ci vuole nulla a organizzare una serata e farne secche la metà, il resto tra familiari e parenti curiosi non rimaneva nulla. compra e ricompra eccomi con la mia pentola di mash da 76L che uso con soddisfazione adesso. il problema della quantità sembra arrivato alla sua soluzione, quando il prodotto esce buono è un piacere averne a sufficienza e se mi sta bene la metà mi faccio aiutare da amici e divido le spese.

questione due: la qualità dei componenti.

ogni volta che ho risparmiato su qualcosa me ne sono pentito. di tante parti ho l'economico e la versione definitiva, alla fine ho speso quasi il doppio di prendere direttamente il meglio con l'aggravante di averci smadonnato su.

controllo temperatura, con pentola da 54L e agitatore ti dico tranquillamente che puoi farne a meno, riesci a stare tranquillamente in un range di 0,5°C senza problemi. con l'induzione probabilmente sarà ancora più semplice, è il mio prossimo obiettivo.

che budget hai?

 

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Grazie Cicquetto, hai toccato dei punti fondamentali.

Riguardo al budget...non dico illimitato, perchè con questa storia del Covid il 2020 sarà terribile, per quel che mi riguarda, dal punto di vista lavorativo, ma se c'è da fare un acquisto lo voglio fare bene, spendendo quello che è necessario, perchè la lezione riguardo ad un risparmio "illusorio" che ben hai descritto, l'ho già assimilata. Per questo, il titolo del post contiene la locuzione "di qualità".

"Essenziale" rimanda invece ad un impianto quanto più scarno (e forse inizialmente, poco tecnologico) possibile.

Leggendo e rileggendo, mi sto sempre più rendendo conto quanto sia possibile sperimentare allenando i nostri sensi e invece quanto la tecnologia, che dà un grandissimo aiuto, ci allontani dal "possedere" un'arte.

Facendo un paragone in ambito culinario, è facile infilare la sonda di un termometro all'interno di una bistecca e aspettare che suoni il cicalino per sapere se è cotta al punto giusto...ma un cuoco che l'ha cucinata 1000 volte arriva alla stessa cottura toccandola e anzi, potendo correggere il grado di cottura a seconda del tipo, della fibra, della marezzatura, ecc.

Quindi la mia conclusione è che per la tecnologia (parlo di tecnologia legata all'elettronica...sotto certi aspetti tutto è tecnologia) c'è sempre tempo e la posticipo, al limite, al momento in cui si sono sedimentate le basi e affinata la tecnica.

Anche il discorso litraggio è interessante ed è uno dei punti in cui volevo chiedere consiglio. Cominciare con 50l mi è stato sconsigliato da tutti, anche se si può, da quel che ho capito, acquistare l'attrezzatura per 50 e brassarne 25...

 

 

 

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io non ti sconsiglio di partire con 50L, l'importante è pianificare bene il lavoro e studiare prima come ridurre i problemi al minimo. paradossalmente con pentole piccole tenderai a sollevarle spesso piene e spaccarti la schiena, con pentole grandi sarai obbligato a fare meno sforzi a patto di organizzare prima il tutto.  con 50L puoi comunque farne 25 forse con qualche limite ma avrai la possibilità di dividerti la cotta con qualcuno in cambio di lavoro e contributo spese. tra preparazione alla cotta, cotta e imbottigliamento ci sarà tanto da lavorare.

gli impianti herms che vedi a temperatura controllata da pid sembrano fantastici a vederli, io dopo averlo provato l'ho scartato e mi sono impostato un impianto con pentola fornellone a gas e miscelatore. lavoro con fiamma pilotata on/off o anche manuale senza problemi e con temperature controllate molto bene. considerazione personale, meglio un impianto a gestione della temperatura manuale ma con pale miscelatrici che assicurano una temperatura uniforme in tutta la pentola sgarrando di 0,5°C che un impianto herms con ricircolo e pid a precisione 0,1°C se poi vai a inserire un termometro in vari punti della pentola e trovi differenze di anche 2°C.

io ti consiglierei di:

pentola sparge, qui la differenza tra il top e il basic è poca, una polsinelli da 50L fa il suo, la trovi anche usata completa di rubinetto di termometro e rubinetto. nuova la prenderei solo pentola e abbinerei una valvola smontabile a sfera. usata non ha comunque nulla in meno al nuovo. potrebbe essere comodo una asta di livello per controllare i litri e alcune pentole la montano di serie ma è puoi aggiungerlo con poche difficoltà in un secondo momento.

pentola bollitura. l'ideale per la bollitura è una pentola sviluppata in altezza ma per la sedimentazione dei coaguli io mi trovo meglio con una pentola piu ampia e bassa. una polsinelli 100L fa bene in suo in questo verso e ci metti comodamente dentro quella da 50L quando smonti tutto. andando a gas non mi preoccuperei del fondo, anche se monostrato in acciaio il rischio di bruciare il mosto per mia esperienza è nullo.

pentola mash, qui andrei su qualcosa di qualità maggiore. una SS brewtech da 54L è un buon investimento e ha il triplo fondo adatto a cottura a fiamma diretta o induzione. un sistema di miscelazione lo reputo necessario e ti agevolerà enormemente nel tenere costante la temperatura. all'interno un filtro springer collegato a una T connessa alla valvola. io uso una pentola separata coibentata con falso fondo per lo sparge ma è un implementazione che potrai fare nel tempo se valuterai che ne varrà la pena.

per il ricircolo e i trasferimenti affidati a una pompa blichmann riptide da acquistare all'estero. in italia su queste componenti particolari tendono a calcare la mano. in alternativa la pompa topsflo è anche buona ma per poche decine di € la differenza costruttiva è enorme.

fermentatore, se vuoi partire subito al top un brewtech 54L è davvero ottimo e non sentirai mai la nevessità di cambiarlo. ci abbini un termostato inkbird e in inverno un economico cavo scaldante. in estate poi o metti tutto in una vetrina frigo (si trovano buone vetrine usate sui 300€ e nuove sui 600€ che sono comunque più economiche di impianti di raffreddamento dedicati). io mi affido a un serbatoio di acqua fredda che scorre nella serpentina immersa nel fermentatore ma non puoi permetterti di dimenticare di aggiungere bottiglie ghiacciate 2 volte al giorno. in alternativa con il caldo estremo sperimenti qualche kweik che ben tollera i 30 e passa gradi :)

se l idea ti tenta andiamo a definire gli altri componenti (e ne mancano ancora tanti)

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Wow, grazie mille per i consigli, ti scrivo in privato!

Ovviamente ben accetti altri punti di vista!

 

 

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Secondo me conviene partire tranquilli e poi decidere su cosa investire.....

Io comprerei una bella pentola (SS Brewtech, Blichmann...?) e partirei facendo BIAB 

Magari prenderei anche un bello scambiatore  controflusso che poi ti resta.

Investirei poi da subito su strumenti di misura che comunque poi resteranno.

sicuramente investirei da subito anche in una camera di fermentazione a temperatura controllata.....oppure se vuoi strafare un fermentatore con controllo di temperatura...

Poi per fare la cotta ci sono talmente tante alternative e possibilitá che io mi prenderei il tempo che serve per capire cosa piace di più e che in che direzione muoversi

Non disdegnare neanche i sistemi all in one....ad aver soldi da investire ad esempio intorno ad un  Brewtool ci puoi costruire un impianto fantastico.....e non pensare che la birra la faccia l’elettronica........ :-)

Enjoy! 

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Grazie Andrea B...la camera di fermentazione è il mio cruccio più grande...ho aperto un post a riguardo...

 

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