Jump to content
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble

Thor

Utenti Registrati
  • Content count

    1.800
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    24

Everything posted by Thor

  1. Ci sono arrivato alla stessa maniera di Gagge87 e di I.tester, l'ultima foto è stata risolutiva. Blu e marrone entrano e escono, il bianco invece si ferma al compressore, poi se guardi le piste della scheda, si vede che marrone e bianco arrivano a due dei tre piedini dell'integrato di potenza. Continua a sembrarmi strano che non abbia un'aletta di raffreddamento.
  2. Punti di vista, io la serpentina la usavo all'inizio quando facevo max 15 litri e mi trovavo bene, sono passato al controflusso al primo aumento di litraggio, con un poco di manualità sono meno di 2 ore di lavoro, mi ci sono trovato subito benissimo, sia per la pulizia che per la praticità, e non tornerei sicuramente indietro. Il controflusso non è perfetto, ma a me piace che non è immerso nel mosto e non disturba la torta del whirpool, piace che il mosto in pentola resta bollente e quindi relativamente al sicuro da inizio a fine travaso, piace che la pulizia si svolge in 5 minuti con semplici palline di stoffa spinte dentro dall'acqua di rete senza dover grattare o spazzolare, piace che posso poggiarlo ovunque in qualunque momento e la parte che mi interessa resta sempre pulita. La serpentina è sicuramente più economica e più semplice, sia da realizzare che da gestire avendo tutto a vista, ha i suoi pro e i suoi contro come li ha il controflusso.
  3. Il parallelepipedo grigio è solo un condensatore. Ha ragione I.tester, è il mos che comanda, anche se mi sembra strano che non abbia alette di raffreddamento. Compressori di quelle dimensioni con motore ad inverter non ne ho mai visti. Stacca il morsetto dalla scheda, e infila un ponticello tra il bianco e il marrone che ha accanto, attaccando la spina dovrebbe partire il compressore.
  4. Anchi'o avevo il tuo stesso dubbio anni fa, stessa serpentina in rame a immersione, stessa situazione. Ho risolto comprando una manciata di pezzi idraulici, aprendo la serpentina in rame, infilandola in un robusto tubo di gomma da 3/4, e dopo averla arrotolata di nuovo, trasformandola in un signor controflusso in rame, che uso tutt'ora. Meno di 20 euro di raccordi, e hai risolto il problema. Io dico sempre che il modo migliore per spendere meno soldi è spenderli una volta sola, ma penso che tra rame a immersione e controflusso inox, il controflusso in rame sia un ottimo compromesso.
  5. La sonda di temperatura è sulla stessa scheda, è quel componente grigio di fianco al portalampade, quello con uno dei reofori protetto da un tubicino di gomma. Prova a fotografare la sigla che c'è sopra. Potremmo provare a scollegare un reoforo della sonda, o a metterci una resistenza in parallelo, dipende dal tipo di sonda, lo freghiamo sulla lettura della temperatura. Sicuro che non ci siano altre schede e/o componenti in giro? Non vedo relè di potenza per il comando del compressore, mi manca qualcosa...
  6. Ciao, scusa la latitanza, periodo un po' incasinato. Io non sono un esperto, ho solo fatto un po' di esperienza con i frigoriferi classici, e chiacchierato con qualche frigorista per quel che a me serviva fare, essere esperti è un'altra cosa. Detto questo, a vedere la scheda, non mi sembra il classico frigorifero con termostato a depressione ( quello con il tubicino capillare che fa da sonda ). Sulla scheda vedo un potenziometro P1, che mi fa pensare. Potrebbe essere un offset della sonda di temperatura, forse già da quello potresti risolvere i tuoi problemi, ma non ne sono sicuro. Se decidi di spostarlo per fare qualche prova, prima segna in qualche modo la posizione in cui era regolato, magari con una spennellata di bianchetto che prenda base e perno. Dalla foto riesco a capire poco, sarebbe utile una foto anche della rotella di regolazione, e magari di quel che c'è sotto. Volendo, si può lavorare direttamente sul compressore, tagliando i cavi e fregandosene di scheda termostati e luci, tanto la termica di protezione è a bordo compressore, però serve qualche foto in più per sapere dove mettere le mani.
  7. Io sono riuscito a farmelo da solo seguendo i consigli di un frigorista. Ho eliminato la serpentina in alluminio di un vecchio frigo che si era forata, sostituendola con una equivalente in rame, che uso direttamente immersa in un secchio con acqua e glicole. La coibentazione l'ho fatta con polistirene da 5 cm, quello usato in edilizia per i cappotti. Due piccole pompe immerse nel glicole, una è comandata dallo stesso termostato che fa partire il compressore per tenere in temperatura il glicole ( la serpentina scende sotto i -30, se il glicole non è in movimento si gela sul rame ), l'altra è comandata dal termostato del fermentatore, e manda il glicole in ricircolo sull'esterno del fermentatore, in un tubo di polietilene di quelli da irrigazione lungo 50 metri che ho avvolto a stretto contatto, e coibentato con neoprene. Nessuna serpentina inox immersa nel mosto, non mi piaceva ne per la pulizia e sanitizzazione aggiuntive che comporta, ne per la troppa vicinanza tra mosto e glicole. Ho dovuto aiutarlo un poco con qualche ventola di raffreddamento aggiuntiva per condensatore e compressore, ma con un ex-frigo da casa di quelli comunissimi con scomparto freezer separato, e poco più di 15 litri di acqua glicolata, riesco a gestire tranquillamente un troncoconico da 100 litri, compresa winterizzazione finale a 4 gradi.
  8. Thor

    Allarme controller PID sestos

    Il cicalino funziona in corrente alternata, puoi collegarlo come ti pare, non c'è una polarità da seguire. Per la programmazione non so aiutarti, non ho esperienze con il sestos.
  9. Io ne uso da anni 3 di polsinelli, sono robuste e di ottima qualità, consigliatissime. Mash e boil della stessa dimensione ti permettono di salire tranquillamente di densità senza dover ridurre i litri finali.
  10. Il priming massimo consigliato è di 2 G/L, non perché fa troppa schiuma, ma perché il fustino non reggerebbe pressioni superiori, rischiando che si apra la giunta delle lamiere spruzzando birra ovunque. Il riempimento conviene farlo con un tubo che arrivi fino al fondo del fustino, in modo da evitare di ossigenare la birra con inutili splash. Io lo tengo su una bilancia per misurare la quantità, regolo la tara, poi ci metto 5 kg esatti di birra. Non provare a mettere il tappo se non quando c'è birra dentro, altrimenti poi è rognosissimo da togliere. Per metterlo bisogna andarci con decisione, senza esitare, una bella manata a pugno chiuso, o al limite in martello di gomma se proprio non si riesce a piazzarlo. Il tappo non serve a regolare la carbonazione, serve a consentire l'ingresso dell'aria quando a causa della spillatura si riduce la pressione interna, altrimenti dopo poco non esce più birra. Quel tipo di fusto conviene finirlo al massimo in un paio di giorni, da quando entra aria la birra inizia a rovinarsi per ossidazione. E' perfetto per una festa, un po' meno per berselo da soli.
  11. Ovviamente dipende sempre dal tipo di birra, dal grado alcolico, dall'importanza del luppolo. Un'ipa con dry hop di 4-5 G/L io potrei iniziare a berla già da 2-3 settimane dopo averla infustata per non perdermi aromi e profumi, un'imperial stout invece me la dimentico in cantina.
  12. Temperatura di fermentazione decisamente troppo alta, potrebbe portare sapori e profumi poco gradevoli. Densità nella norma sia in og che in fg per un kit. Con un kg di zucchero aggiunto non si può pretendere una fg più elevata. I kit sono un compromesso pensato per far preparare birrette a tutti facilmente, non per fare ottime birre. In genere si fa un primo travaso dopo circa 3-4 giorni di fermentazione, cioè al termine della fase tumultuosa, ma va in base alle proprie convinzioni, c'è chi non fa per niente travasi intermedi considerando poco influente l'autolisi dei lieviti, e si limita a fare un solo travaso prima del priming per l'imbottigliamento. Appena puoi, ti consiglio di passare a e+g, e di abbandonare le aggiunte di zucchero. Una birra decente non dovrebbe mai avere più del 10% di zuccheri semplici aggiunti.
  13. La risposta di Dani era pertinente, il periodo di maturazione inizia dalla fine della fermentazione se fai carbonazione forzata, inizia invece dalla fine della rifermentazione se aggiungi fermentabili, quindi sono due settimane circa di differenza tra un metodo e l'altro. Per il resto, che sia in fusto o in bottiglia, la birra ha sempre bisogno di un periodo di tempo per stabilizzarsi, dove l'amaro si armonizza col corpo mentre alcune sostanze si trasformano in altre rendendola un prodotto migliore.
  14. Lo faccio bollire già collegato al tubo di silicone, e poi lo prendo solo dall'estremità, il tubo in silicone lato rubinetto lo prendo dall'esterno, ma è la parte interna che va in contatto con il rubinetto del fermentatore, che prima di essere collegato spruzzo con acqua e oxi, con le mani non tocco mai nulla che poi vada in contatto con mosto o birra, su questo sono maniacale, anche troppo.
  15. Io ne uso uno preso su aliepress, è fatto per riempire bottiglie, con i fustini smonto la valvola finale per avere più portata, e anche perché usando una bilancia per misurare il riempimento, non devo toccarlo con le mani. Mi ci trovo meglio che con il semplice tubo in silicone I sanitizzanti classici vanno benissimo, io sono abituato a far bollire tutti i tubi ( rigorosamente silicone ), i rubinetti dei fermentatori e gli oggetti inox piccoli, è una mia scelta personale, un po' per scaramanzia, un po' perché sono sicuro dell'efficacia e non ho nessun residuo chimico. Fin ora ho parlato dei mini fass da 5 litri che costano 5-6 euro sui classici siti. Ho visto anch'io fustini inox da 5 litri su aliexpress, interessanti, prima o poi ne prenderò un paio con adattatore jolly, ma non da lì. Aliexpress ha prezzi molto allettanti, ma sopra i 22 euro ti aggiungono al conto dazi doganali, bisogna far bene i conti con quel che si prende per non trovarsi con brutte sorprese. Quei fusti hanno attacchi filettati Si possono usare con attacchi dedicati dove si collegano direttamente rubinetto e regolatore di pressione oppure con attacchi di tipo jolly che li rendono quasi equivalenti ai cornelius
  16. Una cartuccia in genere basta per spillare tranquillamente un fustino, se non ci sono perdite sul gommino. La carbonazione si fa sempre con aggiunta di zucchero, meglio se precedentemente bollito in poca acqua, la dose massima raccomandata è sempre di due grammi/litro, quindi 10 grammi per fustino. Io su un'ipa ben attenuata con us05 mi spingo fino a 2,5 g/L, ma me ne assumo il rischio. La cartuccia può aiutare un po' con la carbonazione, ma non le affiderei tutto il lavoro. Io la pulizia la faccio con acqua e sabbia ( sabbia lavata abbondantemente in precedenza in modo da separare la parte più sporca e polverosa) , butto dentro, tappo e faccio roteare a oltranza, in genere rimuove bene qualunque sedimento, poi risciacquo con acqua in abbondanza. La sanitizzazione dei fustini fin ora l'ho fatta solo con oxi, che tutti dicono non sia un sanitizzante, ma i miei batteri questo non lo sanno, e pare che si sanitizzino lo stesso. Il riempimento lo faccio con tubo in silicone unito a un tubetto inox che faccio bollire ogni volta, lungo abbastanza da arrivare al fondo del fusto per evitare splash. I fustini ormai li uso solo per la birra in avanzo che non riuscirebbe a riempire completamente un cornelius da 18.
  17. La cosa più semplice da realizzare è un kegerator, un frigo che conterrà il fusto e la bombola di co2 con regolatore di pressione, si monta una colonna con rubinetto, volendo anche un termostato per regolare la temperatura con precisione. Quei fusti hanno attacco a baionetta, serve una chiave particolare per smontare lo spinone centrale, e anche pulirli è un po' difficoltoso senza una lavafusti, il foro di accesso è piuttosto stretto. A livello amatoriale sono molto più comodi i fusti cornelius, che oltre ad avere due attacchi distinti per birra e co2 e una valvola di sicurezza contro le sovrappressioni, hanno un portello superiore apribile che permette di vedere bene lo stato del fusto, e di entrare anche con un braccio per una pulizia più accurata. Io mi sono fatto uno spillatore in legno, che si appoggia sopra a un frigo, contiene la bombola di co2 con regolatore nella torretta, doppio rubinetto con compensatore, con termostato e manometro a vista, l'ho preferito in questo modo perché mi permette di spostarlo anche senza trascinarmi il frigo dietro, mi basta mettere una copertura in neoprene per isolare il fusto raffreddato in precedenza
  18. Nessuno vende fusti qui, vendere birra per un homebrewer che non è in regola con gli impianti e con i pagamenti delle accise è un reato penale punito, se non ricordo male, con la galera fino a tre anni e una multa che parte dagli 8000 euro a salire in proporzione al prodotto venduto. I fustini li compriamo vuoti, costano circa 5-6 euro l'uno, teoricamente sono monouso, in pratica con un buon lavaggio e sanitizzazione si riesce a riutilizzarli un po' di volte. Questi sono fustini "a caduta", non serve uno spillatore, il rubinetto rosso che vedi in basso si estrae dal fusto per qualche cm, e si usa per versare la birra direttamente in bicchiere. La birra si inserisce dal foro in alto, aggiungendo normalmente un massimo di 2 grammi/litro di zucchero per la carbonazione, non di più perché il fustino ha difficoltà a reggere pressioni eccessive, e si chiude con un tappino particolare, una sorta di secondo rubinetto che serve per far entrare aria in fase di spillatura, altrimenti la birra non uscirebbe Questi sono i fustini più comodi, come dicevo non serve uno spillatore, di contro hanno il problema che per spillare birra entra aria, che è il peggior nemico della birra, nel momento in cui apri un fusto di questi inizia a ossidarsi, si devono consumare in 1-2 giorni, non di più. Inoltre il tipo di tappo per l'aria che ti ho mostrato, ha la comodità di essere richiudibile, ma a fine fusto è piuttosto rognoso da estrarre, rende difficile riutilizzare il fusto, come anche il rubinetto della birra rende difficile la sanitizzazione. Io con questi fusti uso uno spillatore a co2 che costa circa 50 euro funziona con cartucce di co2 da 11 g monouso si utilizza con dei tappi di chiusura in gomma diversi dal precedente, più facili da estrarre a fine fusto ha il vantaggio rispetto ai sistemi a caduta, di far entrare co2 invece di aria, quindi la birra non si ossida, e il fustino dopo l'apertura può durare tranquillamente una settimana o più se conservato in frigo.
  19. Compro tre virgole e due punti, prova a riformulare come se non fosse Antani.
  20. Non pensare che l'acqua di rubinetto sia sterile, per colpa dei rubinetti, dei tubi, degli attacchi, nel tempo si formano sempre depositi che possono incubare qualcosa, metterla nel mosto così come esce porta sempre un certo rischio di infezione. O usi solo acqua in bottiglia, o fai bollire per almeno 15 minuti l'acqua che aggiungerai all'estratto. Per proliferare le infezioni hanno bisogno di nutrienti, l'acqua di per se non ne ha, lieviti e batteri difficilmente si moltiplicano, il problema poi arriva quando aggiungi l'estratto. La candeggina è il sanitizzante degli homebrewer per antonomasia, io l'ho usata per una vita. Ne esistono tanti di tanti tipi di sanitizzanti, alcol e metabisolfito sono batteriostatici, non sanitizzanti, l'oxi è stato contestato per il potere sanitizzante molto debole e limitato, in giro lo definiscono più come un detergente, per il resto basta seguire le istruzioni e rispettare i tempi di contatto e le dovute concentrazioni. I risciacqui con acqua di rubinetto vanno evitati, rendono inutile la sanitizzazione. Più importante della fase di sanitizzazione è la pulizia, non puoi sanitizzare qualcosa che non è perfettamente pulito, lo sporco fa da protezione e da incubatore per bestie di ogni tipo, bisogna essere maniacali in questo. Da evitare di graffiare l'interno del fermentatore, mai usarlo per riporre l'attrezzatura, ogni graffio è un punto dove lo sporco si annida facilmente ed è molto difficile da pulire bene. Un bravissimo homebrewer una volta mi ha detto che fare birra vuol dire per tre quarti lavare e pulire.
  21. Normalissimo, è il tempo medio della fase tumultuosa, da questo momento dimenticati che c'è un gorgogliatore sul fermentatore, e fai i prossimi passi solo seguendo le letture fatte con il densimetro, su campioni ben sgasati e alla temperatura di taratura dello strumento.
  22. Che il problema principale sia stato la temperatura te lo confermo io, fermentare a 14-16 gradi significa far addormentare o perlomeno rallentare molto il lievito, dando il tempo a lieviti estranei ( sempre presenti ) che a quella temperatura lavorano bene, di rovinarti la birra; fermentare a 24 °C con S04 invece è un suicidio per la quantità di esteri che rilascia, anche perché 24 è quello che leggi all'esterno del fermentatore, dentro era di più, calcola che io l'S04 non lo faccio lavorare mai oltre i 18 gradi, misurando la temperatura interna del fermentatore con un pozzetto, non quella sulla parete esterna. Il controllo della temperatura in fermentazione è fondamentale, puoi mettere tutti gli ingredienti che vuoi, ma alla fine è il lievito che fa la birra, non produce solo alcol e co2, ma anche esteri e sottoprodotti che danno un contributo molto importante al risultato finale e devono essere ben equilibrati. Normalmente se l'acqua del rubinetto è buona da bere, è buona anche per birrificare. Se temi il cloro, puoi riempire il fermentatore con l'acqua della cotta e farla riposare per un giorno, il cloro evapora, oppure usare acqua in bottiglia per una cotta per vedere se il risultato cambia. Prima molli i kit, prima inizierai ad avere soddisfazioni serie dalle tue birre. I kit vanno bene per fare pratica con sanitizzazioni e fermentazione, ma tutto quello zucchero aggiunto è un grave limite ( in una buona birra non dovrebbe mai superare il 10% del fermentabile ), attrezzati per fare e+g il prima possibile, non te ne pentirai. Il metabisolfito va bene al massimo per l'acqua del gorgogliatore, compra un sanitizzante serio, lava tutto in maniera maniacale, soprattutto il rubinetto del fermentatore.
  23. Se non è inerente alla birra qui ti massacrano , ma sicuramente la pompa ti serve per irrigare piante di luppolo vero? I regolatori che hai preso danno sicuramente fastidio al funzionamento della pompa, la soluzione è un bypass idraulico con rubinetto tra ingresso e uscita, semplice economico e sicuro: Ti permette di scaricare verso l'ingresso parte della pressione in uscita, senza incasinare la parte elettrica della pompa, e senza farla sforzare eccessivamente.
  24. In estate per winterizzare a 4 C° porto il liquido a -5 C° . Con 30 gradi in ambiente e -5 nel glicole sono riuscito a raggiungere i 3,5 C° in 120 litri di birra in circa due giorni. E sono talmente abituato a lavoro a parlare di acqua glicolata per la refrigerata, che sinceramente non ho nemmeno pensato alla possibilità di non usare glicole nel chiller. Il chiller che uso è praticamente un secchio coibentato con polistirene con una serpentina in rame da 1/4 che fa da evaporatore direttamente immersa nel liquido, che in raffreddamento raggiunge nel primo tratto quasi -30 C° . C'è una pompa di ricircolo che tiene in movimento il liquido quando parte il compressore, ma temevo lo stesso nel tempo di trovarmi un blocco di ghiaccio sulla serpentina. E poi il glicole l'ho rimediato gratis
  25. Non sono un professionista, sono solo pigro, e per lavorare di meno le cerco tutte . La schiuma dipende da quanta aria mandi, io usando quel compressore devo limitare un po' il flusso.
×