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Green House

Birra conto terzi

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Ciao a tutti,
sto notando una pericolosa (a mio parere) diffusione delle produzioni di birra conto terzi. Mi sono reso conto andando dal nostro "rivenditore" di fiducia in quel di Lecco, che stanno proliferando nuove birre con etichette pseudo-autoctone. Seguendo la corrente "birra artigianale", spuntano come funghi questi prodotti (non voglio fare nomi perchè il fenomeno è evidente un po' ovunque) dalla qualità  finale più o meno discutibile. Etichetta fichetta, nomi ricercati, qualche balla sul territorio...e via!

Che ne pensate?

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Secondo microbirrifici.org abbiamo superato quota 500 microbirrifici
e vi posso assicurare che ce ne sono ancora altri che stanno per aprire.

Un amico qualche giorno fa ha scritto con una battuta:
[i]Un anno e mezzo di tempo al massimo e poi inizierà  la selezione naturale...ne rimarrà  soltanto uno![/i]

Una battuta che fa riflettere non poco...
Mettendo un attimo da parte la crisi, su cui andrebbe fatto un discorso a parte e su cui si ricamerebbe anche troppo (In Italia ci sono aziende che fanno innovazione ed hanno incrementi di fatturato a doppia cifra percentuale, non tutti i settori economici sono uguali, ma ripeto lasciamo stare).
Il concetto di "birra artigianale" ha subito una volgarizzazione spaventosa, i birrifici aprono come funghi, c'è chi fa birra ottima e chi fa birra pessima. Al consumatore medio-occasionale, però, nel bicchiere arriva sempre "birra artigianale" che sia hoegarden, che sia del birrificio agricolo/artigiano indipendente o che sia una BeerFirm; che usi il malto a km 0 o che usi l'estratto di malto. Ma soprattutto nel bicchiere del consumatore medio-occasionale arriva "birra artigianale" buona e non buona.
Quindi cosa accadrà ?
che "birra artigianale" non vorrà  dire più nulla (e questo sta già  avvenendo ora) il consumatore resterà  totalmente indifferente davanti alla scritta "birra artigianale", a fare la differenza saranno i marchi aziendali che si sono affermati o che riusciranno ad affermarsi gli altri o sopravvivono o chiudono.

Recentemente ho assaggiato una birra di un birrificio sconosciuto (di cui non farò il nome), il mio bicchiere è finito nel secchio dell'immondizia (ci sono i testimoni), non berrò più la loro birra, con me hanno chiuso. Molti altri faranno come me.
Come dicono gli Afterhours: ...è il naturale processo di eliminazione.

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ma dai che era buonissima[:p] dai velle sei troppo schizzinoso:D:D:D era buonissima!!!!!!![xx(][xx(]
retrogusto di big boubble

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[quote]mancyno ha scritto:

ma dai che era buonissima[:p] dai velle sei troppo schizzinoso:D:D:D era buonissima!!!!!!![xx(][xx(]
retrogusto di big boubble

[/quote]
:D

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Se ripenso alla birra artigianale "agricola" che ho bevuto qualche settimana fa mi viene ancora il voltastomaco.
Auguro di cuore a quei "signori" di essere i primi ad essere naturalmente selezionati! [:54]

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[quote]Messaggio di Green House

Ciao a tutti,
sto notando una pericolosa (a mio parere) diffusione delle produzioni di birra conto terzi. Mi sono reso conto andando dal nostro "rivenditore" di fiducia in quel di Lecco, che stanno proliferando nuove birre con etichette pseudo-autoctone. Seguendo la corrente "birra artigianale", spuntano come funghi questi prodotti (non voglio fare nomi perchè il fenomeno è evidente un po' ovunque) dalla qualità  finale più o meno discutibile. Etichetta fichetta, nomi ricercati, qualche balla sul territorio...e via!

Che ne pensate?

[/quote]

Chi è lo "spacciatore" di pseudo birre ?

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il problema è che levano l'ossigeno a chi vuole iniziare...
Senza far nomi mi è capitata un birra pseudo artigianale che la fanno vicino me fatta conto terzi, e già  dall'etichetta si capiva che nemmeno conoscevano la ricetta... xò si sono buttati, il problema è che se uno ha tutto a casa e fa già  all-grain da un pò ci potrebbe stare, altrimenti non si può migliorare!

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Secondo me è un discorso troppo vasto e con tanti aspetti da considerare per poter dare un giudizio netto,comunque non mi sento di criticare a prescindere e come in tutte le cose se,chi ha deciso di intraprendere questa strada,è preparato e lo fa con passione e ha capacità  ben venga.
Io stesso più volte ho preso in considerazione questo passaggio considerandolo un passaggio intermedio per mettere le basi sia commerciali che economiche e poi avere un futuro da produttore in toto.
Chi lo fa senza passione e la giusta preparazione secondo me è destinato a fallire come tanti avventati microbirrifici che mettono in commercio delle schifezze assolute,solo perchè hanno avuto la fortuna di trovare o avere le risorse per partire con il proprio impianto senza sapere nulla della birra,solo per far cassa!!

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ci sono beer firm e beer firm, contoterzisti e contoterzisti ed anche birrifici e birrifici.

non l'ho mai bevuta, ma ad esempio ho letto tante buone cose sulla devochka buskers, prodotta presso extraomnes, per fare un esempio... di tante altre non se ne sentirebbe la mancanza probabilmente, ma di quanti altri prodotti di quante altre realtà  si potrebbe dire lo stesso?
il mondo è così... quando il vento tira, escono tutti in barca a vela.

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secondo me, una birra prodotta in c/t, ha le potenzialità  per essere migliore di una birra prodotta da uno che ha il proprio birrificio.......normalmente i birrifici che producono anche per c/t non sono gestiti da gente di "primo pelo"!

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[quote]secondo me, una birra prodotta in c/t, ha le potenzialità  per essere migliore di una birra prodotta da uno che ha il proprio birrificio[/quote]
sono d'accordo....
[quote]normalmente i birrifici che producono anche per c/t non sono gestiti da gente di "primo pelo"![/quote]
ma non per questo motivo...

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Come non dar ragione a Velleitario!...
Oramai la nostra cara "birra artigianale" che all'inizio ci faceva tanto battere il cuore non stimola più come prima... I marchi li stanno creando cani e porci, (sia conto terzi che in proprio) ciò non fa altro che aumentare la confusione nel consumatore medio dato che ci sono più marchi che persone, e per la maggior parte il gusto è sempre piatto e sembra che le facciano tutte uguali, come se tutti copiassero le ricette di mr malt.
I birrifici ottimi restano (e meno male), ma quelli pessimi purtroppo pare che restano pure e fanno media, quindi fanno abbassare notevolmente il livello generale. Darwin dovrebbe sbrigarsi!
Esempio (e se n'è parlato qualche post fa) Mastri Birrai Umbri. Se qualche anno fa trovavi "birra artigianale" era sicuramente un prodotto non comune, un prodotto ricercato ecc... Ora trovi queste ciofeche marchiate come birre "artigianali" persino negli scaffali accanto alle volgari becks (con la differenza che a volte fanno addirittura più schifo e costano 40 volte tanto).
Oramai la parola "birra artigianale" si è sp****nata e non vuol dire più niente! (oltretutto molti micro filtrano e chissà  che qualcuno non pastorizzi pure)

Non so gli altri, ma a me, il vedere una nuova birra artigianale in qualche scaffale, se prima mi incuriosiva e magari la compravo ora invece preferisco tenermi alla larga.
Troppe volte ho buttato robe come 12 euro la bottiglia ( neanche da compro oro, ma ora pare che questi prezzi siano la norma) ed aver assaggiato delle zozzerie tremende.
Sarà  una bestemmia ma comincio a preferire le peroni. Almeno il prezzo è mentalmente sano e so cosa bevo :D

Per quanto riguarda quelli che la fanno conto terzi, alla fne quelli che ho visto io è gente che di solito ha un locale e la vendono lì, oppure al proprio negozio e/o a qualche altra attività  ecc... quindi alla fine non è che nuoce più di tanto.
Poi alcuni birrifici (se non molti) non ti fanno mettere mano all'impianto (giustamente), te la fanno solo su ricetta. Beh, produrla conto terzi è vendere la birra che fa un altro.
Come ha detto Green house, basta un'etichetta fichetta, nomi ricercati e via, tutti sul mercato ad inondarlo di zozzerie.

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