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Johnblue

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  1. Secondo me il modo più efficace è quello di trattarle col sanificante il più possibile vicino al momento dell'utilizzo. L'acido Peracetico funziona sostanzialmente come l'acqua ossigenata, uccidendo i microrganismi ma non evita una nuova colonizzazione. Lavale accuratamente una volta svuotate, ma è prima di imbottigliare che devi operare la sanificazione, poi sciacqui bene, fai sgocciolare e imbotttigli.
  2. [quote]Forse questa discussione andrebbe meglio in "attrezzature strumenti materie sanitizzazione" cmq. [/quote] Quoto
  3. @mase: Acido peracetico, Peracid è il nome commerciale con cui lo vende Mr malt. @redcrow: Direi che la procedura è adeguata, l'acido peracetico è un antisettico molto forte che fa tabula rasa, il passaggio col metabisolfito se vuoi è superfluo.
  4. Amiata - ComunAle Birrificio degli archi - Baccanale Floreffe - Triple Brasserie Du Bocq - Blanche de Namur Vediamo se stasera l'Italia batte il Belgio... [8D]
  5. Hai ragione il fine ultimo è produrre buona birra, ma questo si ottiene ottimizzando e rispettando le dinamiche di processo e ponendosi continuamente quesiti sui motivi e risultati delle operazioni condotte. Forse la birra potrà non venir fuori eccelsa, ma sicuramente sarà eseguita correttamente. Le botte di fortuna non creano maestri. [8D]
  6. 90% [:0][:0][:0] Hai tutta la mia ammirazione E anche la mia invidia ovviamente [}:)] Ottimo risultato, io quando ottengo il 70% è festa grande [:268]
  7. [quote]Devo seguire le istruzioni semplicemente come farei con un kit, con la differenza che l'all-grain richiede un'attrezzatura più costosa ed elaborazione più lunga, ma conoscendo le varie fasi della produzione ritengo siano fattibili. [/quote] Ammiro la tua sicurezza. Io però ti consiglio se proprio vuoi iniziare direttamente con l'AG senza rischiare di rimanere deluso dal risultato, di studiarti il procedimento fino ad arrivare a comprendere non solo il come ma anche il perchè di ogni determinata operazione. Servirà forse a farti commettere meno errori o nel caso, almeno a capirne il perchè. Ovviamente imho.
  8. Anch'io non concepisco le giornate passate a oziare quando sono in viaggio. sole + mare + sedia sdraio = morte certa e la matematica non sbaglia. Anche a me piace visitare il più possibile, ma non so per quale motivo, alla fine dei miei viaggi mi ritrovo sempre con qualcosa che è rimasto fuori, quindi le spiegazioni possibili sono due: a) faccio programmi troppo impegnativi [:86] b) mi rilasso oltre quanto sarebbe bene fare.. [:31] Boh..
  9. Vorrei proporre un censimento, anche se la parola mi sembra un pò troppo pretestuosa, su tutti qui birrifici italiani che sono sorti e poi scomparsi, soprattutto a cavallo del secolo scorso. Birra Livorno, tanto per citare uno degli esempi più conosciuti (il cui marchio è stato recuperato) di queste realtà che non esistono più.
  10. Ti quoto pienamente, i miei viaggi migliori li ho fatti girovagando in auto senza sapere dove avrei dormito la notte. E lo so, tre giorni sono tanti, ma se vuoi che la vacanza sia anche rilassante i tempi si dilatano in modo spaventoso e ti ritrovi molto velocemente al momento in cui sali le scalette dell'aereo in direzione di casa. Tour de force più recente, Istanbul, l'ultimo giorno ogni muscolo gridava pietà .. [:83] Bruxelles non è il Belgio, come Roma non è l'Italia, tant'è che sto già pensando ad un'altra puntatina, magari già in autunno, per visitare la parte rurale e poi su fino al mare, che effettivamente un pò ci è mancata.
  11. [quote]Nico ha scritto: Se per motivi tuoi, vuoi usare un combustibile liquido, allora è deciso....... Altrimenti, un fornellone qualsiasi a GPL oppure un piano cottura molto economico a metano svolgono un lavoro migliore. Ti faccio notare che i fuochi sono da 2500 kcal/h, cioè 2.9 kW (la corona gas medio-piccola della cucina....): mi sembrano un pò piccoli per una pentola da 40 l....... Vedi tu. [/quote] Quoto Nico In aggiunta quello a GPL costa un quarto e ha una potenza doppia :D
  12. Il rispetto della temperatura è fondamentale per ottenere un buon prodotto, devi quindi operare nel giusto intervallo. Puoi aspettare di avere in casa le condizioni ottimali di utilizzo del lievito, come fa quella parte di utenti che non usa una camera di fermentazione, in altrenativa trovare un altro luogo che le abbia, come faccio io che birrifico in cantina durante l'estate. Per quanto riguarda il cattivo odore... direi che è aroma di birra.
  13. Non crearti più problemi di quelli che già ci sono, credo sia la prima cosa da fare. In ogni stanza della casa, salvo casi particolari, lo sbalzo di temperatura nell'arco della giornata non è così ampio da pregiudicare la fermentazione. Quindi basta trovare quella che ha la temperatura adeguata ai tuoi scopi e provare, il risultato non sarà mai terribile come ti immagini adesso.
  14. Birra, cibo & musica in Toscana, con un concorso per homebrewers di cui però, per ora, non si vede traccia. [url]http://www.birbiena.it/[/url]
  15. Non temo gli spammer non ti preoccupare. [:189] Il viaggio è andato benissimo, siamo tornati lunedì e io non vedo l'ora di ritornarvi. La nostra visita si è tenuta ad un livello squisitamente commerciale, ma dato che si trattava della prima volta in Belgio ci siamo comportati come turisti comuni. Bruxelles è bella la conoscete tutti più o meno bene, molti dicono che non merita tre giorni di visita, ma secondo me si sbagliano, le cose da vedere sono tante il tempo sempre troppo poco. Durante questa breve visita siamo fortuitamente incappati nella Jazz maraton, evento che si tiene l'ultimo fine settimana di maggio e che ha allietato il nostro girovagare in città e nei locali.[:272] [:266] Abbiamo ''visitato'' i luoghi più famosi del buon bere cittadino: A la Mort Subite, Poechenellekelder(almeno tre volte), Delirium Tremens, Fin de sèicle, Le Cirio... e altre mete obbligate. [:278] Purtroppo abbiamo saltato la visita da cantillon, ma davvero non ne abbiamo trovato il tempo. Per quanto riguarda le birre ci siamo tenuti sul classico, Rochefort 8, Ciney blonde, Westmalle dubbel e triple, Carolus triple, Brugse zot, Duchesse de Bourgogne, Hercule stout, St Feuillien blonde e altre di cui adesso non ricordo. Unici due nei nelle nostre scelte, Mort Subite Xtreme Framboise (che non ho preso io) e la Geuze Boon 2007-2008 (che mi ha confermato, qualora ce ne fosse stato bisogno che il gusto acido di queste birre proprio non lo tollero).
  16. A me non sembra fioretta, quindi ti direi di stare tranquillo, lo spero anche per me visto che la mia ultima creazione tuttora in fermentazione sembra una copia sputata della tua. Se poi facciamo un raffronto con una vera fioretta, direi che non ha niente a che spartire. [url]http://img223.imageshack.us/img223/1160/fiorettaee8.jpg[/url] [:15]
  17. Prova a dare un'occhiata a quest'articolo, il PDF contiene la spiegazione per realizzarlo comprensiva di schema elettrico. [url]http://www.treehugger.com/files/2005/07/man_retrofits_f.php[/url]
  18. Domani si parte, alle ore 11:00 metterò piede sul sacro suolo belga. L'unica cosa certa è che non patirò la sete... [:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255][:255]
  19. Posso dirti che non sei l'unico che ha avuto questa idea ed alcuni, la hanno già messa in pratica, relegando l'attività del birrificio alle ore libere dal lavoro ufficiale. Non so quanto renda, nè tantomeno SE renda, ma da qui a dire che non è fattibile ci corre, ovviamente la riuscita dipende da diversi fattori e da quanto sei disposto ad esporti, però direi che se decidi di affidarti ad un piccolo impianto, comprato d'occasione o autocostruito e inoltre possiedi il fondo nel quale produci, riduci i rischi di rimessa. Per quanto l'attività possa essere part-time ricordati però che i costi fissi cmq rimangono e sommando le varie spese, devi produrne di birra perchè questa possa rendere. Inoltre la birra non va solo prodotta, ma anche venduta ed anche questo non è un elemento da sottovalutare. Se deciderai di provarci non ignorare il fattore tecnico, ovvero la conoscenza nella conduzione di un impianto, che per quanto piccolo e semplicistico ha metodologie diverse da quelle tipiche dell'homebrewing. Per questo potresti rivolgerti ad altri micro, che potrebbero darti dritte sulla produzione. Spero di non averti spaventato troppo. [}:)] In bocca al lupo. :)
  20. Anche a me il sig. maltato ha "elargito" un London Ale III n°1318 non richiesto. Beh che dire... Ha prodotto un'ottima IPA [8D]
  21. Ho aperto la birra incriminata e ho raccolto il residuo che si trovava appiccicato sul collo, ma non sono riuscito a capire di cosa si trattasse, sulle prime mi sembrava fioretta, ma è stato un impulso dettato dalla psicosi (inoltre la birra era ottima e per niente degradata sebbene avesse oltre 1 anno di invecchiamento). Quindi ancora non ho capito ancora cos'è, potrebbero essere accumuli di lievito, dato che ho notato sulla bottiglia una volta vuotata uno strato opaco che la rivestiva internamente fino all'altezza del livello del liquido. [:252] Altro purtroppo non posso dire...[V]
  22. :D......................................................................:D..........................................................................................:D Più che altro la discussione riguardava lo scambio gassoso del mosto, ma ancora la cosa non mi convince del tutto. [:137]
  23. [quote]Temperatura e pressione. Se la pressione aumenta (perchè la bottiglia è tappata.....), la solubilità della CO2 aumenta. Quando stappi la bottiglia, la CO2 lascia lentamente la birra perchè la pressione è divenuta quella atmosferica........... e infatti la birra aperta si sgasa.............;) Vabbè, pure la hoca-hola............. [/quote] è vero, temperatura e pressione, ma considerando che la fermentazione è stata effettuata a pressione costante, questa non ha influenza sulla quantità di CO2 disciolta al momento di effettuare il priming.
  24. Non si smette mai di imparare... :D
  25. Mmmm...[:137] Questa cosa non mi convince, la solubilità della CO2 in acqua è funzione esclusivamente della temperatura, quindi solamente al variare di quest'ultima ci sarà una conseguente variazione della CO2 disciolta. Quindi l'equilibrio gassoso si sposterà in continuazione al variare della temperatura stessa e anche la CO2 che si è liberata dal mosto potrà ritornarvi se le condizioni di temperatura cambieranno comportando un aumento della solubilità . Ovviamente è la mia visione della dinamica della situazione. Correggetemi pure se ho detto una c....a.
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