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dfat

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  1. Alla fine nessun problema, ma anche questa volta ci ha provato a dirmi "andiamo al mare in Croazia questo fine settimana?"
  2. ...azz...anche lo scorso anno siamo andati al rifugio Biella e ci siamo trovati una gara di corsa.. va be è solo il tratto della Val Travenanzes, e forse ci passo prima di loro.
  3. Deciso, sabato si fa questo giro.. https://www.guidedolomiti.com/news/ferrate/giro-della-tofana-di-rozes/29740/ .. la moglie non lo sa ancora ma non può dire di no, la figlia è al mare con in nonni. In realtà vorrei andarci in cima, ma quest'anno non ho ancora l'allenamento sufficiente.
  4. però la Franziskaner si può salvare.... mi avete fatto venire in mente che quest'anno sono 30 anni dalla mia maturità....azz
  5. Lo scambio termico dipende molto anche dalle condizioni fluidodinamiche ovvero dalla turbolenza che si riesce ad avere sulle due superfici di scambio (lato birra e lato acqua). Se per il lato acqua non è un problema avere una portata sufficiente per ottenere un regime turbolento e quindi un buon scambio termico, la stessa cosa non si può dire per il lato birra. Le portate a cui viene alimentato il mosto caldo non è certo sufficiente per un regime turbolento. Questo vale sia per scambiatori a piastre sia per scambiatori tubo in tubo (quello che normalmente chiamiamo controflusso). In definitiva, il confronto lo farei sulla superficie, dato che gli altri parametri su cui si basa lo scambio termico sono circa alla pari nei due casi. Probabilmente a parità di superficie, lo scambiatore a piastre è un po' più efficiente perché lo spessore delle piastre è inferiore rispetto allo spessore del tubo.
  6. ...e attenti che sono NPT
  7. Si
  8. "Ebbene si maledetto Carter, hai vinto anche questa volta". ...ma non mi sento per nulla Cariatide...piuttosto Alan Ford.
  9. ..va bagnata dopo l'esame....
  10. Bollire l'acqua é una possibile soluzione disareare l'acqua ma il problema vero è che industrialmente la produzione di acqua disareata si fa in linea con la miscelazione e l'imbottigliamento in impianti che non lasciano alcuno spazio ad un possibile contatto con l'ossigeno dell'aria e in questo modo evitano qualsiasi processo ossidativo del prodotto. Dopo bollitura, mentre raffreddi l'ossigeno comincia a risolubilizzarsi anche se non muovi l'acqua. Tieni presente che 10 ppb di ossigeno rappresentano circa 1/1000 dell'ossigeno presente nell'acqua normalmente.
  11. ...e questo fa pensare sul significato di "artigianale". Il birrificio "industriale" fa esattamente le stesse cose e a queste ne aggiunge altre che magari, vuoi per costi, vuoi per organizzazione, vuoi per esperienza, il birrificio più piccolo o "artigianale" non può permettersi di fare. Oltre a questo, il birrificio "industriale" può anche permettersi tecnologie più avanzate, e poi, se fa parte anche di un grande gruppo, può attingere a risorse e conoscenze che tanti altri non possono avere. I veri "artigiani" della birra siamo noi homebrewer, che seguiamo tutte le fasi della produzione, dalla stesura della ricetta all'imbottigliamento, dal costruirsi l'impianto con 3 pentole a inventarsi sistemi di automazione di varia natura. concordo.
  12. Io ho seguito soprattutto i processi a valle della fermentazione, filtrazione e dealcolazione soprattutto, mentre la parte fermentazione e propagazione dei lieviti l'ho solamente vista di sfuggita. Per di più l'impressione che ho avuto dove sono stato è che non si volesse parlare molto di lieviti e fermentazione. Mi ricordo di bei laboratori attrezzati per fare tutte le analisi necessarie sia chimiche che microbiologiche e le analisi che facevano erano veramente tante per tenere sotto controllo tutti i lotti di produzione e a questo si aggiungono anche i panel test che fanno regolarmente. Il controllo nelle grandi birrerie è totale. Ho saputo recentemente, che proprio in Peroni, ora che è passata sotto Asahi, sta modificando tutte le procedure di lavoro per la parte microbiologica e il livello di qualità richiesto dai giapponesi è molto vicino a quello farmaceutico. Comunque, la diluizione avviene in linea con al carbonatazione e l'imbottigiliamento e subito dopo le bottiglie vanno in pastorizzazione. Sempre nella mia vecchia azienda, abbiamo costuito dei sistemi di dosaggio degli estratti di luppolo che erano spaziali. Pompe dosatrici speciali per prodotti molto viscosi con dei misuratori di portata estremamente precisi su portate molto basse... Non è assolutamente un'eresia e dirò di più...se vuoi condurre bene un birrificio "artigianale" devi utilizzare i metodi che utilizzano le grandi birrerie "industriali".
  13. Per chi volesse approfondire.... https://foodandbeverage.pentair.com/en/products/hps-high-gravity-brewing-systems
  14. è una tecnologia molto utilizzata da tante birrerie non solo da Peroni. L'ho visto fare e ci ho lavorato anche con quella birra. Viene chiamata semplicemente High Gravity. L'acqua per la diluizione deve essere completamente disaerata; ho realizzato anni fa un impianto per ridurre il contenuto dell'ossigeno a meno di 10 ppb (parti per miliardo). Si potrebbe provare fare anche a livello casalingo, l'unico problema è di disaerare l'acqua. Attenzione a parlare di modifiche chimiche (o kimike se preferite). Anche quando noi aggiungiamo i sali all'acqua per aggiustare la composizione dell'acqua, kimikiamo la birra.
  15. Non è la temperatura a cui puoi arrivare ma il problema è il tempo che ci metti ad arrivare a quella temperatura. Io ho un resistenza simile sul serbatoio dell'acqua per lo sparge e riesco a riscaldare l'acqua fino a 78-80°C in 1,5-2 ore. Preceduto di qualche secondo....