Jump to content
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble
ale-75-homeb

Durata della birra nei fusti "aperti"

Recommended Posts

Ciao a tutti.

Ho cercato molto al riguardo e ovunque si dice che i fusti, una volta aperti, vadano consumati rapidamente.

Nessuno però fornisce la spiegazione del perchè... nè viene quantificato bene il rapidamente (1 o 2 settimane di solito).

Non c'è rischio di infezione in un fusto aperto, nè di ossigenare la birra. Perchè quindi la birra dovrebbe conservarsi impropriamente?

L'unica spiegazione che riesco a darmi, per le birre "luppolate", è un maggiore volume di gas rispetto al liquido e quindi un maggiore passaggio in esso degli aromi?

... mi sfugge qualcosa?

Ciao,

Ale

Share this post


Link to post
Share on other sites

Per la sovracarbonazione indotta dalla co2 ed al fatto che la CO2 alimentare non è al 100% pura, ma contiene ossigeno.

L'ossidazione è lenta, ma inesorabile, la CO2 invece si lega sempre più alla birra man mano che si svuota al fusto

Inviato dal mio POT-LX1 utilizzando Tapatalk

Share this post


Link to post
Share on other sites

La birra si ossida comunque inesorabilmente e nemmeno troppo lentamente, già dopo 4 5 giorni alcune sono compromesse, poi dipende se il fusto sta al freddo o a temperatura ambiente ma la differenza se hai bevuto la prima birra spillata e l'ultima la senti eccome

Share this post


Link to post
Share on other sites
6 hours ago, EnzoR said:

La birra si ossida comunque inesorabilmente e nemmeno troppo lentamente, già dopo 4 5 giorni alcune sono compromesse, poi dipende se il fusto sta al freddo o a temperatura ambiente ma la differenza se hai bevuto la prima birra spillata e l'ultima la senti eccome

Ma perchè la co2 che uso per spillare contiene una parte di ossigeno ?

Share this post


Link to post
Share on other sites

In minima parte per quello, durante la produzione casalinga a meno che tu non abbia infustato isobaricamente o perlomeno in contropressione, ha incorporato dell'ossigeno insieme alla birra

Inviato dal mio POT-LX1 utilizzando Tapatalk

Share this post


Link to post
Share on other sites
40 minutes ago, ilrost said:

In minima parte per quello, durante la produzione casalinga a meno che tu non abbia infustato isobaricamente o perlomeno in contropressione, ha incorporato dell'ossigeno insieme alla birra

Inviato dal mio POT-LX1 utilizzando Tapatalk
 

Si ma se quando lo attacco inizia a deteriorarsi vuol dire che cambia qualcosa

Se la birra resta ferma nel fusto non si deteriora così velocemente

Edited by Simone11

Share this post


Link to post
Share on other sites
20 hours ago, ilrost said:

Per la sovracarbonazione indotta dalla co2 ed al fatto che la CO2 alimentare non è al 100% pura, ma contiene ossigeno.

L'ossidazione è lenta, ma inesorabile, la CO2 invece si lega sempre più alla birra man mano che si svuota al fusto

Ok per l'O2, ma la CO2 perchè dovrebbe sovracarbonare? intendo a parità di temperatura e pressione del gas soprastante il liquido.

11 hours ago, ilrost said:

In minima parte per quello, durante la produzione casalinga a meno che tu non abbia infustato isobaricamente o perlomeno in contropressione, ha incorporato dell'ossigeno insieme alla birra

Beh, ma se io infusto pescando dal rubinetto del fermentatore (posto ad 1 metro di altezza) e butto dentro ad un fusto saturato di CO2, passando dall'ingresso birra e sfiatando via via la CO2 per far spazio al liquido... tanto ossigeno non entra. anzi, forse meno di quello che entra nello spazio morto della bottiglia quando si imbottiglia (in proporzione intendo).

... sono ancora un po' confuso, a parte il discorso che la CO2 non è pura, ma contiene O2, questo l'ho capito.

Share this post


Link to post
Share on other sites

A meno che tu non usi un polykeg, dove la sacca non sarà mai esposta alla CO2 di spinta, ma la carbonazione è quella effettiva che viene immagazzinata dalla rifermentazione in fusto (o induzione se viene fatta in iso)nei keg che usiamo noi (Cornelius e simili) la CO2 che è a contatto con la birra si mischia lentamente vista la bassa temperatura, ma si lega volente o nolente.

 

Sul deterioramento della birra se cambia le sue proprietà può dipendere da più fattori:

- il deterioramento naturale degli olii dei luppoli

- un infezione per colpa della pulizia dell'impianto, dove i tubi a contatto con la birra in uscita al fusto, sono sporchi.

 

 

Immaginando di avere un sistema perfetto, la CO2 non si sostituisce al vuoto assoluto, sarebbe bello, ma non è possibile, ci sarà sempre una minima parte di aria (che non è solo ossigeno), bisognerebbe fare il vuoto con una pompa peristaltica, dopo aver saturato un paio di volte con la CO2 (che abbiamo detto che non è pura al 100%, forse in ambito farmaceutico si può trovare qualcosa (se esiste eh, io so solo che si trova l'ossigeno puro, ma non credo venga venduto ai privati, potrebbe essere così anche per la CO2) arrivando al 98% di vuoto che è un traguardo ragguardevole con la nostra strumentazione (se è in grado di farlo)

 

Infine dopo aver schivato tutti questi ostacoli per avere una birra integra da mantenere nel tempo devi avere il fusto in sacca, che mantiene la proprietà della birra intatta E puoi spillare una birra che ti dura una 15ina di giorni se sei un drago e mantieni la temperatura dei fusti il più bassa possibile, che comporterebbe comunque la ritenzione della co2 nella birra.

 

 

Almeno, questo è quello che ho capito.

 

Inviato dal mio POT-LX1 utilizzando Tapatalk

 

 

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ok, in ogni modo a chi ha provato è evidente il deterioramento in breve tempo della birra nel fusto aperto....

e quindi io mi chiedo: come diavolo faccio a conservare/consumare la birra evitando le bottiglie?

Ho deciso di provare a ridurre la quantità di birra che assumo settimanalmente, e così facendo un cornelius mi dura diverse settimane... aperto... per non parlare del progetto kegerator, dove almeno due tipi di birra vorrei averli sempre a portata di mano... (quindi due cornelius)

Ha senso stoccare la birra nei cornelius con carbonazione minima (solo per garantire la tenuta delle guarnizioni) e poi, quando è ora di iniziarlo, travasarlo in contropressione in 4-5 mini-keg/fustini?

Così eviterei il deterioramento?

Però poi per travasare DUE cornelius avrei bisogno di 8-10 mini-keg/fustini sempre disponibili = tanti, tantissimi soldi!

(sgrat)?

 

Edited by ale-75-homeb

Share this post


Link to post
Share on other sites

Se tieni i fusti in frigo a 4 gradi ti durano almeno 15gg( per le più delicate) -30gg una volta aperti ,
io sinceramente non ho mai notato deterioramenti così repentini anche dopo il mese , però sono un bevitore e magari non colgo certe sfumature..mai arrivato a fare durare di più di un mese un fusto ma credo che per birre ad alto grado la durata sia anche maggiore sempre se le tieni al fresco...

Inviato dal mio Moto G (5) Plus utilizzando Tapatalk

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho riattaccato la spina ad un fusto lasciato a metà per una ventina di giorni a 18 gradi... e tanta differenza non l'ho sentita, ma parliamo di una APA qualunque: non particolarmente aromatica fin dall'inizio.

Certamente anch'io sono un bevitore motivo per cui le differenze fini non le colgo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Riesumo il thread perchè forse ho trovato una spiegazione:

https://www.homebrewtalk.com/forum/threads/cold-crashing-problems-and-questions.573127/page-3#post-7515736

è un thread molto lungo e ancora non l'ho finito, relativo al cold-crash e all'inevitabile ingresso di ossigeno durante il "risucchio" di aria (dato dalla riduzione di volume di gas nel fermentatore per via dell'abbassamento di temperatura).

ciao,

Ale

Share this post


Link to post
Share on other sites

Oggi ho lavato dei fusti che erano lì da un po' e su uno c'era un fondo da un litro (non so per quale motivo lasciai lì tutto quel ben di dio) devo dire che la birra era ancora buona e avrà avuto dai sei mesi all anno come minimo

Inviato dal mio Moto G (5) Plus utilizzando Tapatalk

Share this post


Link to post
Share on other sites

fai cold crash prima di infustare?

riesci a distinguere una birra non ossidata da una birra ossidata (io no!)?

Edited by ale-75-homeb

Share this post


Link to post
Share on other sites

Cold crash si sempre , per birra ossidata da non ossidata credo che la vedo dura imputare difetti alla sola ossidazione.. comunque ripeto che non sono assolutamente capace a dare giudizi ecc..

Inviato dal mio Moto G (5) Plus utilizzando Tapatalk

Share this post


Link to post
Share on other sites

Parlo anch'io da assoluto profano, ma nel forum citato dicono una cosa che coincide con le esperienze riportare sopra in questo thread: la birra nei fusti si "degrada" nel giro di settimane, più o meno lentamente/velocemente in ragione della temperatura. Nel forum statunitense ci sono un paio di tipi che attribuiscono tale fatto all'ossidazione e la cosa che mi ha colpito è che l'ossigeno in questione deriva da processi PRECEDENTI all'infustare la birra. Se così fosse il problema non è fusto "aperto" o  fusto "chiuso": non farebbe alcuna differenza e si degraderebbe lentamente anche nel fusto chiuso.... e forse, se così fosse, sfaterebbe il discorso che nel fusto "aperto" si degrada più velocemente.

Rimane il fatto che io non credo di essere in grado di distinguere una mia birra non ossidata da una ossidata, quindi per ora, per me, rimangono solo speculazioni teoriche.

Però mi interessa perchè vorrei conservare la birra al meglio nei fusti, "chiusi" o "aperti" che siano...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×