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Cervogius

Detersione: approccio metodico o navigare a " vista"?

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Prima o poi più o meno tutto si scontrano con il problema della "pulizia".
Gli approcci sono molteplici, ma rimane una netta divisione tra due, per così dire, scuole di pensiero:

Chi si costruisce un modello ponderato, per detersione e disinfezione e chi preferisce adeguarsi alle situazioni.

Voi di che parere siete?

Io mi rispecchio molto in questo approccio qui:
https://attrezzobirra.wordpress.com/2018/12/30/pulizia-e-disinfezione-di-impianti-attrezzature-e-recipienti-per-la-produzione-della-birra/

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Perchè preferisci quel metodo lì? Per quale motivo l'hai scelto?

Potresti darci qualche info in più anzichè limitarti a spammare un link.. ;)

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Certamente, 

personalmente, un pò influenzato dal mio corso di studi, un pò per convinzione ed esperienza personale, ho pensato di applicare un sistema che fosse studiato per raggiungere 3 obbiettivi:

1. Economicità

2. efficacia

3. elasticità

Mi spiego meglio:

Utilizzo prodotti a basso costo non specifici, che combinati in sequenza producono l'effetto che produrrebbe un prodotto specifico; ciò che ottengo è un processo di sanitizzazione e detersione potenzialmente più lungo ma allo stesso tempo sufficientemente efficacie ed economico.

Come è spiegato nella guida infatti io applico due prodotti per la detersione (solo se necessario e in maniera ponderata visto che alle volte è sufficiente dell'acqua calda e una spugna per rimuovere lo sporco), quindi risciacquo abbondantemente ed in fine "disinfetto" utilizzando prevalentemente acido citrico e alle volte, per alternare, composti del cloro (come ipoclorito o simili).

Abbino in fine una copertura (solo per quelle attrezzature che entrano in gioco a mosto freddo) con alcol alimentare ad alta gradazione per inibire tutto ciò che potrebbe proliferare in post disinfezione.

Personalmente non mi sento di criticare coloro che scelgono di applicare di volta in volta metodi o prodotti diversi in relazione alle esigenze, tuttavia credo che avere ben chiaro in testa una procedura standard testata e funzionale, permetta di ridurre sia i tempi di pulizia che l'insorgere di patogeni e degradativi.

 

Ora potrei chiedere per curiosità quali metodi utilizzate voi? ;)

 

PS: mi scuso se il mio post sembrava mero spamming, ma la mia curiosità è sincera, e, se ho violato qualche regola del forum, mi scuso subito.

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1 hour ago, Cervogius said:

 

PS: mi scuso se il mio post sembrava mero spamming, ma la mia curiosità è sincera, e, se ho violato qualche regola del forum, mi scuso subito.

Direi che con questa spiegazione hai dimostrato al 100% la tua buona volontà!

Appena ho un attimo vado a vedermi la tua guida per intero.. :)



Di come sanitizzo io meglio che non parli, vista la recente e dolorosa infezione!

Posso chiederti che cosa studi/hai studiato?

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Noi usiamo solitamente chemipro caustic. Ogni tanto facciamo un giro di soda e peracetico o altro acido a disposizione per rimuovere eventuali film e fare una bella tabula rasa

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Letto or ora..

Ognuno giustamente fa come si trova meglio e io in genere sono per la semplicità..
Il tuo metodo è adattissimo come pulizia straordinaria, ma come pulizia regolare è impegnativa e la disinfezione si può decisamente evitare..
Innanzitutto meglio non sigillare nulla, basta poca umidità per far proliferare i microrganismi.. E, oltre che asciugare, non c'è miglior modo di evitarla che lasciare che l'aria ricircoli..
Superfluo anche il passaggio con l'alcol.. Molto meglio sanitizzare prima dell'utilizzo..

Infine, nell'articolo non ne parli, farei una distinzione tra ciò che va usato a freddo e ciò che invece viene usato prima della bollitura..

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Allora rispondo alla prima domanda: io studio tecnologie alimentari

 

Per rispondere invece alla tua analisi, devo essere sincero, non sono in accordo con tutto ciò che dici: certamente alti tassi di umidità favoriscono la crescita microbica, ma non se ci metti alcol a 95°, e sopratutto non farti ingannare dal secco perchè anche su secco si può depositare di tutto.
Poi ovvio che una pulizia immediatamente prima dell'utilizzo garantisce materiali più "sicuri" ma è anche vero che vista la durata delle lavorazioni, sopratutto quelle all grain, c'è chi come me, preferisce preparare il più possibile il giorno prima.

Per quanto riguarda la critica riguardante lo specificare la destinazione d'utilizzo devo dire che la trovo sicuramente intelligente e sensata ma ad esser sincero, visto che le guide che scrivo sono rivolte per lo più a neofiti che si approcciano per la prima volta a questo "sport estremo", ho preferito sgrossare i concetti per fornire delle informazioni essenziali e più chiare possibile.
Va da se che una guida fornisce solo la spina dorsale del pensiero, sta poi al singolo approfondire i vari temi con una buona lettura o corso intensivo ;)

PS: Mi piace che ci sia questo spirito critico costruttivo e mi farebbe davvero piacere, se vi potesse interessare, sottoporvi anche le mie altre guide, per poterne approfondire i difetti e poter aggiustare il tiro nei prossimi articoli.
Che ne dite?

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1 hour ago, Cervogius said:

Per quanto riguarda la critica riguardante lo specificare la destinazione d'utilizzo devo dire che la trovo sicuramente intelligente e sensata ma ad esser sincero, visto che le guide che scrivo sono rivolte per lo più a neofiti che si approcciano per la prima volta a questo "sport estremo", ho preferito sgrossare i concetti per fornire delle informazioni essenziali e più chiare possibile.
Va da se che una guida fornisce solo la spina dorsale del pensiero, sta poi al singolo approfondire i vari temi con una buona lettura o corso intensivo ;)

Però se uno dei criteri è l'economia domestica questo punto è essenziale, inutile essere maniaci con tutta l'attrezzatura preboil... una volta che è lavata va bene

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3 minutes ago, EnzoR said:

 

Però se uno dei criteri è l'economia domestica questo punto è essenziale, inutile essere maniaci con tutta l'attrezzatura preboil... una volta che è lavata va bene

Esattamente..

 

1 hour ago, Cervogius said:

Allora rispondo alla prima domanda: io studio tecnologie alimentari

 

Per rispondere invece alla tua analisi, devo essere sincero, non sono in accordo con tutto ciò che dici: certamente alti tassi di umidità favoriscono la crescita microbica, ma non se ci metti alcol a 95°, e sopratutto non farti ingannare dal secco perchè anche su secco si può depositare di tutto.
Poi ovvio che una pulizia immediatamente prima dell'utilizzo garantisce materiali più "sicuri" ma è anche vero che vista la durata delle lavorazioni, sopratutto quelle all grain, c'è chi come me, preferisce preparare il più possibile il giorno prima.

Per quanto riguarda la critica riguardante lo specificare la destinazione d'utilizzo devo dire che la trovo sicuramente intelligente e sensata ma ad esser sincero, visto che le guide che scrivo sono rivolte per lo più a neofiti che si approcciano per la prima volta a questo "sport estremo", ho preferito sgrossare i concetti per fornire delle informazioni essenziali e più chiare possibile.
Va da se che una guida fornisce solo la spina dorsale del pensiero, sta poi al singolo approfondire i vari temi con una buona lettura o corso intensivo ;)

PS: Mi piace che ci sia questo spirito critico costruttivo e mi farebbe davvero piacere, se vi potesse interessare, sottoporvi anche le mie altre guide, per poterne approfondire i difetti e poter aggiustare il tiro nei prossimi articoli.
Che ne dite?

Che sul secco si depositi lo sporco, è ovvio.. Ma non prolifica quasi nulla, nulla di pericoloso per la nostra birra almeno..
 Per quello una lavata+sanitizzazione pre utilizzo è secondo me il meglio.. 
Riguardo alla durata delle lavorazioni, direi che sanificare lo si mette tranquillamente nei tempi morti.. Poi giustamente dipende sempre da come uno è organizzato e da cosa ha a disposizione, per questo ognuno deve trovare un suo metodo..

Sigillare, rischiando l'ambiente umido, e tamponare passando l'alcol è per me un controsenso.. Senza considerare che un velo d'alcol evapora veramente veloce, ma vabbè..
Anche in laboratorio si preferisce sanitizzare/sterilizzare prima dell'uso piuttosto che conservare in alcol.. 
Lo trovo scomodo, controproducente e antieconomico.. Ma come detto prima, ognuno si adegua a ciò che ha..

p.s. studente di tecnologie alimentari anche io.. :)
E se non mi sbrigo andrò in pensione da studente!

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Considerate una cosa però, se si legge bene la guida io non parlo di approccio sistematico, ma di qualcosa di standardizzato, secondo me infatti un neofita deve imparare immediatamente come si deterge e come si sanitizza, poi deve comprendere la differenza tra questi due concetti ed infine andrà a lavorare sulla occasiionalità dei propri interventi; se ci pensate funziona così anche per la birra: prima di tutto si imparano quali sono le soste necessarie e le diverse temperature, spesso e volentieri le prime cotte si fanno con ventordici soste per altrettanti enzimi, e poi col tempo si prende dimestichezza e si decide di ridurre le soste unificandole in intervalli di temperatura intermedi.

 

Per quanto riguarda l'alcol, posso assicurarti che anche se ha un basso potere germicida, possiede comunque un ottimo potere inibitore e viene utilizzato anche nei birrifici per il controllo dei patogeni su quelle attrezzature che si utilizzano spesso e alle quali non si ha il tempo di dare una sanitizzata completa (misuratori di CO2, rubinetti.
Poi per carità, sono convinto anche io che applicare il mio metodo ogni volta sia esagerato, però ribadisco il concetto, che quello che conta è avere chiaro un meccanismo standard, poi l'applicazione dello stesso deve avvenire se e quando necessario, nella misura necessaria; io infatti non è che bombardo il mio laboratorio di soda caustica e acido citrico ogni giorno, ma pondero in base alle condizioni e, spesso e volentieri mi limito ad acqua calda e un pò di citrico o di cloro.

 

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Nei birrifici però non usano etanolo, ma isopropanolo che ha un potere germicida e batteriostatico superiore ed è anche meno volatile..
Sono loro che chiamano indistintamente alcol sia l'etanolo contenuto nella birra che quello che usano per sanitizzare.. :)

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Il birrificio KLB di Fuerstenfeldbruck utilizza etanolo, credo per questioni di costi

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Quelli visitati da me(che sono pochi, mica 200mila) usavano tutti isopropanolo..
E anche con Rico, utente del forum che faceva il birraio da The Wall, si parlava di isopropanolo.. Che è noto proprio per la sua azione germicida..
Se lo usano in birrificio però, sapranno loro cosa fanno e i motivi per cui lo usano..

Tra l'altro potrebbero esserci anche delle leggi sul tenere l'etanolo in un posto dove produci alcolici, ma questi sono affari loro.. :)

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Discussione partita molto bene, pero vi siete un po' troppo arenati su quello che fanno i birrifici, io da ignorante uso sapone, aceto e chemipro oxi, tutto intorno ai 50 gradi, tanto olio di gomito e tutto ben conservato. 

Io ho una preparazione più ospedaliera per quanto riguarda la propagazione dei batteri e come prevenirla; ad esempio non si parla mai delle basi necessarie per lavorare in un ambiente pulito come lavarsi bene le mani e usare prodotti a base di alcool di tanto in tanto, levarsi anelli, braccialetti, orologi prima di cominciare tutto, sarà che sono paranoico ma io mi taglio anche le unghie prima di cominciare; un altra cosa che non sento mai e che l olio di gomito è la plastica non vanno molto d'accordo, perché sfregare crea graffi dove si possono annidare bestie di Satana; i prodotti giusti aiutano ma se non hai il giusto approccio sono inutili. 

Scrivo queste cose perché secondo me sono a monte di tutto, e chi comincia adesso a birrificare deve entrare Nell ottica che i prodotti giusti servono ma senza una pulizia personale di base (e non parlo solo di farsi la doccia) e tutto molto più complicato; prima di debellare i batteri bisogna evitare che entrino nel birrificio. 

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