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Stefano1994

Un travaso da dimenticare

27 posts in this topic

Primo travaso della mia prima all grain, leggo la densità, è quasi pronta, sono gasatissimo, faccio partire il travaso... C'è voluta un'ora per far travasare solo 7 litri di birra, evidentemente si è intasato qualcosa.... Il problema è che ho usato il tappino anti sedimenti. Magari il problema è stato il lievito MJ M36, a voi ha fattl qualcosa di simile?

 

Comunque per velocizzare il tutto, anche perché il fermentatore ricevente era semi aperto, con il tappo appoggiato ma semiaperto, ho deciso di smuovere un po'il tutto prima sbattendo le pareti del fermentatore, poi ho usato la paletta sanitizzata. Non so come ma è saltato via il tappino e tutto è partito a velocità.

 

Secondo voi il fatto di aver smosso la birra può portare a ossidazione? A quali problemi potrei andare incontro?

 

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Sei ha sbattuto molto o usato la paletta avrai incorporato aria. Il travaso si fà con delicatezza

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Sei ha sbattuto molto o usato la paletta avrai incorporato aria. Il travaso si fà con delicatezza

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Il problema è che il ritmo era di circa un litro ogni 15 minuti

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L'antisedimento era intasato. Non servono a nulla. Oramai solo il tempo te lo può dire. Magari non hai ossidato

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L'antisedimento era intasato. Non servono a nulla. Oramai solo il tempo te lo può dire. Magari non hai ossidato

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Mi consigli di evitare il secondo travaso per evitare altro ossigeno oppure mi conviene farlo x rendere la birra più limpida?

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Puoi tranquillamente evitare

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Purtroppo ho inserito il tappino anti sedimenti nel fermentatore, posso imbottigliare ugualmente? Non perdo un po'di birra?

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A fine travaso alza un pò il fermentatore con delicatezza e tiri via l'ultimo litro

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Anche io li usavo inizialmente i tappini, adesso però non li metto più perché utilizzo il sifone che ti consiglio. Dall'alto senza passare dal rubinetto...


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Secondo voi mi accorgerò di eventuale ossidazione dalla birra che preleverò per verificare la densità?

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Per la prossima volta..invece di sbattere, scuotere o mescolare, quindi sicuramente introdurre ossigeno, chiudi il rubinetto, togli il tubo con cui travasi, mettine un pezzo anche non sanificato, apri il rubinetto e succhia con la bocca..quando si toglie l'ostruzione chiudi velocemente il rubinetto. A quel punto puoi togliere il tubo che hai usato, sanificare il rubinetto, rimettere il tubo del travaso e travasare. 

Opinione personale: con gli scarsi mezzi di noi homebrwers meno travasi si fanno meglio è..

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io continuo a dire che con la storia dell'ossigenazione si sta un po' esagerando

ovvioche quando si travasa si deve fare attenzione a non splashare, a non muovere troppo il mosto ecc ecc ma per un po' di sballottamento non mi starei a fasciare la testa

 

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io continuo a dire che con la storia dell'ossigenazione si sta un po' esagerando
ovvioche quando si travasa si deve fare attenzione a non splashare, a non muovere troppo il mosto ecc ecc ma per un po' di sballottamento non mi starei a fasciare la testa
 
Io quando travaso saturo il fermentatore ricevente di co2 e poi al posto di aprire il coperchio di quello con il mosto inserisco co2 dal gorgogliatore e fila che è un piacere .. secondo voi è una tecnica che ci puó stare ?

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noi le poche volte che travasiamo lo facciamo da rubinetto a rubinetto e senza aprire al massimo il rubinetto...come dice T.Rex forse si sta esagerando

poi chiaramente dipende tutto dal bicchiere, se la birra finita non presenta problemi di ossidazione io non mi complicherei la vita con chissà quale sistema "professionale"

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dani ha interpretato esattamente il concetto che intendevo

ricordiamoci sempre che stiamo facendo birra non mandando l'uomo su Marte ^_*

 

se devo dirvi come procedo io travaso direttamente a caduta con un tubo silicone per evitare ( o far sì che lo faccia che poco ) che splashi

Edited by T.Rex

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On 26/9/2017 at 19:43, T.Rex said:

io continuo a dire che con la storia dell'ossigenazione si sta un po' esagerando

Perdonami, ma questo lo dici perché hai provato? Tempo fa ho fatto una golden ale di cui ho fermentato la metà in fusto, trasferimento in contropressione in fusto pulito e saturato di co2 (riempiendolo completamente di acqua e poi spinando la stessa fino a svuotamento), l'altra metà fermentata in fermentatore inox, trasferimento con tubo sul fondo del fusto facendo attenzione a non splashare...per entrambi i fusti carbonazione forzata e 40 giorni di maturazione a 15° circa. Risultato: 2 birre diverse, quella che non ha visto ossigeno era più chiara di colore e il luppolo aveva consevato meglio sapore e soprattutto profumo..in generale risultava fresca e "fragrante". L'altra era comunque una buona birra ma il confronto diretto la faceva sembrare più vecchia, con un lievissimo dolciastro di sottofondo e luppolo meno presente. 

Capita la lezione, da allora le mie birre sono progressivamente migliorate, sia qualitativamente che sul piano della stabilità (più che fare o meno il protein rest, per dire..) man mano che ho introdotto strategie per minimizzare l'esposizione all'ossigeno. Sono d'accordo, facciamo birra non andiamo sulla luna, ma è sempre possibile introdurre tecniche che possono migliorare il nostro prodotto. 

Per la cronaca..c'è chi sostiene che anche durante il mash ci possono essere processi ossidativi con effetti negativi sulla qualità del prodotto finito..per ulteriori info cercate "lodo brewing" con google..io non ho ancora approfondito l'argomento ma prima o poi..

Comunque..i birrifici si stanno spostando progressivamente, soprattutto per le birre luppolate, dalla rifermentazione all'isobarico..non credo lo facciano solo per minimizzare il lievito sul fondo;)

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Spiega meglio questa tecnica della contropressione cioè come si fa a riempire il fusto che avevi riempito di acqua che poi hai spinato?

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11 hours ago, tbone73 said:

Perdonami, ma questo lo dici perché hai provato? Tempo fa ho fatto una golden ale di cui ho fermentato la metà in fusto, trasferimento in contropressione in fusto pulito e saturato di co2 (riempiendolo completamente di acqua e poi spinando la stessa fino a svuotamento), l'altra metà fermentata in fermentatore inox, trasferimento con tubo sul fondo del fusto facendo attenzione a non splashare...per entrambi i fusti carbonazione forzata e 40 giorni di maturazione a 15° circa. Risultato: 2 birre diverse, quella che non ha visto ossigeno era più chiara di colore e il luppolo aveva consevato meglio sapore e soprattutto profumo..in generale risultava fresca e "fragrante". L'altra era comunque una buona birra ma il confronto diretto la faceva sembrare più vecchia, con un lievissimo dolciastro di sottofondo e luppolo meno presente. 

Capita la lezione, da allora le mie birre sono progressivamente migliorate, sia qualitativamente che sul piano della stabilità (più che fare o meno il protein rest, per dire..) man mano che ho introdotto strategie per minimizzare l'esposizione all'ossigeno. Sono d'accordo, facciamo birra non andiamo sulla luna, ma è sempre possibile introdurre tecniche che possono migliorare il nostro prodotto. 

Per la cronaca..c'è chi sostiene che anche durante il mash ci possono essere processi ossidativi con effetti negativi sulla qualità del prodotto finito..per ulteriori info cercate "lodo brewing" con google..io non ho ancora approfondito l'argomento ma prima o poi..

Comunque..i birrifici si stanno spostando progressivamente, soprattutto per le birre luppolate, dalla rifermentazione all'isobarico..non credo lo facciano solo per minimizzare il lievito sul fondo;)

non sto dicendo che non ha impatto; sto dicendo che personalmente ritengo che "il gioco non vale la candela". Questo perché ritengo che la complicazione a livello di processo e attrezzatura soprattutto su chi fa cotte dei classici 20 litri sia troppo grande rispetto ai pro che porta.

Chiaramente aumentando i litri, o passando all'ambito dei pro il tuo ragionamento ha perfettamente senso.

Per farti un esempio a livello pro una cosa abbastanza tipica che fanno molti birrifici è la misura dell'attenuazione limite del mosto ( un campione di mosto messo in overpitch ed ad alte temperature con lo stesso lievito della cotta utilizzato per vedere a quanto si fermerà l'FG ed esser certi che quando si ferma la fermentazione sia conclusa e non si sia semplicemente in blocco ). In ambito pro e su volumi alti credo sia importantissimi come cosa, in ambito home personalmente l'ho fatto una volta solo più che altro per curiosità, ma onestamente non mi sogno minimamente di mettermi a farlo su ogni cotta

posso capire che a livello del tuo processo sei arrivato a limare tanto le altre fasi da poter operare anche sulla problematica ossigeno in travaso.

Considerando quanti alle prime armi ci leggono credo che bisogna ricordare che prima di arrivare a limare queste cose bisogna avere delle base solide. Per usare una frase che ripeteva spesso la mia maestra delle elementari, prima di mettere le tendine alle finestre bisogna finire di costruire i muri

sapete che io sono quello del kiss ( keep it simple and stupid ) ;)

Edited by T.Rex

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Sui classici 20 30 litri il tuo ragionamento non fa una piega, se ragioniamo su 80 litri che è il limite del mio impianto o 120 che sono le cotte di T-BONE forse potrebbe anche starci se la cosa non è complicata e con attrezzatura spiccia si riesce a fare ben venga.io tendo a risparmiare in termini di lavoro e investimento se posso..ho speso quasi di più del microonde che dell' impianto

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4 hours ago, Pils said:

Spiega meglio questa tecnica della contropressione cioè come si fa a riempire il fusto che avevi riempito di acqua che poi hai spinato?

È più facile a farsi che a dirsi. E soprattutto, al contrario di quanto si pensi, è più facile farlo con cotte piccole perché le puoi fermentare in fusti da 20l. In alternativa dovresti trovarti un fermentatore pressurizzabile, anche poco.

Hai la tua cotta da 15l che hai fermentato in un fusto jolly. Hai lasciato montati i post, gas e prodotto, e i relativi tubetti. Hai fermentato con inserito l'attacco gas con tubetto che finisce in un contenitore con sanificante, come sostituto del gorgogliatore.

Hai un' altro fusto pulito e sanificato: lo riempi d'acqua, tutto, fino sull'orlo, e lo richiudi cercando di non lasciare, per quanto riesci, aria dentro. Attacchi co2 sul lato gas e attacco prodotto sull'altro post e "spilli" tutta l'acqua contenuta nel fusto. A quel punto sarà pieno di co2, ossigeno zero o quasi. 

Torni sul fusto/fermentatore, attacchi bombola co2, attacco prodotto con un tubo, inizi a spillare. Quando finirà il trub del fondo (ottenendo 2 risultati: scartato il fondo e svuotato di ossigeno il tubo) e inizia ad uscire birra limpida metti su quel tubo un' altro attacco prodotto e lo colleghi al fusto pulito di prima. Metti in pressione (pochissima) con co2 e, agendo sulla valvola di sfiato o sul post gas del fusto vuoto, fai iniziare il trasferimento.

Hai ottenuto un trasferimento isobarico (credo lo si possa definire così) in assenza o comunque con un livello bassissimo di ossigeno

Edited by tbone73
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ehm mi inquieta un po' il più facile a farsi che a dirsi seguito da 6 righe di spiegazione con in ballo un fusto con attacco jolly, una bombola di c02 ecc ecc  :P 

prendila come battuta sto estremizzando il tutto ;)

su cotte da 120 litri ( che immagino nella stragrande maggioranza dei casi finisca in fusto ) ci sta, anche perchè immagino che poi ripeti lo stesso processo quando infusti; se imbottigli il giro diventa più complesso, anche perchè per quanto eviti di ossigenare in travaso anche con tutte le attenzioni del caso ossigeni in imbottigliamento ( per quanto mi sembra di ricordare qualche tempo fa un thread per autocostruirsi un'imbottigliatrice iso barica o pseudo tale )

poi permettimi ( e non mi rivolgo direttamente a te, che motivi le tue scelte e anche da come lo scrivi mi sembra sai esattamente quel che fai, ma ad altri thread dove si paventa la "paranoia" ossigenzione ) questa paura mi sembra sia in questi mesi parecchio di moda.

Giro da abbastanza su questo forum ( e così a memoria dal nick credo che valga lo stesso per te ) per ricordarmi quando la tragedia era il contatto con la fonda lievito, o quando lo era diventato le infezioni causate dal luppolo in DH oppure ancora prima le caramellizzazioni in pentola... 

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A dire il vero è proprio l'opposto, quella procedura la faccio solo con cotte prova da 10/15l che posso fermentare in fusto..con cotte da 120l non posso farlo perché il mio fermentatore non è pressurizzabile. Uso altre strategie che prevedono solo tubi e gravità, nulla di trascendentale. 

La moda cui ti riferisci credo sia una conseguenza di un'altra moda recente, quella delle neipa, di cui ho visto decine di tentativi falliti (birra grigia) proprio causa ossidazione. Ma io mi fregio di andar predicando di ossidazione da tempi non sospetti:rolleyes: 

Riguardo le altre mode in linea di massima mi sembra di esserne rimasto immune, forse perché nella mia testardaggine sono solito sperimentare e provare le cose prima di prendere posizione:good:

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Ciao @tbone73 ho una domanda, siccome a breve vorrei provare la fermentazione nei fusti jolly, praticamente vai direttamente nel fusto in raffreddamento, ossigeni, inoculi il lievito e chiudi? 

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Esatto..per far uscire co2 prodotta in fermentazione collega l'attacco del gas e metti il tubo in un secchietto con sanificante, a mo di blow-off

Fai MOLTA ATTENZIONE a non riempire eccessivamente il fusto, lascia spazio sufficiente, la schiuma della fermentazione non deve arriviare al tubetto del gas perché potrebbe ostruirsi e, se il fusto è di quelli senza valvola di sfiato/sicurezza sul tappo, rischi di creare una bomba..

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Ma poi ritravasi in un altro fusto prima di "infustare" definitivamente?

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