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pandaaa

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  1. Secondo alcuni homebrewer il cold crash ha un effetto negativo sugli aromi dati dal dry hopping. Che ne pensate? Vi vengono in mente spiegazioni tecniche a riguardo?
  2. Mi è arrivata la notifica di questo video su youtube e mi è venuto in mente questa discussione. Il costo per la versione da 5 galloni è di 600 dollari. Non so se sia acquistabile in Italia, ma non è uno spettacolo? Costa la metà dell'unitank dell'SS ma nn mi pare fatto male. Tiene fino a 15 psi di pressione.
  3. Ciao un informazione. Vorrei costruirmi un fondo filtrante simile, con che diametro dei fori vi siete trovati bene? 1mm, 1.5mm o 2 mm?
  4. Ciao Ciacquetto! Per la verità vorrei provare diverse configurazioni ma appunto, spesso non riesco neanche a partire perché non so dove reperire la materia prima. Se non ricordo male tu hai realizzato diverse cose sul tuo impianto, hai qualche dritta su dove prendere i materiali?
  5. Ciao a tutti! Avrei tante belle idee da realizzare sul mio impiantino, ma proprio non so dove prendere l'acciaio inox per l'uso alimentare 304 o 316. I progetti che ho in mente sono: - Fondo filtrante. In questo caso andrebbero benissimo lastre già forate come quelle in questo topic: - Serpentina inox per HERMS. Servirebbero delle serpentine tipo queste http://www.theelectricbrewery.com/hot-liquor-tank?page=3 diametro 13 mm, spessore 0.5 mm, lunghezza 6-8 metri. Nell'articolo del link sembra che esistano in formato "bobina", da ripiegare eventualmente in base alla forma che si vuole ottenere. - Mescolatore. Basta un tubo da 10mm per l'albero, e un po' di lamiera da 1 mm per le pale. Sapete dove potrei reperire del materiale simile? Io sono di Verona ma mi sposto in tutto il Veneto. Possibile non esisti una ferramenta o negozio che venda un po' di tutto questo a privati? Vanno bene anche negozi online chiaramente. Grazie, Diego
  6. Hai scelto qualcosa infine? Sai che in realtà il fastferment secondo me non è niente male? Sembra progettato molto bene e il materiale mi pare lo stesso dei bidoni mr malt che ho sempre usato.
  7. Impiego sempre troppo tempo per imbottigliare i miei 20 litri. Circa 3 ore per sanitizzazione bottiglie, travaso, riempimento e tappatura. Quanto impiegate voi e quali sono state le accortezze che vi hanno ridotto i tempi in modo significativo? Finalmente avrò la possibilità di attrezzare un'area del garage a questo scopo. Fino ad oggi ho apparecchiato tutto all'occorrenza. Cercavo quindi qualche spunto per rendere tutto il processo più facile e veloce possibile. Grazie
  8. Oggi non ho nulla da fare, perciò mi rispondo da solo, non si sa mai che possa tornare utile a qualche altro utente Alla fine ho risolto montando un riduttore a BASSA pressione, regolabile. Precisamente questo se non ricordo male: https://www.amazon.it/Vigor-Blinky-LP080T26-02A-Regolatore-orizzontale/dp/B00KW91H8S/ref=pd_ybh_a_52?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=Q53A3TSCP149DR8Z8W29 lo lascio regolato quasi al minimo e in questo modo la fiamma risulta potente ma di un'altezza accettabile per metterci sopra una pentola. Mentre prima con il riduttore ad alta pressione la fiamma era molto alta e gialla (sembrava un falò più che un fornello). A quanto ho capito la potenza del fornellone non dipende tanto dalla grandezza del fornello in se, ma è data dalla dimensione dell'ugello posto sul rubinetto che regola quanto gas far uscire. Immagino però che dimensione del fornellone debba supportare la potenza che spara l'ugello. A quanto pare se hai un grande ugello non è corretto avere il riduttore ad alta pressione. Probabilmente perché la portata generale risulterebbe poi eccessiva. Se non ricordo male sul mio nuovo fornellone da 10KW è montato un ugello da 1.5 mm mentre sul precedente da 5 KW (sempre se non ricordo male) ho trovato un ugello da 0.8. Ne ha beneficiato anche la fiamma pilota, che ora è della lunghezza giusta. La fiamma pilota ha comunque anche una regolazione. Non nella portata purtroppo, ma nell'aria. C'è un anellino che crea un'asola e ruotando questo anellino si modifica la carburazione. Come per il fornello principale in pratica, solo che francamene la regolazione sulla fiamma pilota non l'avevo proprio vista (forse perché era tutta aperta). Spero possa essere utile, buon fine settimana!
  9. Per chi è interessato all'argomento sul dimensionamento dell'HERMS ho trovato questo bell'articolo. https://www.brewpi.com/what-is-ideal-herms-coil-length-theory-experiments/ Una considerazione molto banale che si trova alla fine dell'articolo, è che con questo tipo di impianto le rampe di riscaldamento del mash sono più rapide se la temperatura dell'acqua riscaldante in cui passa la serpentina in inox è più alta. Ad esempio se l'acqua nel tino riscaldante (sparge) è a 70 gradi, per innalzare la temperatura nel tino di mash da 52 a 63 il tempo sarà inferiore rispetto ad avere la temperatura nel tino di sparge alla temperatura target di 63. Certo, è una considerazione molto banale e forse anche inutile dato che è molto probabile che la temperatura continui a salire fino a raggiungere la temperatura dell'acqua riscaldante di sparge. ...Tuttavia mi fa venire un'idea. Se lasciassi la temperatura di sparge a 70 gradi e comandassi il riscaldamento del mash facendo circolare il mosto nella serpentina di riscaldamento, mentre invece lo bypassassi nel momento in cui raggiungo la temperatura target, non risolverei il problema delle rampe? Certo, avrei sempre qualche litro di mosto a 70° all'interno della serpentina, tuttavia non dovrebbe essere molto diverso rispetto ad un rims.
  10. Avevo iniziato evitandolo per i tuoi stessi dubbi, poi trovando sempre 1 centimetro di fondo nelle bottiglie e sapore di lievito anche nella birra matura ho cominciato a farlo. Nel mio caso ho notato spesso anche una ripresa dell attività del lievito dopo il travaso. Potrebbe essere positivo se la densità è stabile ad una FG che non ti torna. Anch io quindi voto a favore!
  11. Si tuttavia quella si fa a conversione finita ed immagino sia quindi meno delicata. Se per "fuggire" dal protein rest o dal primo step di saccarificazione ci si mettesse troppo tempo, la cosa potrebbe non essere trascurabile.
  12. Esatto. Sembra che abbinato al fly sparge dia efficienze piuttosto alte, intorno all'80%-85%. Cosa che mi interessa relativamente poco a dire il vero. Diciamo che in generale mi piace l'idea di avere le temperature di mash e di sparge che vanno di pari passo, riscaldando con una sola fonte. Allego uno schemino durante la fase di riscaldamento o mantenimento.
  13. Ciao a tutti. Sono qui per chiedere se qualcuno di voi riuscirebbe a fare una panoramica su come si dovrebbe scegliere il riduttore di pressione per la bombola GPL in base alla tipologia di fornelloni. So che si dividono in 2 tipi, alta e bassa pressione e che per i fornelloni si scelgono quelli ad alta pressione, ma è tutto qui o c'è altro? Ci sono diverse portate o diverse versioni di riduttori ad alta pressione che potrebbero essere adatte ad un tipo di fornellone rispetto ad un altro? Il mio dubbio nasce dal fatto che ho preso un paio di fornelloni da 10 kw con fiamma pilota, ma provando con due diversi riduttori di pressione trovati in garage l'afflusso di gas non mi soddisfa molto. Mi spiego meglio. Le fiamme sono alte 20 cm quando il fornello è al massimo, decisamente troppo per poterci mettere sopra una pentola. Quando le fiamme sono dell'altezza giusta con il rubinetto del fornello al minimo, le fiamme mi sembrano un po' fiacche, arancioni e il fornello non "soffia" tipo cannello come il fornellone che usavo precedentemente da 7,5 kw (di cui purtroppo non ho più il riduttore di pressione). La fiamma pilota risulta piuttosto debole e spesso non riesce ad innescare bene l'accensione generando una controfiamma. Quello che vorrei ottenere è: una fiamma vigorosa ma di un'altezza accettabile per metterci sopra una pentola regolare la quantità di gas in modo che quando il rubinetto del fornellone è al massimo, sia effettivamente al massimo anche per il mio utilizzo, non eccessivo. Una fiamma pilota della lunghezza adeguata. La fiamma pilota non ha ovviamente regolazioni, tuttavia ma ho notato che nelle varie prove di regolazione che ho eseguito è risultata a volte più lunga e azzurra (tipo cannello), altre debole e arancione (tipo accendino). è quindi possibile fare un dimensionamento e trovare quindi il riduttore adeguato per migliorare questi tre punti? Attualmente ho ottenuto il risultato migliore regolando al minimo la valvola del riduttore più piccolo (piccolo in termini di dimensioni perché non sono presenti dati) tra i 2 che avevo sotto mano. Il ferramenta da cui sono andato a chiedere consiglio non sembra saperne molto, si è limitato a mostrarmi cosa generalmente vende e mi ha mostrato un riduttore alta pressione per potenza da 12 kw. Avendo 2 fornelloni da 10, devo trovarne uno da 20 se lo collego alla stessa bombola? A mettermi ulteriore confusione ci ha pensato il rivenditore dei fornelloni che mi ha risposto: "Il riduttore e’ per legge fisso in Italia da tempo, quindi non deve regolare nulla in quanto e’ gia’ tarato, non sono piu’ a norma quelli con la regolazione manuale". Qui devo aver frainteso qualcosa perché a me pare sia tutti ancora regolabili. Insomma, come funzionano e come si scelgono i riduttori di pressione per potenze diverse dai classici 7,5 kw dei fornelloni più comuni? Grazie in anticipo della dritta, meno male che esistono ancora i forum! :-)
  14. Analogamente agli altri sistemi (gas o resistenza) è fattibile gestire la potenza di una piastra ad induzione con sonda + termoregolatore? Sarebbe effettivamente una bella svolta.
  15. Come mai non sei rimasto soddisfatto del gas? Questione di precisione della temperatura o c'era altro? Chiedo perché mi sto addentrando nel classico progetto elettrovalvola + fiamma pilota + termoregolatore ecc... ma il fornellone che ho preso mi da da pensare. Quando apro il gas spesso ho un ritorno di fiamma che non sarebbe gestibile pensando di controllare elettronicamente l'apertura.
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