Jump to content
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble

Thor

Utenti Registrati
  • Content Count

    1.812
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    27

Everything posted by Thor

  1. Il compensatore usa un cono inox per tappare l'ingresso prima del rubinetto spillatore, cosa che oltre a evitare la formazione di schiuma nel pitone, dovrebbe minimizzare le turbolenze e quindi la schiuma prodotta prima dell'uscita. Il rubinetto da 3 euro è una vera schifezza, appena apri la pressione decade per tutta la lunghezza del tubo in uscita, creando una colonna di schiuma fino al fusto, il compensatore nel rubinetto equivale ad avere due rubinetti in serie, dove il primo limita il passaggio mantenendo la pressione in ingresso e impedendo la formazione di schiuma, e il secondo consente l'uscita limitando la schiuma allo spazio tra i due rubinetti. Il rubinetto con compensatore per me è il massimo della comodità. Certo che se si prova a spillare da un fusto freddo e troppo carbonato, ad una temperatura esterna troppo alta, con una pressione di spinta minore di quella di saturazione del fusto, anche con il compensatore sarà molto difficile spillare qualcosa che non sia panna. Non scrivo per convincerti di nulla, condivido solo le mie esperienze perché in spillatura non ho nessun problema e spero che diventi così anche per te, hai tutto il diritto di non essere d'accordo con quel che dico, e di fare le tue esperienze basandoti su quel che leggi in giro. Buona birra, ciao ;-)
  2. Sgasando hai creato il problema, se togli pressione la co2 nella birra cerca di andarsene creando montagne di schiuma fino a quando la saturazione del liquido va in equilibrio con la pressione. Se poi il fusto si è anche scaldato, i problemi si sono moltiplicati. Nei locali, quando capita un fusto sovracarbonato, per riuscire a spillare alzano un poco la pressione, non la abbassano. Non ti serve un tubo più piccolo, certo riducendo diametro e aumentando la lunghezza ti aiuta a preservare la pressione in fusto limitando la schiuma, ma avresti ottenuto lo stesso risultato strozzando un poco il tubo che avevi subito prima del rubinetto. La causa primaria dei tuoi problemi è quel cavolo di rubinetto di plastica che si vede in foto, io l'ho usato un paio di volte, mi ci sono trovato decisamente male. Prendine uno in metallo con compensatore, fai un po' di pratica con la gestione della pressione, e non avrai più problemi.
  3. Se ti avanza una ventola, puntala sul compressore in modo da raffrescarlo, li colleghi in parallelo in modo che partano insieme, aiuta molto. Dalle foto non vedo bene, è importante che ci sia spazio dietro al frigo per lo scambio termico del condensatore, soprattutto se lavora tanto. Il compressore va in blocco in genere quando supera i 60 gradi, non ci vuole molto a tenerlo sotto quella soglia, e raffrescandolo guadagni anche in termini di efficienza del frigo.
  4. Mettici dentro il fermentatore pieno d'acqua, e vedi subito la curva di discesa della temperatura del liquido. Ovviamente in fermentazione ci sarà il calore prodotto dal lievito a lavorare contro. Io avevo fatto un po' di prove con frighi bucati e ventole anni fa, ho lasciato perdere per la scarsa efficienza del sistema. Se vuoi divertirti a montare e smanettare, ed è a costo zero, puoi fare come meglio credi, è tutta esperienza, ma se desideri qualcosa che sia sicuramente funzionante e non metta a rischio le fermentazioni, ti consiglio vivamente di aspettare con pazienza l'annuncio per un frigo funzionante, capitano sempre annunci di frigoriferi usati, per 50 euro o meno, se sei fortunato ti porti a casa un signor frigo, così avresti il vantaggio di avere due frigoriferi indipendenti, che se ne salta uno c'è l'altro in emergenza.
  5. Grazie, non la conoscevo fatta in questa maniera. Dalla tua descrizione iniziale mi ero immaginato due mash distinti, leggendo l'articolo che hai postato ho capito meglio il sistema, praticamente acqua e grani della seconda fase vengono aggiunti alla prima in un unico mash finale, non in due separati, infatti all'aggiunta della seconda acqua dice che la temperatura da bollore gli scende a 65 gradi. Fatto in questa maniera, ti perdi la proteasi della seconda parte dei grani, ma a parte questo, i problemi più grandi li hai avuti non con la decozione in se, ma a causa dell'impaccamento delle trebbie, senza ricircolo le temperature sballano, sotto al filtro bolle e brucia, mentre sopra al filtro la temperatura è alla deriva, ingestibile. La decozione di per se non si sa com'è andata, perché non hai avuto modo di arrivarci. Al tuo posto, se proprio vuoi insistere con la weizen, aumenterei la dose di lolla di riso nel grist, farei una macinazione del frumento un po' più grossolana, e ridurrei un poco la velocità del flusso per limitare al massimo l'impaccamento sul filtro. O meglio ancora, come già detto, proverei prima un'altra birra che non abbia frumento in ricetta, insomma eviterei tutto quello che può creare problemi al ricircolo, in modo da fare una prova di decozione con quella tecnica nelle migliori condizioni possibili, e in caso di esito soddisfacente azzarderei con prudenza ad aggiungere il frumento in ricetta.
  6. Io la decozione la sapevo in maniera diversa, si inizia il mash con tutta l'acqua e tutti i grani necessari, poi si preleva una quota di liquido e grani, si porta fino a bollitura in una pentola separata, e poi si rimette nel mash originario, ripetendo per quante decozioni richiede la ricetta. Non ho mai provato a farla perché mi trovo benissimo col sistema all'inglese, ho tutto l'impianto tarato per infusione, quì Bertinotti spiega la decozione molto meglio di me: Decozione secondo Bertinotti Se vuoi riprovare, e hai avuto problemi di impaccamento delle trebbie, io al posto tuo lascerei perdere le waizen per ora, il frumento non sta simpatico alla pompa del tuo impianto.
  7. Ti posso dire come faccio io, cornelius da 18 litri a circa 10 gradi, nemmeno ci provo a far rollare il fusto, lo carico a 4 bar per due volte a distanza di circa 3-4 giorni ( 4 bar è circa il limite della valvola di sicurezza, e quella pressione mi assicura anche una chiusura perfetta del coperchio, che altrimenti rischia qualche microperdita sulla guarnizione ), poi in frigo a circa 6 gradi, pressione di spillatura poco meno di mezzo bar, ed è praticamente pronta per l'uso. Per aumentare o diminuire la carbonazione basta variare di decimi la pressione, lo faccio raramente durante il mese. C'è chi sconsiglia il rubinetto con compensatore perché dice che nel cono dove smorza il flusso si formano vortici che generano schiuma, io invece te lo consiglio vivamente, fusto freddo sempre alla stessa temperatura, regolazione bassa della pressione, compensatore regolato a dovere, e gli unici problemi che avrai saranno con il fegato . Non avere fretta, riempi bene il fusto senza arrivare fino al tubo interno del gas, onde evitare docce di birra nelle manovre di attacco, usa una bilancia per la quantità, io ne uso una da 40kg con risoluzione 5g, togli la tara ( circa 4 kg più tubi e attacchi, azzeri la bilancia quando è tutto sopra), e ci metti 18 kg esatti di birra attraverso il connettore della birra, in modo da non splashare. A fusto pieno avrai modo di fare prove più veritiere, con risultati sicuramente più stabili che con 1 litro di birra in 18 litri di gas.
  8. Giusto per dare un riferimento, io tengo il fusto nel frigo a 6 gradi per farlo conservare meglio, a quella temperatura, con un paio di metri di tubo e spillando da 1 mt circa rispetto alla base del fusto, volendo una carbonazione medio-bassa, regolo il manometro a 0,3-0,5 bar, e lo tengo tranquillamente così fino a fine fusto.
  9. E' tra i motivi per cui si dice che la sola ricetta non basti per clonare una birra. Ogni impianto è diverso dall'altro, con caratteristiche fisiche meccaniche e termiche proprie, oltre al livello di precisione del termometro, cambia anche il tempo di risposta delle sonde, influenzato dalla presenza o meno di un pozzetto, e dall'altezza della sonda nella pentola (per quanto si possa fare con mescolatori e ricircoli, è impossibile uniformare perfettamente la temperatura a tutte le quote con precisione al grado). Per mia esperienza personale, posso dirti che, entro certi limiti, la cosa più importante non è l'errore che introduce lo strumento, quanto invece la ripetibilità delle misurazioni. Non è importante che siano reali 63 o 65 gradi, è importante che lo strumento ti permetta sempre di tornare a quella temperatura per ripetere la cotta, e che sia sempre e solo uno il riferimento per gestire la temperatura ( ingresso del rims, pozzetto a mezza pentola, sonda che scende dal coperchio, se cerchi il mezzo grado, saranno sempre diversi uno dall'altro). Che poi, detto tra noi, la differenza di un grado in ammostamento, con tutte le variabili che entrano in gioco nei passaggi dal chicco al bicchiere, è una cosa veramente difficile da percepire, io cerco di essere preciso e metodico in tutte le operazioni, ma il mezzo grado di differenza lo lascio a chi è fissato con i decimali.
  10. Condensatore troppo grande, e penso sia probabile anche collegamento non corretto, in quanto rosso e nero possono ingannare. Dalla sigla del motore, vedo che usano condensatori da 3 a 12 microfarad. Un condensatore troppo grande può squilibrare il funzionamento come uno troppo piccolo, serve il suo. Il comune è il bianco, quindi il condensatore va tra bianco e nero o bianco e rosso, una fase di alimentazione va collegata al bianco, l'altra va al filo non collegato al condensatore. Collegare uno dei fili del condensatore al rosso o al nero è indifferente, cambierebbe solo il verso di rotazione.
  11. Io la bombola da 5 kg la uso solo per fare carbonazione forzata dei fusti, la lascio dove faccio birra perché pesa, è scomoda da spostare ed è delicata sui manometri del regolatore. Per spillare uso bombole usa e getta da 600 grammi, piccole e leggere, spendo forse un poco di più ma non da sbattermi per la ricarica, ed ho sempre una scorta di riserva. La metto direttamente dentro lo spillatore in un alloggiamento che la rende invisibile, e me ne dimentico per credo almeno 200 litri ( a occhio una decina di cornelius da 18, sinceramente non li ho mai contati ).
  12. Anch'io, mattmill kompakt komfort, con motorino tergicristalli ( a me lo sfasciacarrozze ha chiesto 5 euro ), e alimentatore 12V 30 Ampere ( sovradimensionato, ma lo uso anche per altro ), riesco a macinare 25 kg di malto in 45 minuti. Non si rompono gli ingranaggi interni, ma mi è capitato la prima volta stringendo troppo i rulli fino al blocco, di spappolare la filettatura esterna in ottone dell'albero del motorino.
  13. Ci sono arrivato alla stessa maniera di Gagge87 e di I.tester, l'ultima foto è stata risolutiva. Blu e marrone entrano e escono, il bianco invece si ferma al compressore, poi se guardi le piste della scheda, si vede che marrone e bianco arrivano a due dei tre piedini dell'integrato di potenza. Continua a sembrarmi strano che non abbia un'aletta di raffreddamento.
  14. Punti di vista, io la serpentina la usavo all'inizio quando facevo max 15 litri e mi trovavo bene, sono passato al controflusso al primo aumento di litraggio, con un poco di manualità sono meno di 2 ore di lavoro, mi ci sono trovato subito benissimo, sia per la pulizia che per la praticità, e non tornerei sicuramente indietro. Il controflusso non è perfetto, ma a me piace che non è immerso nel mosto e non disturba la torta del whirpool, piace che il mosto in pentola resta bollente e quindi relativamente al sicuro da inizio a fine travaso, piace che la pulizia si svolge in 5 minuti con semplici palline di stoffa spinte dentro dall'acqua di rete senza dover grattare o spazzolare, piace che posso poggiarlo ovunque in qualunque momento e la parte che mi interessa resta sempre pulita. La serpentina è sicuramente più economica e più semplice, sia da realizzare che da gestire avendo tutto a vista, ha i suoi pro e i suoi contro come li ha il controflusso.
  15. Il parallelepipedo grigio è solo un condensatore. Ha ragione I.tester, è il mos che comanda, anche se mi sembra strano che non abbia alette di raffreddamento. Compressori di quelle dimensioni con motore ad inverter non ne ho mai visti. Stacca il morsetto dalla scheda, e infila un ponticello tra il bianco e il marrone che ha accanto, attaccando la spina dovrebbe partire il compressore.
  16. Anchi'o avevo il tuo stesso dubbio anni fa, stessa serpentina in rame a immersione, stessa situazione. Ho risolto comprando una manciata di pezzi idraulici, aprendo la serpentina in rame, infilandola in un robusto tubo di gomma da 3/4, e dopo averla arrotolata di nuovo, trasformandola in un signor controflusso in rame, che uso tutt'ora. Meno di 20 euro di raccordi, e hai risolto il problema. Io dico sempre che il modo migliore per spendere meno soldi è spenderli una volta sola, ma penso che tra rame a immersione e controflusso inox, il controflusso in rame sia un ottimo compromesso.
  17. La sonda di temperatura è sulla stessa scheda, è quel componente grigio di fianco al portalampade, quello con uno dei reofori protetto da un tubicino di gomma. Prova a fotografare la sigla che c'è sopra. Potremmo provare a scollegare un reoforo della sonda, o a metterci una resistenza in parallelo, dipende dal tipo di sonda, lo freghiamo sulla lettura della temperatura. Sicuro che non ci siano altre schede e/o componenti in giro? Non vedo relè di potenza per il comando del compressore, mi manca qualcosa...
  18. Ciao, scusa la latitanza, periodo un po' incasinato. Io non sono un esperto, ho solo fatto un po' di esperienza con i frigoriferi classici, e chiacchierato con qualche frigorista per quel che a me serviva fare, essere esperti è un'altra cosa. Detto questo, a vedere la scheda, non mi sembra il classico frigorifero con termostato a depressione ( quello con il tubicino capillare che fa da sonda ). Sulla scheda vedo un potenziometro P1, che mi fa pensare. Potrebbe essere un offset della sonda di temperatura, forse già da quello potresti risolvere i tuoi problemi, ma non ne sono sicuro. Se decidi di spostarlo per fare qualche prova, prima segna in qualche modo la posizione in cui era regolato, magari con una spennellata di bianchetto che prenda base e perno. Dalla foto riesco a capire poco, sarebbe utile una foto anche della rotella di regolazione, e magari di quel che c'è sotto. Volendo, si può lavorare direttamente sul compressore, tagliando i cavi e fregandosene di scheda termostati e luci, tanto la termica di protezione è a bordo compressore, però serve qualche foto in più per sapere dove mettere le mani.
  19. Io sono riuscito a farmelo da solo seguendo i consigli di un frigorista. Ho eliminato la serpentina in alluminio di un vecchio frigo che si era forata, sostituendola con una equivalente in rame, che uso direttamente immersa in un secchio con acqua e glicole. La coibentazione l'ho fatta con polistirene da 5 cm, quello usato in edilizia per i cappotti. Due piccole pompe immerse nel glicole, una è comandata dallo stesso termostato che fa partire il compressore per tenere in temperatura il glicole ( la serpentina scende sotto i -30, se il glicole non è in movimento si gela sul rame ), l'altra è comandata dal termostato del fermentatore, e manda il glicole in ricircolo sull'esterno del fermentatore, in un tubo di polietilene di quelli da irrigazione lungo 50 metri che ho avvolto a stretto contatto, e coibentato con neoprene. Nessuna serpentina inox immersa nel mosto, non mi piaceva ne per la pulizia e sanitizzazione aggiuntive che comporta, ne per la troppa vicinanza tra mosto e glicole. Ho dovuto aiutarlo un poco con qualche ventola di raffreddamento aggiuntiva per condensatore e compressore, ma con un ex-frigo da casa di quelli comunissimi con scomparto freezer separato, e poco più di 15 litri di acqua glicolata, riesco a gestire tranquillamente un troncoconico da 100 litri, compresa winterizzazione finale a 4 gradi.
  20. Il cicalino funziona in corrente alternata, puoi collegarlo come ti pare, non c'è una polarità da seguire. Per la programmazione non so aiutarti, non ho esperienze con il sestos.
  21. Io ne uso da anni 3 di polsinelli, sono robuste e di ottima qualità, consigliatissime. Mash e boil della stessa dimensione ti permettono di salire tranquillamente di densità senza dover ridurre i litri finali.
  22. Il priming massimo consigliato è di 2 G/L, non perché fa troppa schiuma, ma perché il fustino non reggerebbe pressioni superiori, rischiando che si apra la giunta delle lamiere spruzzando birra ovunque. Il riempimento conviene farlo con un tubo che arrivi fino al fondo del fustino, in modo da evitare di ossigenare la birra con inutili splash. Io lo tengo su una bilancia per misurare la quantità, regolo la tara, poi ci metto 5 kg esatti di birra. Non provare a mettere il tappo se non quando c'è birra dentro, altrimenti poi è rognosissimo da togliere. Per metterlo bisogna andarci con decisione, senza esitare, una bella manata a pugno chiuso, o al limite in martello di gomma se proprio non si riesce a piazzarlo. Il tappo non serve a regolare la carbonazione, serve a consentire l'ingresso dell'aria quando a causa della spillatura si riduce la pressione interna, altrimenti dopo poco non esce più birra. Quel tipo di fusto conviene finirlo al massimo in un paio di giorni, da quando entra aria la birra inizia a rovinarsi per ossidazione. E' perfetto per una festa, un po' meno per berselo da soli.
  23. Ovviamente dipende sempre dal tipo di birra, dal grado alcolico, dall'importanza del luppolo. Un'ipa con dry hop di 4-5 G/L io potrei iniziare a berla già da 2-3 settimane dopo averla infustata per non perdermi aromi e profumi, un'imperial stout invece me la dimentico in cantina.
  24. Temperatura di fermentazione decisamente troppo alta, potrebbe portare sapori e profumi poco gradevoli. Densità nella norma sia in og che in fg per un kit. Con un kg di zucchero aggiunto non si può pretendere una fg più elevata. I kit sono un compromesso pensato per far preparare birrette a tutti facilmente, non per fare ottime birre. In genere si fa un primo travaso dopo circa 3-4 giorni di fermentazione, cioè al termine della fase tumultuosa, ma va in base alle proprie convinzioni, c'è chi non fa per niente travasi intermedi considerando poco influente l'autolisi dei lieviti, e si limita a fare un solo travaso prima del priming per l'imbottigliamento. Appena puoi, ti consiglio di passare a e+g, e di abbandonare le aggiunte di zucchero. Una birra decente non dovrebbe mai avere più del 10% di zuccheri semplici aggiunti.
  25. La risposta di Dani era pertinente, il periodo di maturazione inizia dalla fine della fermentazione se fai carbonazione forzata, inizia invece dalla fine della rifermentazione se aggiungi fermentabili, quindi sono due settimane circa di differenza tra un metodo e l'altro. Per il resto, che sia in fusto o in bottiglia, la birra ha sempre bisogno di un periodo di tempo per stabilizzarsi, dove l'amaro si armonizza col corpo mentre alcune sostanze si trasformano in altre rendendola un prodotto migliore.
×
×
  • Create New...