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trico

Zona Cesarini Toccalmatto

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ho letto anche nella brune...condoglianze :rofl:

 

Ho letto anch'io....Spongebob_che_piange.gif

 

Va beh...20 anni fa per me non lo usavano! :rofl:

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Ciao a tutti

in effetti la ZONA CESARINI anche io ho faticato a volte a berla...o a berne un boccale in piu' pero' una buona birra!!!!

Per LEFFE mi addolora...invece conoscete le birre del Birrificio MASTIO di vicino Macerata?

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Cavolo....sorpresa anche per me....sull 'etichetta non e' indicato il mais.
Ad ogni modo la Leffe mi piace c'e' di meglio ma l'apprezzo.
Ciao

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Ho letto la discussione però alla fine non si è capita una cosa:

quando e in che modo hai bevuto la Zona Cesarini che hai trovato imbevibile?

 

Magari la bevuta in questione era fallata e magari dai la colpa ad una caratteristica che in condizioni migliori (della birra intendo) avresti apprezzato (es. amaro).

 

Guardando la tua reazione sulla tua esperienza prezzo/qualità  mi viene alla mente, e cito, Giovanni Campari in BrewIT:

"Se la bevuta è sgradevole, cioè se uno capisce che c'è qualcosa che non va; allora rifiuterà  in toto il mondo della birra artigianale e si rifugerà  nella birra industriale"

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Cavolo....sorpresa anche per me....sull 'etichetta non e' indicato il mais.
Ad ogni modo la Leffe mi piace c'e' di meglio ma l'apprezzo.
Ciao

Ci credo: io ad esempio ogni tanto bevo Ichnusa.

Bionda Sardegna!

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da che cosa lo deduci?

non c'è obbligo di indicazione in etichetta

 

Non c'è obbligo di indicare tutti gli ingredienti in etichetta? Siamo sicuri?

 

Ciao,

 

Vale

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Non c'è obbligo di indicare tutti gli ingredienti in etichetta? Siamo sicuri?

 

Ciao,

 

Vale

 

molti si limitano a "contiene malto d'orzo"

è cambiato qualcosa?

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Avevo letto anch'io da qualche parte (con mio immenso stupore) che sotto certe percentuali in caso di utilizzo per esempio di mais (o altri succedanei), il produttore può non citarlo in etichetta.

Non mi ricordo dove l'ho letto.

E non ho poi indagato se era cosa veritiera o fregnaccia...per cui non ho certezza della cosa.

A me pare na strunzata...con tutti gli intolleranti ai più svariati ingredienti mi pare una cosa inverosimile...ma chissà .

Nessuno sa nulla al riguardo?

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La legge? In Italia ma credo ormai da tempo anche a livello comunitario è obbligatorio indicare gli ingredienti (e anche gli additivi) in ordine di quantità  decrescente e la data di scadenza. Per le bevande alcoliche poi bisogna anche indicare il grado alcolico in percentuale di volume. Che poi ci siano p.e. craft beer americane vendute nei beer shop con etichette non conformi che non indicano nemmeno il grado alcolico è un altro paio di maniche, gli importatori seri e che non vogliono rischiare multe e sequestri ci appiccicano un'etichetta conforme autoprodotta e dormono tranquilli.

 

Ciao,

 

Vale

Edited by Vale

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Avevo letto anch'io da qualche parte (con mio immenso stupore) che sotto certe percentuali in caso di utilizzo per esempio di mais (o altri succedanei), il produttore può non citarlo in etichetta.

Non mi ricordo dove l'ho letto.

E non ho poi indagato se era cosa veritiera o fregnaccia...per cui non ho certezza della cosa.

A me pare na strunzata...con tutti gli intolleranti ai più svariati ingredienti mi pare una cosa inverosimile...ma chissà .

Nessuno sa nulla al riguardo?

 

Dubito che ne mettano così poco di mais da essere esenti dall'obbligo di indicarlo, non avrebbe senso visto che lo scopo è di aggiungere fermentabili economici e non certo di aromatizzare il prodotto. Probabilmente ti riferisci al criterio per cui nelle etichette dei piatti già  pronti spesso si trova la dicitura "Aromi naturali" senza l'elenco di tutte le spezie che compongono la ricetta, ma parliamo ovviamente di quantità  molto piccole (a parte piatti della cucina orientale dove spesso ce n'è così tante che le trovi elencate e anche abbastanza in alto ;) ). Probabilmente l'unico ingrediente che potrebbe essere esente dall'obbligo nelle birre commerciali è proprio il luppolo, visto che ne mettono quantità  risibili. :rofl:

 

Ciao,

 

Vale

Edited by Vale
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La legge? In Italia ma credo ormai da tempo anche a livello comunitario è obbligatorio indicare gli ingredienti (e anche gli additivi) in ordine di quantità  decrescente e la data di scadenza. Per le bevande alcoliche poi bisogna anche indicare il grado alcolico in percentuale di volume. Che poi ci siano p.e. craft beer americane vendute nei beer shop con etichette non conformi che non indicano nemmeno il grado alcolico è un altro paio di maniche, gli importatori seri e che non vogliono rischiare multe ci appiccicano un'etichetta conforme e dormono tranquilli.

 

Ciao,

 

Vale

 

a tal proposito ricordo un multone di poco tempo fa a noto bshop

in pratica la responsabilità  dell'etichetta fuorilegge non ricade su produttore ne su distro ma sul dettagliante

roba marziana

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Purtroppo è normale e non solo in Italia che il padulo lo becca chi resta col cerino in mano. :diablo:

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Tutto ciò è scandaloso!

 

[non ho l'autorizzazione a pubblicare link su questo forum ma, se siete interessati, provate  a cercare questo]

viaggi/7704/visita-a-stella-artois-o-di-come-le-multinazionali-concepiscono-la-birra

 

A volte nelle etichette non compare praticamente nessun ingrediente;

Proporrei una petizione a chi di competenza per costringere chiunque produca birra (comprese le multinazionali) ad indicare tutti gli ingredienti. Cosa ne dite?

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Interessante.

Vale, io ricordo di averlo letto son sicuro, non era questo di cronache però, ma rammento che tra me e me pensai...che pirla che sono che sto anche a leggere etichette. :rofl:

Questo lo ricordo benissimo.

Se poi la fonte fosse attendibile o meno non lo so.

Non ricordo se era un discorso esattamente di piccole percentuali, oppure se fosse che in presenza di percentuale maggiore di malto d'orzo bastasse segnalare la prima ed eludere completamente il resto o ancora potessero non segnalare nulla...questo non lo ricordo esattamente. :sorry:

Perdonatemi.

Ma che si sosteneva che potessero fare un po' come gli pare...lo ricordo.

Poi oh...vero o falso io non so.

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Tornando al tema iniziale di qualche mese fa sulla Zona Cesarini di Toccalmatto a me indigesta poiché troppo luppolata devo dire che mi sto ricredendo.
Ho iniziato ad apprezzare birre saporite e anche piuttosto amare al punto che al momento gli stili che preferisco sono le apa e le imperial pilsener(my Antonia del borgo e 8 wired di brewdog).
Pochi giorni fa ho avuto modo di provare anche una Ipa, precisamente la punk Ipa di brewdog e mi è' piaciuta parecchio.
Probabilmente il mio palato inizia a gradire il luppolo ed è il momento di riprovare Toccalmatto, prima la Re Hop, poi nuovamente la zona Cesarini e infine la surfing hop....vediamo se l'impatto sarà  differente rispetto al primo approccio.
Stranissimo che nel giro di pochi mesi ho cambiato completamente i miei gusti birrai, prima quasi esclusivamente waizen, wit, e trappiste che ancora adesso apprezzo e ,ultimamente, bevo quasi esclusivamente birre artigianali ben luppolate.
Per ora proprio non riesco ad apprezzare le imperial stout spero in futuro di potermi ricredere anche su questo stile.
Grazie

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Approffitto della resurrezione di questo thread per confermare che sull'etichetta della Peroni il mais è indicato dopo acqua e malto, quindi sappiamo che almeno il 50%+1 è malto d'orzo. :good:

 

Ciao,

 

Vale

 

P.S. Non preoccupatevi per la mia salute, dopo aver preso in mano la bottiglia di Peroni mi sono lavato e disinfettato per bene le manine. :rofl:

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anche io (e credo molti altri) hanno avuto un approccio simile con il luppolo...

all'inizio sembravano tutte profumate ma troppo amare...poi colt tempo ci sia abitua e si riescono ad apprezzare al 100%!!

 

ps lo stile "imperial pilsener" è una BESTEMMIA secondo me...

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ps lo stile "imperial pilsener" è una BESTEMMIA secondo me...

 

Infatti si chiama Export Lager. :good:

 

Ciao,

 

Vale
 

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