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andrea75

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Everything posted by andrea75

  1. si possono comprare domini a pochi euro l'anno, se è solo questione di licenza per il nome. Se serve un aiuto tecnico, qualcosa si può fare. Se poi serve anche l'aiuto economico, credo che qualche spicciolo tra tutti quanti riusciamo a racimolarlo. Facci solo sapere con un certo anticipo che intenzioni hai: non sei obbligato a restare impelagato con il sito, se vuoi puoi mollare, basta che ci avvisi per tempo.
  2. Io anche faccio sempre tutto da solo e sinceramente non so se avrei voglia di fare i tre tini. Mi piace fare la birra, ma stare tutto il giorno da solo mi scoccerebbe un po'. Lo sbatti maggiore? Per me è pulire!!
  3. Per la differenza sostanziale è lo "sbatti". Con tre tini è più laborioso, ma se trovi una buona compagnia con cui fare birra potrebbe essere piacevole e divertente e magari vi dividete i compiti. Se sei solo... mmm... ti direi di andare con l'AIO.
  4. Io ho l'acufene da più di vent'anni. Il problema non è attualmente risolvibile, ci si può solo fare "l'orecchio", nel senso che ti ci abitui e basta. Lo yoga è fuffa per queste robe qui, non diamo poteri magici a cose che non ce l'hanno. L'alimentazione non c'entra nulla. Quello che si può fare è evitare di ascoltare suoni o rumori ad alto volume. Per il resto armati di pazienza. Poiché l'acufene è un suono abbastanza pulito, quello che pensavo era se fosse possibile riprodurre nell'orecchio un suono simile con stessa frequenza ma fase opposta. In questo modo "in teoria" le due onde si dovrebbero annullare, ma è rimasta solo una teoria, perché soluzioni vere non ne ho trovate.
  5. Ma ci sono passato pure io da San Giorio ieri (domenica)! Dovevo leggere prima il forum.
  6. no, non metterle dentro il mosto. A meno che non le sterilizzi prima e poi le tratti con i guanti quando le metti in congelatore. Ma secondo me rischi lo stesso. Ma con "perde" cosa intendi? Che il tappo non chiude bene oppure che perde lo scarico e ti allaga la casa? Se riesci a usare la vasca e quindi hai il tappo che perde (magari potresti comprarne uno nuovo), prima la riempi, poi quando metti il mosto caldo ci metti anche le bottiglie congelate e tieni aperto il rubinetto a una velocità adeguata. Di bottiglie fredde te ne serviranno parecchie per raffreddare 23 litri di mosto caldo. Un'alternativa potrebbe essere il metodo australiano: finita la cotta metti il tappo e lasci lì. L'indomani travasi nel fermentatore. Non ho mai provato e non so quanto sia rischioso. Prova tu, così ci dici
  7. Ci sarebbe CalcoliamoBirra, che è anche italiano. Io però uso brewonline, così tutte le mie ricette sono online e non devo andarmele a cercare. Si possono anche visionare le ricette altrui.
  8. Innanzitutto la parola "impaziente" devi rimuoverla dal tuo vocabolario birraiolo. Secondo, esami visivi e olfattivi non sono sufficienti per capire se la fermentazione è terminata. Terzo, capita a volte che la fermentazione si blocca per poi ripartire, oppure prosegue molto lentamente. Per questo è sempre consigliabile aspettare , anche se sembra che abbia terminato. Poi magari ha finito per davvero, ma se usi questo metodo ti va bene un po' di volte, ma prima o poi ti trovi la birra supercarbonata, con rischio gushing o addirittura esplosioni di bottiglie nei casi più estremi.
  9. Argomento grattata alla pentola: Io ripeto quello che ho detto prima: chiedi a un chimico.
  10. Devi cercare di fare meno a caso. Innanzitutto devi sapere esattamente quali prodotti usare per pulire pentole e strumenti. Poi, grattando le pentole hai rimosso il film protettivo di ossido di alluminio. A peggiorare le cose abbiamo un liquido acido, caldo e che rimane per un periodo prolungato a contatto con l'alluminio, praticamente la situazione peggiore. E' vero che la birra è debolmente acida, ma io non rischierei. Sinceramente, non so come puoi rimediare, prova a chiedere a un chimico, un esperto dei materiali, perché io in quella pentola non ci butterei più niente di alimentare.
  11. Ma l'hai tolto? Rimettilo e lascia passare due o tre giorni, poi misura di nuovo. Se non si è mossa, allora puoi imbottigliare. Se il gorgogliatore è entrato in contatto con qualcosa, dagli una lavata e rimettilo a posto.
  12. AH, quindi non ha un termostato... allora, io do la mia opinione: io metterei la sonda nel punto più caldo, perché se la metti in mezzo, poi sotto hai temperature troppo alte e succede un pasticcio con il mash. Se si sbaglia meglio sbagliare in difetto.
  13. se vuoi usare l'inkbird mi viene da pensare che la tua pentola per il BIAB sia elettrica e su questi strumenti c'è già una sonda per regolare la temperatura. Forse vuoi migliorare la precisione, ma non sono sicuro che riuscirai nel tuo intento. Se posizioni la sonda in mezzo o peggio in alto, ti troverai comunque del mosto in fondo alla pentola a temperature più alte e così torni allo stesso problema di prima. Io ho verificato l'affidabilità del termostato della mia pentola ed è molto preciso. Poi c'è ovviamente il problema della stratificazione e l'unica soluzione è mescolare.
  14. Ma io ho detto che NON si fa così. Siete voi che travisate, anzi, travAsate le mie parole!
  15. io avevo fatto un ordine su un sito che non dico, i luppoli in offerta erano un po' vecchi, ma ho deciso di rischiare: mi sono arrivati tutti spappolati, erano evidentemente scongelati e ricongelati. Provato a usarli sono serviti a niente. Doveva essere una IPA, invece non si sentiva NIENTE e avevo buttato dentro 70 gr di luppolo in dry hop. Il sito non era Pinta, forse loro sono più seri.
  16. Ciao Andrea e benvenuto. Pure io mi chiamo Andrea e sono un informatico. Le STOUT in fondo non sono così complicate, perché molti difetti si riescono a nascondere coprendoli con quintalate di malti tostati. Certo, non si fa così, ma comunque si può iniziare anche da lì. Un consiglio: insieme allo studio (necessario), inizia a fare qualcosa, magari partendo dai kit, tanto se poi vuoi evolverti si riusa tutto.
  17. Il kit coopers è uno dei più venduti. Vanno molto anche quelli di BirraMia e di Mr.Malt. Assicurati di acquistare un kit con due fermentatori. E la tappatrice è sempre scandalosa, conviene comprarne una verticale in ferramenta, di quelle economiche, con meno di 30 euro sei a posto. La birra inclusa nel kit dipende dal kit, in ogni caso si tratta di birre discrete e facili da fare. Negozi fisici ce n'è pochi, di Roma non so.
  18. domani mattina vedrò cosa fare. Mannaggia a me...
  19. Porca miseriaccia a me, ho fatto una cavolata enorme! Sono un idiota. Ho macinato i grani per la mia prossima birra, volevo fare un'APA, ma ora mi sono accorto che ho scambiato il sacco di Pale con il Carared! Avevo previsto 50% pale e 50% pils come malti base, ma ora mi ritrovo con 50% pils e 50% carared! Sono un imbecille fotonico, non avevo mai fatto una cappella del genere prima. Ormai i grani sono mischiati, non posso più toglierli e non posso aggiungere grani perché sono già al limite per la capienza della mia pentola. Mi devo aspettare che esca fuori un budino? Di buttare tutto non ci penso proprio, piuttosto me la rischio.
  20. Nel BIAB il "problema" è la sacca, con l'All in One hai un tino dentro un altro tino, praticamente non cambia nulla rispetto all'All Grain tradizionale, solo che è molto più pratico.
  21. ma perché non ti prendi un bel frigo e basta?
  22. beh, alla fine l'All in One è un tipo di BIAB, dove il riscaldamento avviene per conduzione e la sacca è sostituita da una cesta metallica.
  23. Come camera di fermentazione io uso uno scomparto di un mobile che ho in taverna: ci sta giusto il fermentatore con il gorgogliatore. Per controllare la temperatura uso l'inkbird, che in molti hanno qua dentro. E' uno strumento semplicissimo: imposti una T min; lui attraverso una sonda misura la temperatura. Se è minore di T min attiva una presa, se è maggiore si spegne. Alla presa ho attaccato un cavo riscaldante per terrari che ho attaccato alle pareti della "camera di fermentazione". La sonda misura la temperatura della camera. Et voilà. Semplice ed efficace. Ma non è l'unica soluzione. Qui bisogna sbattersi un po' per capire come fare. io ad esempio non ho considerato un sistema di refrigerazione. Lo farò prima o poi acquistando un mini frigo usato, ma non ho fretta. Posso fare tutte le Ale, per le lager ci penserò più avanti. Pensa bene se vuoi fare BIAB, c'è una diatriba infinita a riguardo. C'è chi dice che BIAB e tradizionale non fa differenza, chi che l'All Grain classico è meglio levati proprio, chi dice che più o meno è uguale ma la birra con il BIAB non si conserva bene.... sono stati fatti tanti discorsi, alcuni esperimenti, ma una risposta chiara non c'è. Però questo per me già basta. Vuol dire che la differenza, se esiste, è minima. E con il BIAB non solo risparmio soldi (non molti), ma soprattutto tempo e roba in meno da lavare. Un altro vantaggio del BIAB è che posso farlo con una pentola elettrica e questo per me è fondamentale. Primo: posso birrificare dove mi pare: in giardino, in cantina, in garage. Mentre se usi il gas, oltre a dover comprare un bruciatore, non puoi fare birra in un ambiente al chiuso. Un altro vantaggio è che per controllare la temperatura basta impostare il termostato e non tocchi più niente. Con la fiamma libera è molto più complicato. Insomma, i vantaggi del BIAB sono molti, ma tanti preferiscono usare il metodo classico soprattutto perché si porta in bollitura un mosto meno torbido. La diatriba è tutta qua: quanto è dannoso il bollire le farine in sospensione nel mosto, che facendo BIAB necessariamente rimangono. Sulla pulizia della birra a prodotto finito non c'è invece pericolo: le mie birre sono sempre venute limpide, a parte un paio di pasticci, ma lì avevo sbagliato io. Il BIAB classico prevede che non si faccia sparge: si fa scolare la sacca una volta estratta, poi alcuni la strizzano, altri no e via in bollitura. Io lo sparge lo faccio. Qualcuno dice che lo snaturo, che non è più BIAB... va bè. Lo sparge mi fa recuperare qualche punto di efficienza e quindi lo faccio, tanto mi porta via dieci minuti. Ma anche queste sono considerazioni personali.
  24. Ciao Man, io sono un birraiolo abbastanza alle prime armi. Ho iniziato con i kit nel 2013, poi ho avuto un lungo periodo di pausa per ricominciare con l'All Grain BIAB nel 2018. Mi sento ancora un novellino, ma a ogni birra sento di avere imparato qualcosa di nuovo e questo mi dà soddisfazione. Anche io come te sono improntato alla semplicità, ma anche all'economicità. Ho sempre pensato che non avrei ottenuto abbastanza soddisfazione nel farmi una birra da solo se riesco a trovarla più buona della mia spendendo meno. E così ho anche fatto due conti in tasca. Ma non solo, nella vita mi sono abituato a fare tante cose diverse, riuscendo sempre a complicarle all'inverosimile. Ma sono finite tutte in malora quando inevitabilmente mi sono incartato nel delirio che io stesso avevo provocato. A forza di sbatterci la testa, ho imparato che tanta teoria senza la pratica ti confonde il cervello e fa sembrare tutto più complicato di come potrebbe essere. Almeno per un principiante. Con la birrificazione ho scelto una strada differente: ho deciso di iniziare da subito con poco e con cose semplici. La parola d'ordine era semplificare, togliere, togliere e ancora togliere. E poi partire da lì. Dal minimo indispensabile. Anche io come te mi ero studiato in anticipo tutto ciò che occorre sapere per fare la birra, almeno per quanto riguarda il procedimento. Per il resto ci arrivo fra un attimo. Studiare tanto senza mai mettere in pratica è tremendamente complicato; da un lato ti aiuta a fare meno errori, continuando a leggere ripetutamente le operazioni da fare dopo un po' si imparano a memoria, la pianificazione è importante per ridurre gli errori; dall'altra parte però l'inesperienza non ti consente di comprendere le priorità e la gravità degli errori. Detto in poche parole, intendo dire che bisogna prepararsi, ma poi è importante buttarsi e iniziare a fare. Non serve aspettare di essere esperti in teoria. Un famoso allenatore di baseball diceva:"In teoria non c'è differenza tra teoria e pratica, ma in pratica c'è". E questo vale anche nel fare la birra. Puoi studiare tutti i libri del mondo, diventerai un esperto di teoria della birra, ma non saprai ancora fare la birra, perché per saperla fare bisogna farla. Bisogna maneggiare con gli strumenti, sentire l'odore degli ingredienti e vedere come si trasformano. Riconoscere gli errori e i difetti di ciò che si è creato e cercare di migliorarla di volta in volta. Solo dopo molti tentativi si inizierà a fare una birra buona per davvero. Tutto questo discorso è indipendente dalla strumentazione che deciderai di acquistare. Ma quindi si può fare una buona birra con attrezzatura semplice ed economica? SI'. Si riesce a fare una buonissima birra con attrezzatura semplice ed economica? CERTAMENTE. Un impianto costoso e professionale non ti garantirà di per sé di fare una buona birra. Ti permetterà di controllare meglio i processi, di risparmiare un po' di fatica e soprattutto di poter rendere una birra ripetibile. Chi possiede attrezzatura semplice e rudimentale infatti con molta difficoltà riesce ad ottenere volontariamente per due volte lo stesso identico risultato. Chi ha fatto della birrificazione un business ne ha assoluta necessità questo è fuori di dubbio. Chi invece come me e come te vuole fare birra per berla da solo o con gli amici, può farne a meno, consapevole dei compromessi a cui deve scendere. E poi c'è anche un po' di romantica audacia nel non riuscire a prevedere con esattezza come sarà la tua birra. Come ho scritto prima, io faccio birra con il metodo BIAB, ma con alcune personalizzazioni. BIAB significa Brew In A Bag, in pratica si fa tutto con una pentola sola e con una sacca filtrante per il filtraggio delle trebbie. Già questo mi ha permesso di semplificare il processo e di risparmiare soldi. Anche con i tre tini comunque si può lavorare con poco e con poca elettronica, anzi, proprio zero. Ciò che ti serve per iniziare sono tre pentole in acciaio capienti e sarà la spesa più ingente, perché costano, due fermentatori anche di plastica vanno bene, un sistema di raffreddamento che può essere una serpentina in rame o in acciaio (io preferisco la seconda perché così evito la grana dell'ossidazione), un piccolo mulino (ma se vuoi puoi iniziare comprando grani già macinati a un prezzo un po' superiore), un sistema di controllo della temperatura (anche qui si possono trovare soluzioni molto economiche) le materie prime ovviamente e altra roba decisamente economica. Direi che per iniziare se si fa BIAB si può partire investendo 300 euro. un po' di più se farai birra con i tre tini. Parlo della sola attrezzatura. Da lì poi si apre un mondo, puoi comprare quantità abnormi di apparecchi, ammennicoli, tubi, valvole, quello che vuoi. Ci sono persone che hanno speso migliaia di euro per il loro impianto. Bisogna però capire dove si vuole arrivare: è molto facile lasciarsi prendere la mano e acquistare oggetti non perché se ne ha bisogno, ma per sindrome di acquisto compulsivo, Io per esempio non possiedo un sistema di ricircolo del mosto, che è importante per avere una birra migliore e avere un impianto più efficiente. Potrei comprare una pompa, ma mi arrangio e faccio il ricircolo a mano. Potrei comprare delle pale per mescolare il mosto, invece uso le braccia. Inizialmente sollevavo la sacca con i grani esausti a braccia, ma poi ho deciso di usare una carrucola con dieci euro di investimento. Ecco che qui ho migliorato il mio impianto, ma a ragion veduta, misurato sulle MIE esigenze. Io ti consiglio di fare lo stesso: inizia con poco. Facendo birra capirai da solo di cosa avrai bisogno e cosa invece sarà superfluo. Io non faccio la birra migliore del mondo, non sono il migliore qua dentro e so che potrei migliorare l'impianto, ma sai... dopo tanti progetti, tanta teoria, tanta pianificazione ho pensato:"Ma chi se ne frega. Voglio fare la birra con le mie mani, faticare, sporcarmi. E avere il brivido ogni volta che apro una bottiglia per la prima volta dopo una cotta per scoprire come sarà la mia nuova birra". Con questo lungo post spero di essere riuscito a trasmetterti il mio personale punto di vista, che non è l'unico e non è "quello giusto". E' solo il punto di vista di un informatico che non ha più voglia di stare seduto.
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