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CarloMì

Birra e sostenibilità ambientale

34 posts in this topic

Beh per fare la birra si usano cereali eh....e ovvio che una volta che sono stati usati per nostro scopo...possano essere dati al bestiame.

Si tratta per lo più di orzo (maltato), ma anche frumento e altri cerali (maltati e non)....sono un po' esausti, nel senso che sono stati privati di molte loro componenti.

Ma se li dai ai maiali o alle galline....se li spazzolano.

Forse solo con cereali tostati...almeno le galline fanno fatica credo eh...i maiali se magnano tutto.

Detto ciò....parlare di sostenibilità dei birrifici insomma....hanno un consumo di acqua molto, ma molto elevato...produrre birra comporta un gran consumo di acqua, per tutte le varie fasi, non parlo solo di produzione.

Edited by conco

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54 minutes ago, conco said:

Detto ciò....parlare di sostenibilità dei birrifici insomma....hanno un consumo di acqua molto, ma molto elevato...produrre birra comporta un gran consumo di acqua, per tutte le varie fasi, non parlo solo di produzione.


Infatti gli impianti pensati seriamente, in genere, prevedono sempre diversi sistemi di recupero di acqua(e calore di essa).. :)

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5 minutes ago, Tyrion132 said:


Infatti gli impianti pensati seriamente, in genere, prevedono sempre diversi sistemi di recupero di acqua(e calore di essa).. :)

Ottimo!:good:

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A me l'articolo sembra solamente tanta fuffa......di cose simili ne sentivo parlare più di 10 anni fa quando lavoravo nel settore.

Solamente il fatto di chiamare la carbonella fatta dalle trebbie "biochar" fa capire che si tratta di cosa poco seria.

Altra cosa, dallo schema in figura 3, sembra che la birra venga fatta con l'acqua recuperata dal processo e non c'è alcun apporto di nuova acqua. La legge italiana vieta esplicitamente di utilizzare acqua recuperata da acque reflue per la produzione di alimenti. Non solo ma vieta anche di utilizzare acqua recuperata da acque reflue anche per pulire attrezzature che andranno a contatto con prodotti alimentari. Se queste persone hanno fatto uno schema del genere, non hanno idea di cosa stanno facendo.

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Mi piacerebbe anche sapere come pensano di ridurre le emissioni di CO2...

Non considerando la CO2 emessa per produrre energia, che a meno di usare il geotermico in un modo o nell'altro la devi produrre, la CO2 prodotta in fermentazione dove pensano di metterla? Alla fine il 100% della CO2 fermentativa viene rilasciata in ambiente, anche quella usata per gasare la birra che alla fine della filiera viene trasformata in... rutti. :lol: Si può ridurre l'uso di CO2 "tecnica" (in bombola) usando i keykeg (già la norma per i micro) e con un impianto di recupero della CO2 fermentativa ma parliamo di giocattolini da minimo un milione di eurini, quale micro italiano se lo può permettere??

Anche a me sembra tanta aria fritta, roba da marketing...

Edited by Vale

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15 minutes ago, Vale said:

anche quella usata per gasare la birra che alla fine della filiera viene trasformata in... rutti. :lol:

:lol::lol::lol::lol::lol::lol:

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So che peroni recupera della co2 fermentativa ma credo più per marketing poi ultimamente alimentano la caldaia principale anche col (bio)gas di fermentazione delle trebbie esauste credo più metano di rete e in sto modo probabile che ricevano anche soldini da certificati verdi ecc.. Bo

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Un po' OT un collega che lavorava in peroni mi ha detto che le birre che fanno sono all' origine sui 8, 9 gradi e poi vengono diluite corrette con chimica ecc... Ma è possibile o il collega è proprio un baucco come sospettavo da anni?

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1 hour ago, Pils said:

Un po' OT un collega che lavorava in peroni mi ha detto che le birre che fanno sono all' origine sui 8, 9 gradi e poi vengono diluite corrette con chimica ecc... Ma è possibile o il collega è proprio un baucco come sospettavo da anni?

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Credo....perché ovviamente non ho mai visto fisicamente il processo....che tuo collega abbia detto la verità.

E una cosa che ho già sentito.

Addirittura diluendo...perché quello fanno...possono ottenere birre in teoria diverse con stesso mosto di base, diluendo più o meno e intervenendo anche con altre soluzioni.

Si fa anche con distillati....lo vedevo su quei programmi tipo com'è fatto o roba simile.

Dunque credo abbia assolutamente ragione.

Pensa solo ai volumi dei fermentatori....con stesso volume ottieni più litri finali diluendo a fine fermentazione....so sorrrdi eh.;-)

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Ho visto mosto di vino rosso concentrato diventare barbera dolcetto nebbiolo e bonarda 

Non mi stupisco piu di niente

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La mia perplessità era che quando fai og alte ti viene fuori un certo tipo di birra diluirla e farla diventare una lager ce ne vuole di manico , ma con la chimica e tecnologia giusta tutto si può evidentemente

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Beh che c'entra che sia a bassa?

Perché lievito a bassa non ti fermenta forse fino a 10 e passa gradi alcolici forse?

Anzi in confronto ad uno ad alta ha pure il vantaggio che se fatto lavorare a dovere mantiene un profilo pulitissimo.

Dunque e ideale per poi venire diluito.

Tieni conto che son birre che a parte tutto hanno bisogno di avere un sapore quasi neutro.

Diluendo ottengono ancor di più ciò che vogliono.

E possono fare birre da abv da 3,5 o meno oppure le classiche da 5% o diluire meno e alzare abv con vogliono....ma la base....sempre quella può essere.

Poi io ripeto....non ci lavoro....io suppongo e basta....e ci sta con metodo e molto remunerativo ampliando il potere produttivo imposto dal volume dei fermentatori.

Io non lo farei.

Ma loro devono fare soldi in primis....

Edited by conco

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è una tecnologia molto utilizzata da tante birrerie non solo da Peroni. L'ho visto fare e ci ho lavorato anche con quella birra. Viene chiamata semplicemente High Gravity.

L'acqua per la diluizione deve essere completamente disaerata; ho realizzato anni fa un impianto per ridurre il contenuto dell'ossigeno a meno di 10 ppb (parti per miliardo).

Si potrebbe provare fare anche a livello casalingo, l'unico problema è di disaerare l'acqua.

Attenzione a parlare di modifiche chimiche (o kimike se preferite). Anche quando noi aggiungiamo i sali all'acqua per aggiustare la composizione dell'acqua, kimikiamo la birra.

 

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19 minutes ago, dfat said:

Attenzione a parlare di modifiche chimiche (o kimike se preferite). Anche quando noi aggiungiamo i sali all'acqua per aggiustare la composizione dell'acqua, kimikiamo la birra.

 

Sei un mito! :)

Spero vivamente che un giorno ci sia l'occasione di conoscersi di persona e berne una(due, tre, quattro, cinque...) insieme! 

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24 minutes ago, dfat said:

è una tecnologia molto utilizzata da tante birrerie non solo da Peroni. L'ho visto fare e ci ho lavorato anche con quella birra. Viene chiamata semplicemente High Gravity.

L'acqua per la diluizione deve essere completamente disaerata; ho realizzato anni fa un impianto per ridurre il contenuto dell'ossigeno a meno di 10 ppb (parti per miliardo).

Si potrebbe provare fare anche a livello casalingo, l'unico problema è di disaerare l'acqua.

Attenzione a parlare di modifiche chimiche (o kimike se preferite). Anche quando noi aggiungiamo i sali all'acqua per aggiustare la composizione dell'acqua, kimikiamo la birra.

 

Ottimo...immaginavo non fosse solo una "leggenda metropolitana".

Inoltre questo sistema previene anche problemi legati a differenti lotti di malto che possono avere rendimenti leggermente differenti immagino....e che su quei volumi si sentono eccome....oltre al mais ovviamente!:lol:

Poi come funzia?

Nel senso partono con fermentazione con tassi inoculo immagino di tutto rispetto ( altra leggenda e che concatenano...vero?...falso?, immagino con laboratorio dietro con addetti con i controcoglioni), avranno un attenuazione standard, che devono raggiungere prima di pastorizzare il tutto....poi in base ai valori ed al prodotto desiderato o richiesto diluiscono a piacere....suppongo...poi si sa, immettono CO2 e via andare.

Chissà se intervengono anche su ibu o aroma con estratti luppoli....credo che volendo possano farlo tranquillamente....no?

 

Edited by conco

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Ora verrò linciato probabilmente..
Ma, se un giorno dovessi fare di quest'hobby un lavoro, a me piacerebbe davvero lavorare nelle grandi industrie..
Soprattutto agli inizi.. Lavorare e gestire impianti del genere deve essere decisamente complesso, il minimo errore lo si paga molto molto caro.. A livello di gestione dell'impianto e cura nei particolari, ci sarebbe molto da imparare.. E boh, la cosa devo ammettere che m'intriga e, soprattutto, lo vedrei come un prodotto diverso.. Quindi magari riuscirei a tenere viva la fiamma dell'homebrewing a differenza di chi ora lavora in brewpub e micro(ogni riferimento a quegli snob di rico, fight, zanzaman... E' puramente voluto! :P)


Poi boh, va a saper dove finirò..

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1 hour ago, conco said:

Ottimo...immaginavo non fosse solo una "leggenda metropolitana".

Inoltre questo sistema previene anche problemi legati a differenti lotti di malto che possono avere rendimenti leggermente differenti immagino....e che su quei volumi si sentono eccome....oltre al mais ovviamente!:lol:

Poi come funzia?

Nel senso partono con fermentazione con tassi inoculo immagino di tutto rispetto ( altra leggenda e che concatenano...vero?...falso?, immagino con laboratorio dietro con addetti con i controcoglioni), avranno un attenuazione standard, che devono raggiungere prima di pastorizzare il tutto....poi in base ai valori ed al prodotto desiderato o richiesto diluiscono a piacere....suppongo...poi si sa, immettono CO2 e via andare.

Chissà se intervengono anche su ibu o aroma con estratti luppoli....credo che volendo possano farlo tranquillamente....no?

 

Io ho seguito soprattutto i processi a valle della fermentazione, filtrazione e dealcolazione soprattutto, mentre la parte fermentazione e propagazione dei lieviti l'ho solamente vista di sfuggita.

Per di più l'impressione che ho avuto dove sono stato è che non si volesse parlare molto di lieviti e fermentazione.

Mi ricordo di bei laboratori attrezzati per fare tutte le analisi necessarie sia chimiche che microbiologiche e le analisi che facevano erano veramente tante per tenere sotto controllo tutti i lotti di produzione e a questo si aggiungono anche i panel test che fanno regolarmente. Il controllo nelle grandi birrerie è totale.

Ho saputo recentemente, che proprio in Peroni, ora che è passata sotto Asahi, sta modificando tutte le procedure di lavoro per la parte microbiologica e il livello di qualità richiesto dai giapponesi è molto vicino a quello farmaceutico.

Comunque, la diluizione avviene in linea con al carbonatazione e l'imbottigiliamento e subito dopo le bottiglie vanno in pastorizzazione.

Sempre nella mia vecchia azienda, abbiamo costuito dei sistemi di dosaggio degli estratti di luppolo che erano spaziali. Pompe dosatrici speciali per prodotti molto viscosi con dei misuratori di portata estremamente precisi su portate molto basse...

13 minutes ago, Tyrion132 said:

Ora verrò linciato probabilmente..
Ma, se un giorno dovessi fare di quest'hobby un lavoro, a me piacerebbe davvero lavorare nelle grandi industrie..
Soprattutto agli inizi.. Lavorare e gestire impianti del genere deve essere decisamente complesso, il minimo errore lo si paga molto molto caro.. A livello di gestione dell'impianto e cura nei particolari, ci sarebbe molto da imparare.. E boh, la cosa devo ammettere che m'intriga e, soprattutto, lo vedrei come un prodotto diverso.. Quindi magari riuscirei a tenere viva la fiamma dell'homebrewing a differenza di chi ora lavora in brewpub e micro(ogni riferimento a quegli snob di rico, fight, zanzaman... E' puramente voluto! :P)


Poi boh, va a saper dove finirò..

Non è assolutamente un'eresia e dirò di più...se vuoi condurre bene un birrificio "artigianale" devi utilizzare i metodi che utilizzano le grandi birrerie "industriali".

Edited by dfat

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7 minutes ago, dfat said:

Io ho seguito soprattutto i processi a valle della fermentazione, filtrazione e dealcolazione soprattutto, mentre la parte fermentazione e propagazione dei lieviti l'ho solamente vista di sfuggita.

Per di più l'impressione che ho avuto dove sono stato è che non si volesse parlare molto di lieviti e fermentazione.

Mi ricordo di bei laboratori attrezzati per fare tutte le analisi necessarie sia chimiche che microbiologiche e le analisi che facevano erano veramente tante per tenere sotto controllo tutti i lotti di produzione e a questo si aggiungono anche i panel test che fanno regolarmente. Il controllo nelle grandi birrerie è totale.

Ho saputo recentemente, che proprio in Peroni, ora che è passata sotto Asahi, sta modificando tutte le procedure di lavoro per la parte microbiologica e il livello di qualità richiesto dai giapponesi è molto vicino a quello farmaceutico.

Comunque, la diluizione avviene in linea con al carbonatazione e l'imbottigiliamento e subito dopo le bottiglie vanno in pastorizzazione.

Sempre nella mia vecchia azienda, abbiamo costuito dei sistemi di dosaggio degli estratti di luppolo che erano spaziali. Pompe dosatrici speciali per prodotti molto viscosi con dei misuratori di portata estremamente precisi su portate molto basse...

Non è assolutamente un'eresia e dirò di più...se vuoi condurre bene un birrificio "artigianale" devi utilizzare i metodi che utilizzano le grandi birrerie "industriali".

A me ste cose intrippano di brutto.. Per quanto il prodotto poi sia quel che è..
Per quello un pensierino, capitasse l'occasione, io ce lo farei..

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Grazie delle Info Dfat!;)

Su lievito te credo che non ne volessero parlare molto.

Ed immagino i laboratori....li si giocano parecchi dindini con una sola cotta....ahahah

Immagino controllino tutti i passaggi maniacalmente....già dal Tnt che lavora in un birrificio bello grosso, per essere artigianale...seppur in Australia, so che fanno diversi test di laboratorio seguendo per bene cotta.

Pastorizzazione bassa....giusto?

Tyrion oddio....li più che altro impari a fare una cosa....non credo sia come nei micro in cui segui tutti i passaggi.

Ci sono addetti ad una cosa....e quella fanno e seguono...poi ovviamente ci sarà anche un responsabile che segue il tutto.

Ma di certo avranno già tutti i dati e parametri da seguire tassativamente.

Insomma non mi pare granché formativa la cosa....poi oh di sicuro impari ci mancherebbe...e deve piacere a te.

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Beh, arrivare ad essere il responsabile che segue tutto, potrebbe darmi grandi soddisfazioni! XD
Troverei formativo non tanto ciò che s'impara sul processo, quanto la metodica di lavoro.. Poi oh, come detto prima, nemmeno io ho la vaga idea i cosa farò della mia vita..  Questo è solo uno dei tanti pensieri che talvolta mi sfiorano..

Comunque, già da Baladin, sono divisi in comparti.. I birrai non seguono tutto, preparano il mosto, poi c'è il laboratorio che fa analisi e segue la preparazione del lievito, fermentazione e imbottigliamento/infustamento è seguito da altri ancora(l'ultima parte la deduco dal fatto che i birrai fanno 4 cotte al giorno, 4gg su 5 lavorativi e il quinto lavano. Quindi non avrebbero il tempo di dedicarsi all'imbottigliamento).. E stiamo comunque parlando di un birrificio artigianale, seppur grande.. Quindi immagino solo cosa non fa un birrificio industriale!

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Ahahahah....Mattia ma te sei fuori....va beh che li prendono per il culo, che fanno birra di merda, birra morta, birra con il mais....però prima di diventare responsabile di una ditta del genere hai idea della gavetta che dovrai fare....non credo proprio che assumano responsabile così!!!

Da Baladin immagino....poi quel che esce anche li non e che sia sta gran roba....ahahahah

Tanto per parlare e interessante...ma io mi tengo il mio essere un discreto hb....e son contento già così....se devo fare la fine di chi hai citato sopra....meglio lavorare con pentoloni...ahahahah

 

P.s Guardavo foto del compleanno di dove lavorano i due disgraziati....minchia son rimasto di sasso....figa han la barba lunga tutti e due....sono quasi hipster....ahahahah

E mi son chiesto...ma per essere mastri, la barba hipster e d'ordinanza?

Che brutta fine....ahahaha

 

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Ben dai resta il fatto che il mio collega è comunque na testa calda perché ha lasciato un lavoro in laboratorio in peroni tempo indeterminato su un azienda solida per venire su sta baracca dove siamo adesso dal futuro nebuloso !!

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7 minutes ago, Tyrion132 said:

Comunque, già da Baladin, sono divisi in comparti.. I birrai non seguono tutto, preparano il mosto, poi c'è il laboratorio che fa analisi e segue la preparazione del lievito, fermentazione e imbottigliamento/infustamento è seguito da altri ancora(l'ultima parte la deduco dal fatto che i birrai fanno 4 cotte al giorno, 4gg su 5 lavorativi e il quinto lavano. Quindi non avrebbero il tempo di dedicarsi all'imbottigliamento).. E stiamo comunque parlando di un birrificio artigianale, seppur grande.. Quindi immagino solo cosa non fa un birrificio industriale!

...e questo fa pensare sul significato di "artigianale".

Il birrificio "industriale" fa esattamente le stesse cose e a queste ne aggiunge altre che magari, vuoi per costi, vuoi per organizzazione, vuoi per esperienza, il birrificio più piccolo o "artigianale" non può permettersi di fare. Oltre a questo, il birrificio "industriale" può anche permettersi tecnologie più avanzate, e poi, se fa parte anche di un grande gruppo, può attingere a risorse e conoscenze che tanti altri non possono avere.

I veri "artigiani" della birra siamo noi homebrewer, che seguiamo tutte le fasi della produzione, dalla stesura della ricetta all'imbottigliamento, dal costruirsi l'impianto con 3 pentole a inventarsi sistemi di automazione di varia natura.

2 minutes ago, Pils said:

Ben dai resta il fatto che il mio collega è comunque na testa calda perché ha lasciato un lavoro in laboratorio in peroni tempo indeterminato su un azienda solida per venire su sta baracca dove siamo adesso dal futuro nebuloso !!

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concordo.

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