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shockwave82

Ottimizzazione Dry-Hopping

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Salve gentaccia...

 

E' da un po che mi diletto nell'All-Grain con metodo BIAB; tutto molto facile, ho capito tutto e ho già  prodotto varie birre (alcune buone, altre meno), quello che mi rimane ancora da capire bene è il dry-hopping.

Ultimamente lo facevo inserendo i luppoli in foglie in un sacchetto di poliestere, dello stesso tessuto di quelli che uso per la sacca BIAB. All'interno inserivo anche un bicchiere per fare peso e tenere il sacchetto sul fondo.

Questo funziona e da aroma alla birra... purtroppo però la birra che viene a contatto con i luppoli è relativamente poca... e non potendo mischiare (pena ossigenazione del mosto) non è possibile migliorare... penso sia una tecnica che va bene per quelle birre che vogliono poco aroma... per una APA o IPA è un metodo troppo riduttivo... il risultato è una birra che ha un fortissimo aroma di luppolo appena stappata, che viene però perso già  dopo le prime sorsate.

 

Quello che mi chiedo è: come migliorare il dry hopping? il metodo classico è mettere le foglie sfuse nel mosto, ma poi come le filtro al momento del travaso prima di imbottigliare? dicono che travasando esse rimangono in sospensione sul mosto e di fermarsi prima di raggiungerle in modo che nessuna di esse vada nel secondo fermentatore, ma funziona tutto cio'? e soprattutto... quanta birra rimane nel primo fermentatore? perchè il mio problema è proprio nelle quantità ... già  faccio poca birra ogni cotta (vengon si e no 14 litri in bottiglia), se ne devo perdere anche in travaso non vien fuori nulla...

 

Voi cosa consigliate? come fate per le vostre birre?

 

Se mettessi una sorta di filtro del materiale del sacco BIAB e lo inserissi a fine tubo di travaso, in modo da evitare che le foglie possano andare nel secondo fermentatore rischierei di ossigenare il mosto? Per una American IPA l'ho fatto tempo fa e non mi è sembrato di fare danni... la birra era ottima... però una volta descritto il metodo sul forum sono stato redarguito ^_^

 

Accetto consigli e racconti di vostre esperienze.

 

GRAZIE!!!

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L'argomento interessa anche me; anch'io finora ho fatto DH con i coni nell'hop bag (con i pesi), però stavo pensando dalla prossima volta di buttare il luppolo libero - in pellet - e fare crash cooling prima dell'ultimo travaso. Qualcuno ha esperienza di questo metodo?

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Io lo faccio come Commodoro Perry. Uso i Pellet e prima di imbottigliare abbatto la temperatura. I pellet si depositano sul fondo del fermentatore in modo compatto e procedo con l'imbottigliamento.

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il mio problema è abbattere la temperatura... non ho un frigo per poter mettere il fermentatore in abbattimento... in realtà  chi me lo regala ce l'avrei anche... è il posto che mi manca...

Nei prossimi mesi contavo di fare qualche cambiamento e dovrei riuscire a tirare fuori una stanzina per la birra in garage/cantina.

 

Altra cosa... ho letto che il luppolo in pellet è meno indicato per il dry-hopping rispetto a quello in coni, perchè quando producono i pellet eliminano la parte del luppolo che non serve a dare l'amaro (a noi in genere interessa l'AA% del pellet), quindi dicono che garantisce alla birra meno aroma. 

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Discussione interessante.

 

Anche io ho usato per la prima volta i pellet liberi nel fermentatore (troncoconico) e ho notato che si depositano sul fondo formando una pappetta. IL troncoconico è fatto per questo. Ma abbassando la temperatura i luppoli e altri prodotti precipitano.

 

Credo che al di la del discosrso che i pellet siano lavorati e contengano meno A.A. usare l'hop bag potrebbe anche il sacchetto stesso trattenere qulcosa, la cosa migliore sia sempre lasciarli liberi oppure (credo) dotarsi di "hop bag" di acciaio (scusate non  mi sovviene il nome) per cui l'acciao nulla trattiene.

 

Ciao

 

Mimmo

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Il discorso pellet non idonei per il dry hopping può essere vero per quelli Tipo 45, cioè che contengono solo il 45% della materia vegetale originale. Quelli che usiamo noi sono solitamente Tipo 90 e contengono, come dice il nome, il 90% della materia d'origine. Poi c'è il fatto che i coni sono stati maneggiati meno e quindi ci sono birrifici titolati che usano solo coni perchè sostengono che l'aroma è comunque migliore. Per quanto riguarda il luppolo libero o ingabbiato non credo faccia tantissima differenza, la diffusione nel liquido comunque porta gli olii aromatici in tutto il fermentatore, alla fine stiamo parlando di operazioni che durano molti giorni e non 60-90 minuti come la bollitura, dove invece per via dei tempi più brevi una piccola differenza fra luppolo insacchettato e libero c'è e si può misurare (comunque piccola).

 

Ciao,

 

Vale

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non posso che quotare vale.

 

inoltre per chi si pone del fatto che il pellett libero non si depositi da quanto ho visto nella mia piccola esperienza tende a depositare ancor prima dei lieviti ad alta

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La cosa non meraviglia visto che la dimensione di un granello di luppolo tritato è enorme rispetto alla dimensione di una cellula di lievito. In pratica come la differenza fra il sole e un sasso preso in giardino (OK forse esagero ma non ho voglia di calcolarlo :rofl: ).

 

Ciao,

 

Vale

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HOP BOX... mi interessa la cosa... vedo che ce ne sono per la bollitura, ma sono piccolini... ne esistono anche di adatti per la fermentazione? se si dove posso trovarli? idee o consigli?

 

Grazie.

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Con la mia mente malata avrei pensato a un'altra soluzione... se io mi costruisco/compro un doppiofondo tipo questo http://www.birramia.it/attrezzature-per-birra/e-g-e-all-grain/fondo-filtrante-inox-per-lauter-bin.html#.VEZ_Hvl_vfc e lo metto nel fermentatore in fermentazione secondaria... sopra gli "smollo" il luppolo in coni... una volta che vado a travasare i coni restan sopra...

C'è qualcosa che non torna nella mia genialata?  :P

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Ti si depositerà  anche un sacco di lievito sul falso fondo che poi rischi di smuovere quando vai a travasare. A meno che peschi da sopra il fondo ma a quel punto non serve più a nulla... :sorry:

 

Ciao,

 

Vale

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SI,  è quel che stavo pensando anch'io... 

Comunque in definitiva... se faccio dry hopping con luppolo in coni e lo lascio libero a galla (metodo che a sto punto preferirei)... quando vado a travasare, se mi fermo un attimo prima di arrivare alla cima rischio comunque di travasare pezzi di luppolo, oppure comunque questi restano in superficie e quel che passa nell'altro fermentatore è solo mosto?

Comunque devo fare 2 birre nei prossimi giorni... proverei un dry hopping con coni liberi e uno con luppolo in pellet dentro a un sacchetto a maglia fine (già  lo uso per la bollitura ed è molto efficace... penso non ci siano problemi ad utilizzarlo anche per il dry-hopping... l'unico dubbio che rimane è quanto darà  aroma alla birra un luppolo chiuso in sacchetto...).

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Oppure un DH con coni nel calzino/calzini sterile/i, prima di imbottigliare con le mani sanificate come i chirurghi una bella strizzata pucciata e ristrizzata.

Gli aromi detonano come un petardo

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Ovviamente pesi per tenere a fondo il tutto. Questa tecnica ha anche il pregio di ridurre al minimo le perdite, che coi coni e facile siano litri e non centilitri

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Secondo me il metodo più pratico è proprio quello della calza sterilizzata. L' unico modo per accentuare maggiormente l aroma di luppolo in una ipa è aumentare le dosi nelle calzette o usarne di diverse cosi aumenti la superficie di contatto..

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Personalmente non farei mai dry hopping confinando il luppolo, pellet o coni che siano, in una zona ristretta del fermentatore tramite bag, box o simili. Lo ritengo un controsenso e anche uno spreco, mi da l'idea di sottoutilizzare il luppolo..magari è solo una mia fissa..

Di solito uso il pellet libero e faccio cold crash per far precipitare il tutto. Le poche volte che ho usato i coni ho montato un piccolo bazooka davanti al rubinetto.

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Sì potrebbe anche inserire una spugnetta d'acciaio all'interno del rubinetto così che fa da filtro, che ne dite?

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mah, io per ora per le apa-ipa (queste mai estreme) uso pellet in calza che metto nel fermentatore dopo il primo travaso per un 7-10gg, di solito, certo magari non è troppo efficiente in termini di quantità  luppoli-aroma rilasciato, ma nessuno di noi credo faccia cotte da 500 litri e qualche grammo in più non credo sia un costo ingestibile..i risultati ci sono e non ho problemi di residui-pezzi che vagano in fase imbottigliamento...
unica cosa ogni tanto a fermentatore chiuso faccio mescolare un po' il tutto scuotendo ahah

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mah, io per ora per le apa-ipa (queste mai estreme) uso pellet in calza che metto nel fermentatore dopo il primo travaso per un 7-10gg, di solito, certo magari non è troppo efficiente in termini di quantità  luppoli-aroma rilasciato, ma nessuno di noi credo faccia cotte da 500 litri e qualche grammo in più non credo sia un costo ingestibile..i risultati ci sono e non ho problemi di residui-pezzi che vagano in fase imbottigliamento...

unica cosa ogni tanto a fermentatore chiuso faccio mescolare un po' il tutto scuotendo ahah

 

Ho imbottigliato ieri sera la Black IPA che avevo prodotto... per il dry ho fatto come dicevi tu... dopo 7 giorni circa ho travasato e messo in un sacchetto a maglie finissime (lo uso per il sacco BIAB e come sacchetto per lo spider hop per contenere i luppoli quando faccio la bollitura e tiene dentro il pellet alla perfezione, non fa uscire nulla e quel poco che esce comunque va a fondo in fretta).

Ogni giorno (non proprio tutti, quando mi ricordavo) ho aperto il fermentatore e dato "una scollata" al sacchetto, per far girare un po il mosto e cercare di amalgamare l'aroma.

Dopo 10 giorni ho tolto il sacchetto e, con mani ampiamente lavate e sanitizzate (spero sia bastato cosi') ho aperto il nodo che chiudeva il sacchetto, tolto il bicchiere a fondo grosso che avevo inserito per far affondare il sacchetto e poi l'ho riannodato per richiuderlo.

Ho poi proceduto a strizzare bene il luppolo contenuto con 2 mani (sempre sperando di non aver contaminato).

Poi ho travasato e imbottigliato come di consueto.

L'odore di luppolo era fortissimo (anche perchè mi vergogno quasi a dire che ne ho messa una quantità  spropositata... del tipo 100 grammi in 13 litri) e spero permanga anche dopo la rifermentazione in bottiglia.

Sicuramente molto meglio questo metodo rispetto a quando mettevo il luppolo in fiori che, anche se sulla carta piu' "performanti" per quanto riguarda l'aroma, era difficoltoso mandare a fondo (anche con molto peso nel sacchetto tendevano sempre a galleggiare, anche perchè i litri sono pochi e il sacchetto che uso è lungo (altrimenti non si riesce ad annodare per chiuderlo) e resta sempre qualcosa fuori dal mosto).

 

Per ora mi assesto su questo metodo e lo utilizzero' quasi certamente anche nelle prossime 2 birre che devo produrre (una American IPA classica e una White IPA). Spero che funzioni come credo, anche se la controprova ce l'avro' non prima di 2 settimane, quando apriro' una bottiglia di prova della Black IPA che ho appena imbottigliato.

 

Certo testare il metodo su una birra non "neutra" come la Black IPA (che ha comunque, anche se in basse dosi, malti odorosi e aromatici al suo interno) non è forse la scelta migliore... per questo entro lunedi' punto a produrre una American IPA.

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Non producendo ipa e apa non ho mai avuto esigenza di praticare dh, al massimo ho fatto gittate consistenti a 0 minuti. Però tempo fa volevo provare a realizzare un ipa molto profumata e stavo leggendo in giro notizie in merito al dh, mi sono imbattuto in discussioni di alcuni homebrewers che facevano macerare il luppolo in pellet in pochi ml di alcool etilico e poi filtravano e univano al fermentatore nel secondo travaso il liquido ottenuto. E' una pratica valida? Chi solitamente fa dh l'ha provata?

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Io l'avevo provata su una birra/esperimento. Non so se lo fanno anche altri, ma spesso della cotta prodotta metto un po' di mosto a fermentare in una botticella di vino da 5 litri, quantitativo su cui effettuo le mie prove. Provammo a mettere 2 g/l di luppolo nella birra in fermentatore normale e 50 ml di alcol con gli stesso quantitativi di luppolo per la birra da 5 litri. La differenza non è stata sostanziale (pena forse anche un DH non esagerato), l'aroma residuo di luppolo in quella con l'alcool era comunque molto più persistente nella birra finita, anche se c'erano delle note che definirei pungenti. Non abbiamo ripetuto l'esperimento, non ci è sembrato ne valesse la pena.

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