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SaveMorello

Il minimo (in) dispensabile

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Ciao a tutti,

 

Volevo sapere i vostri pareri riguardo l'uso di strumentazioni ridotto all'osso.

So benissimo quanto sia importante attenersi a ricette, protocolli e misurazioni (sono ricercatore scientifico) ma vorrei discutere con voi di una visione più liberale di questo hobby.

 

Nel kit che ho ricevuto in regalo (brewdog punk ipa) vi era unicamente un fermentatore in vetro da 1 gallone (quasi 4 litri), tubi, termometro e gli ingredienti per fare la punk ipa in all grain.

 

È indubbio che gli ingredienti fossero già "tarati" per un risultato ottimale, come pure la quantità d'acqua da utilizzare nel mash e nello sparge. Ma non vi era mai scritto di misurare la densità, né di calcolare quanto zucchero in priming.

 

Personalmente brasso seguendo un metodo di "try and fail" ossia prova e sbaglia, e son partito da due ricette trovate su internet.

Senza misurare la og e fg aggiusto il tiro nella cotta successiva, se mi sembra troppo amara allora cambio le gittate.

 

Per ora non ho avuto intoppi, mi sono riuscite tutte le cotte all grain che ho fatto.

 

A parità di aspettative (perfezionismo, passatempo, scoperta,...) siete tutti sempre rigorosi?

 

Buona serata,

S

 

 

 

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Io penso che l'utilizzo del densimetro sia essenziale per non farsi male, certamente aumentando il tempo di fermentazione si ha la presunzione di avere una birra stabile, ma non sempre è così e quando ripartono in bottiglia puoi avere due scenari uno dei quali pericoloso
Il primo caso è di avere sovracarbonazione rovinando la birra
Il secondo caso è di avere delle bombe ad orologeria, magari un priming generoso e qualche punto di FG ancora da limare ti fanno esplodere delle bottiglie

Quindi penso che almeno il controllo della densità sia necessario.

Tutto il resto si può prevedere a sensazione (senza avere una ripetibilità) rimanendo comunque soddisfatti se non si hanno tante pretese o se non si comparano altre birre

Io sono l'opposto, cerco di controllare tutto, lasciando solo i lieviti trappisti alla anarchia totale

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Grazie della risposta.

Sono situazioni che accadono spesso?

Nella prima cotta (quella del kit) ho perso circa il 25% nei travasi post fermentazione e imbottigliamento. Non ero per nulla pratico del sifone. Per disattenzione ho tenuto la dose di miele come raccomandato dalla ricetta (3 cucchiai di miele, capirai la precisione) e ogni bottiglia schiumava a non finire una volta aperta. Per fortuna nessuna granata è scoppiata, ma le bottiglie erano in una scatola al chiuso coperte con asciugamani.

Appurato che il gushing fosse dovuto al l'eccessiva quantità di zuccheri per la fermentazione in bottiglia, la cotta successiva non ha dato problemi con il giusto volume.

C'è un margine di manovra, ma di quanto?
Nom si rischia di cadere nel problema opposto, dove i valori previsti sono irraggiungibili causa errori di calcolo? Alla fine ci basiamo su un'efficenza teorica..

Buona serata,
S

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Ovviamente non siamo tutti uguali, ci sono hb che non sono rigorosi per nulla, poi si arriva fino a quelli maniacali, con impianti e tecnologia che nemmeno un microbirrificio ha.:D

Però queste considerazioni da un ricercatore scientifico mi suonano un filo starne!

Fare birra alla fine e molto facile, fare una buona birra e molto meno facile, fare due o più volte una buona birra replicandola alla perfezione e molto ma molto più difficile.

Poi tutto sta a cosa uno vuole, cosa uno cerca, cosa chiede al nostro hobby.

Se vuoi fermentare e bere senza tante paranoie e senza tanti perché nessuno te lo vieta ovviamente.

Ma se davvero sei ricercatore scientifico sai meglio di me che senza i perché non si va da nessuna parte.

Nel senso che in una birra ci sono tanti parametri che interagiscono tra loro, conoscere quei parametri, poterli prevedere e stimare. ti permette di poterli anche "bilanciare".

Poi altrettanto importante e il conoscere le materie prime ovviamente, che e altrettanto fondamentale, il sapere cosa ti da o non ti da, ma anche come te lo da il suo contributo... quel malto, quel luppolo, quel lievito e fondamentale.

Poi bilanciandoli, o anche sbilanciandoli a volte, tu puoi portare le tue creature dove vuoi tu...in teoria.

Ma per fare ciò devi avere una base, esperienza e dati....tanti dati.

Ma davvero dire ste cose ad un ricercatore mi fa troppo strano....:D

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Grazie,

Ti do assolutamente ragione.
La mia (apparente) superficialità è data da alcune restrizioni, e non certo da una voglia di voler fare le cose alla "membro di segugio". Ho voluto specificare la mia formazione per mettere agli atti che so seguire un protocollo e che so di aver un determinato rigore nel cercare i perché, e le rispettive soluzioni. Che io non lo faccia adesso non vuol dire che non lo sappia/voglia fare.
Ma qui si sta parlando di altro.

Con una cotta da 4 litri, che molti di voi de finirebbero insensata, dopo le varie perdite per misurazioni varie, mi troverei con 5 o 6 bottiglie da 66 cl. È chiaro che a questo punto il gioco non vale la candela.

Nel caso in cui decidessi di continuare con questo hobby, allora investire sicuramente del denaro per ingrandire l'impianto. Ma prima di spendere centinaia di euro vorrei essere sicuro di venir travolto a pieno, e credo di essere sulla buona strada :)

Per ora mi diverto, ottengo discreti risultati e riesco abbastanza bene ad individuare le pecche e ad agire di conseguenza. Poi, diciamocelo, non mi permetto di dire che so come brassare e conosco tutti i trucchi.

È un processo di crescita, e mi piace scoprire da solo cosa ho sbagliato e cosa posso migliorare.

Sbaglio se dico che a misurare il più possibile posso affinare la ricetta, mentre ora posso solo studiare ed imparare le basi?

Buona giornata,
S

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17 minutes ago, SaveMorello said:

Grazie,

Ti do assolutamente ragione.
La mia (apparente) superficialità è data da alcune restrizioni, e non certo da una voglia di voler fare le cose alla "membro di segugio". Ho voluto specificare la mia formazione per mettere agli atti che so seguire un protocollo e che so di aver un determinato rigore nel cercare i perché, e le rispettive soluzioni. Che io non lo faccia adesso non vuol dire che non lo sappia/voglia fare.
Ma qui si sta parlando di altro.

Con una cotta da 4 litri, che molti di voi de finirebbero insensata, dopo le varie perdite per misurazioni varie, mi troverei con 5 o 6 bottiglie da 66 cl. È chiaro che a questo punto il gioco non vale la candela.

Nel caso in cui decidessi di continuare con questo hobby, allora investire sicuramente del denaro per ingrandire l'impianto. Ma prima di spendere centinaia di euro vorrei essere sicuro di venir travolto a pieno, e credo di essere sulla buona strada :)

Per ora mi diverto, ottengo discreti risultati e riesco abbastanza bene ad individuare le pecche e ad agire di conseguenza. Poi, diciamocelo, non mi permetto di dire che so come brassare e conosco tutti i trucchi.

È un processo di crescita, e mi piace scoprire da solo cosa ho sbagliato e cosa posso migliorare.

Sbaglio se dico che a misurare il più possibile posso affinare la ricetta, mentre ora posso solo studiare ed imparare le basi?

Buona giornata,
S

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Non devi giustificarti, ci mancherebbe, e di insensato non vi nulla, hb che fanno mini cotte ve ne sono tanti eh.;)

Poi sei tu a dover valutare la cosa.

Se ti diverti...e quello che brassi ti piace che te frega.;)

Per il resto, come ti dicevo ci sono tanti fattori che influiscono su un boccale di birra, nel grist, nell'acqua, in cotta e in fermentazione.

Ma se replichi spesso una cotta, e sai riconoscerne ed analizzarne le varie sfumature, se capisci dove intervenire...pure senza strumenti te la puoi cavare.

Una volta non avevano nulla, eppure molti stili sono nati proprio per adattarsi alle materie prime a disposizione nel luogo di produzione, proprio grazie all'esperienza nel tempo, pur non avendo molti parametri, il boccale alla fine rendeva dei dati comunque, che con esperienza e tempo hanno portato alla nascita di alcuni stili o tipologie di birre.

In primis l'acqua di un luogo....a cui va cucito un grist adatto, solo per fare uno stupido esempio.

Nulla di male insomma...ci mancherebbe.:unknw:

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la sperimentazione di piccoli batch è molto in voga, per lo più per fare degustazioni incrociate per determinare le differenze della stessa cotta prodotta in modi differenti (con fermentazioni o luppolature diverse (le più semplici in dry hopping, le più complesse in cotte splittate a metà con luppolature in bollitura differenti) blend di lieviti, inoculi di batteri e lieviti selvaggi e chi più ne ha, ne metta)

se non hai una replicabilità del metodo lavorerai sempre approssimativo e magari a lungo andare, scemato l'entusiasmo, abbandoni il progetto perchè quello che fai non ti soddisfa a pieno.

alcuni homebrewer dedicano tempo e soldi (tanti tanti soldi) per progetti alle volte al di fuori di ogni logica umana, ultimamente è di moda imbottigliare isobaricamente o in controflusso, spendendo svatiate migliaia di euro per la strumentazione, quando al posto di spendere quei soldi per preservare una birra per più di 6 mesi, potrebbero aumentare la frequenza delle cotte, bevendo un compromesso che per un homebrewer medio è più che accettabile, ma qua si parla di gente che sul mestolone ne ha svariate di tacche e per non perdere l'entusiasmo si inoltra in sperimentazioni nuove, è un altro discorso.

una base di riferimento per questo hobby, perchè alla fine deve essere un piacere e non un lavoro, è la costanza e la ripetibilità delle cotte, che ti porta ad avere sempre meno variabili, ma solo costanti (in linea di massima con un margine di errore basso) chee ti permettono sia di sperimentare che di bere semre la stessa ricetta che affini nel tempo (credo di aver fatto 5 bitter, modificando la ricetta in base alle mie impressioni e ancora non sono arrivato al risultato che volevo)

in base al grado di interesse uno approfondisce i propri studi o si limita a scaldare una latta di un kit già pronto, la differenza sta nell'avere tempo e voglia di mettersi in gioco.

è forse più sensato partire con la tua curiosità che se spinta nel verso giusto ti farà fare acquisti premeditati per espandere le tue produzioni e la tua voglia di imparare, ma seguire un metodo lo trovo più costruttivo

diciamo che tutti passano prima o poi a leggere le basi (bertinotti e simili) nessuno escluso, sono convinto che anche tu prima o poi ci passerai

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Ciao, Save.

Capisco benissimo il tuo punto di vista e anche io ho una formazione scientifica.

Se ti piace fare birra, io ti suggerirei di fare un investimento per migliorare la tua attrezzatura.

non devi per forza partire comprando silos da mille litri.

Io faccio cotte relativamente piccole, 15-20 litri. E le faccio in BIAB. La spesa più ingente è la pentola: io uso un bollitore perché non mi piace maneggiare gas e i fornelli della cucina sono OFF LIMITS.

Tutto il resto è roba che costa da pochi euro a poche decine di euro.

Non voglio farti i conti in tasca, ma se puoi permetterti di spendere una cifra intorno ai duecento euro, secondo me puoi partire alla grande.

Se non vuoi fare mille misurazioni va bene, ma sai bene che se non  controlli quello che fai, avrai dei risultati imprevedibili e irripetibili. Quindi con un rischio (direi anche alto) di produrre una birra cattiva.

Così hai perso tempo e soldi.

Quindi secondo me un minimo di controllo ci vuole, senza arrivare all'esasperazione. A me piace mantenere un po' di imprevedibilità, scoprire come sarà la birra quando l'avrò stappata. Ma il tutto controllando la variabilità in un range accettabile.

 

Edited by andrea75

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Buongiorno,

Grazie per le risposte.

Chi sperimenta in batch piccoli ha già una base avanzata e quindi sa dove va a parare.
Ma chi, come me, è limitato a batch piccoli come standard di cotta (e in più è alle prime armi) diventa difficile approfittare a pieno.

Avevo 2 alternative
1) controllo densità, ph e quant'altro,che significa investire in un densimetro e phMetro e perdere mosto (tra l'altro quanto ne perdete voi in genere con le misurazioni di densità?)
2) non misurare e affidarmi ai calcoli teorici. Se va bene ho pochi litri di una birra accettabile. Se va male ho buttato via pochi litri di una birraccia.

Per ora mi è andata bene.
Ho aperto l'altro giorno una weiss fatta sotto natale e ne sono rimasto felicemente sorpreso (peccato per la schiuma..).

Credo che quando avrò l'occasione mi lancio su un bollitore e passo al BIAB, forse più pratico.
Anche per me la cucina comincia a diventare off limits e con un bimbo che corre in giro (cucina aperta sul salotto) non posso permettermi incidenti, oltre allo sporcare in giro tutto.

Buona birra a voi!

S




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Per la minor perdita di mosto puoi utilizzare un rifrattometro, se non vuoi investire su un phmetro ci sono le cartine tornasole che ti danno una approssimazione sicuramente migliore del non misurare nulla

Sui siti principali (pinta, mr malt, ecc) trovi i kit per iniziare con biab (mi ricordavo su pinta che ce ne era uno) poi se sei bravo trovi le offerte in giro per una pentola che puoi convertire in biap (tipo la karlstein)


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Ci sta pure che un HB (probabilmente molti, io sicuramente) passi per più fasi. Io mi sono fatto prendere, per qualche annetto sono cresciuto (poco pochissimo), sono diventato inutilmente maniaco. Poi ho allentato, per due anni ho fatto birra praticamente a occhio (qualcuno direbbe a c##o) usando un quinto di quello che avevo costruito/raccolto negli anni perché mi andava così, e comunque quei 300 litri di birra che facevo in un anno sono sempre stati bevuti tutti :). Poi ho smesso da un giorno all'altro.

Ora ricomincio, dopo quasi 3 anni. Magari una via di mezzo tra il maniacale e il vadacomevada.

Ciao!

 

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