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Ilbirraiomatto.it

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    Il sito della birra fatta in casa

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  1. Ilbirraiomatto.it

    Primissima produzione

    Vedrai che con la maturazione in bottiglia e con la giusta carbonazione farà il suo figurone...
  2. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    che casino ha fatto sta discussione.... comunque è vero che le spontanee sono particolari! Ci sono birre che se le odori smetti ancora prima di berle... ma in realtà poi si rivelano fantastiche. Le IGA sono una particolarità... perché fondono la cultura enologica a quella brassicola... cioè è una genialata. Poi sono gusti... ma quantomeno da italiano... oltre che per la pizza il vino e gianni morandi, ci conoscono anche per le IGA
  3. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    amico hombrewer la mia idea va dritta come un treno ormai lo avete notato Ma devo dire che voi tenete testa
  4. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    ok grazie per questa lezione di biologia Comunque io rimango fermo sulla mia idea, in quanto è vero che lo stile prevede l'utilizzo di diverse tipologie di lieviti, ma è altrettanto vero che è uno stile di ampie vedute. I brett come sostieni hanno la pelle dura, ed è per questo che quando non inoculi lievito in una fermentazione dove introduci uva non pastorizzata hanno buone probabilità di innesco. La mia teoria per cui le IGA richiedano i brett, ma non sono il solo a sostenerla in quanto prodotta da mastri birrai per professione, si basa sulla complessità particolare che riescono a tirare fuori, nonostante siano difficili da controllare. Per il resto rinnovo l'invito a dire che è giusto sperimentare… In ultimo io non ho citato Barley, ma Perri….
  5. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    Guarda comprendo benissimo la tua risposta che è molto dettagliata. Forse ho espresso male anche io il mio concetto… come fermentazione spontanea, senza peccare di presunzione, non intendo lasciare a qual si voglia genere di lievito, lasciando in bella mostra il mosto. Ma intendo non inoculare il lievito e chiudere il fermentatore lasciando dentro il mosto dell'uva. In questo caso non lascio esposto il mio mosto a qualsiasi cosa si aggiri nell'aria, ma solo ai lieviti presenti sulle bucce dell'uva stessa. Non so se ho reso meglio l'idea del mio pensiero. Anzi ti dirò un'altra cosa, so di gente che ha unito oltre al brett anche i lattici, proprio per disegnare un profilo completamente rivoluzionario, cioè quindi proprio lontano dal classico lievito "domestico". Ma qui ovviamente è un esperimento continuo. Nella BJCP, le due fermentazioni saranno state accomunate, credo io, probabilmente perché i saccaromyces sono più docili e quindi più gestibili, anche se in origine le cose erano differenti. ma ovviamente è un pensiero mio!
  6. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    Guarda se non fossi deciso, non penso che questa discussione si sarebbe protratta così tanto. Sicuramente la potenza del forum è indiscussa… ne escono tante fuori. Il mio pensiero inerente alle IGA, sia per quelle assaggiate che per quelle studiate, è rivolto interamente alla fermentazione spontanea. Per rispondere a @T.Rex so che i brett possono essere anche indotti manualmente, ma si può lasciar fare anche a loro. Non sono fantastorie, ho visto cotte e sperimentato io stesso la potenza di tali procedure, con tutti i pro e i contro del caso. Per rispondere a @Tyrion132, per quanto mi riguarda reputo fondamentale una fermentazione spontanea nella iga, come ho consigliato diversi post fa, perché ritengo che il profilo aromatico abbia un avvicinamento più intimo al vino. Ma vedendo che nella fossa dei leoni c'è chi sostiene idee differenti, è giusto che ognuno sperimenti a modo suo. Una cosa è certa, nello stile IGA l'estro del birraio può far festa, brassando la propria birra come meglio crede.
  7. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    Perché solitamente i brettanomyces vivono sulla buccia della frutta, e visto che anche di frutta stiamo parlando, questi possono fermentare anche il vino oltre che la birra. Se ti riferisci ai difetti acetici, offrono poco controllo essendo lieviti selvaggi, ma non sempre i loro prodotti sono considerati difetti.
  8. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    NIcola Perra è il pioniere dello stile IGA in Italia Sante parole, specie in uno stile così vasto come quello IGA, dove ti lascia libero di ingegnare tra malto, luppolo e lievito. Nonostante le tante parole, il bello di questa birra è che può essere fatta come meglio si crede. Anche con i lieviti della frutta. Sicuramente offre un maggiore controllo con i lieviti della birra, meglio se neutri… però cavolo parliamo dell'unione della birra col vino… un po' di spirito avventuriero con sti lieviti!
  9. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    Guarda ci rinuncio... ci vorrebbe nicola perra. Per fortuna che quando si brassa una iga... si può fare quello che si vuole!
  10. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    I brettanomyces vivono sulla buccia dei frutti... e visto che di uva stiamo parlando, per la fermentazione della IGA sono sufficienti quelli presenti sulla buccia dell'uva che può essere sotto forma di mosto vinaccia o frutta
  11. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    E io vorrei sapere che cosa centra questa domanda....
  12. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    In ogni caso, qui ci si confronta seppure ognuno abbia le proprie idee più o meno decise .. la tua "rinuncia" ad esempio dimostra che hai le tue ferme convinzioni.. e perché no, a volte è un pregio
  13. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    Si ma non dimentichiamo che non è una birra aromatizzata all'uva.... Non stiamo parlando di una fruit... parliamo di una iga.... una birra che lavora con il mosto dell'uva... dimmi che senso avrebbe usare un lievito diverso da quello che fermenta il vino. Perché quando butti dentro un mosto pastorizzato uccidi le colonie di brett presenti nella frutta... per cui avresti una birra aromatizzata al mosto d'uva e non una birra che si lega alla tradizione vinaia come lo stile IGA impone.
  14. Ilbirraiomatto.it

    IGA, parliamone

    Esatto hai ragione, e proprii da qui che nasce l'abilità del birraio nel bilanciare gli ingredienti. Ma è una birra che vuole i brett per essere chiamata iga. Anche l'inventore sardo di questo stile ne ha fatti esperimenti... per cui va sperimentata con ricette di malto unitamente a vari tipi di uva. Lui usava mosto di vino sardo. Comunque bisogna sperimentare questo è chiaro
  15. Ilbirraiomatto.it

    Prima cotta metodo BIAP

    Detta così è un'altra cosa. Così concordo... se poi sigilli in pacchi più piccoli ti dico che fai bene
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