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Pie11

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Everything posted by Pie11

  1. Il g30 è meglio costruito dei cinesi, è più facile da pulire ed ha un controflusso comodo per raffreddare il mosto. Con il gf hai modo di avere un mosto un filo più pulito nel fermentatore. Il Bluetooth non l'ho mai usato. Lo programmo manualmente e il mash out lo lancio manualmente dopo il test dello iodio. La birra che avrai due sistemi sarà uguale. Se dovessi riprenderlo oggi riprenderei comunque il g30. Ma il bilancio tra qualità e spesa è soggettivo. Se prendi un cinese cura che abbia il controllore nuovo che è più stabile.
  2. Con il w34/70 (per averlo pulito) ho fatto più volte 12° fino agli ultimi 4-5 punti di densità, poi 16°C per una settimana. Poi scendo un grado al giorno fino 2 gradi, e li la lascio almeno 4 settimane. Così mi ha sempre convinto a pieno (a differenza del diamond). Per birre diverse ho usato anche il w34/70 a 18°C costanti. Rimane pulito, ma diverso, più floreale e ricco, ma meno perfettino. A 18 gradi va benissimo per alcune birre francesi. Io mettrei almeno una busta e mezza di lievito idratandolo bene, meglio 2 o 3 se non lo reidrati in acqua prima. È molto meglio se lo reidrati in acqua prima perché la percentuale di cellule che muoiono sarà molto più bassa, del w34/70 non so dirti di quanto. Il fast lager l'ho provato una volta. Non mi ha convinto per niente, non è uscita pulita. Se ho fretta esistono lieviti molto più rapidi.
  3. Il lager malt è il modo in cui gli angli chiamano il pilsner chiaro (tipo extra pale della weyermann). Per il resto concordo con blackbread, la ricetta sembra funzionare.
  4. Una keller è una birra a bassa o alta fermentazione, servita giovane, non filtrata e non molto carbonata. Non è uno stile nel termine americano del termine, ma un modo di intendere la produzione di birra. Un pò come le biere de garde. Il keller era un grosso buco nel terreno (cantina) dove si metteva la birra per poterla bere d'estate a temperatura più fresca di quella ambiente.
  5. La lager più che uno stile di birra è un processo. Tra una biere de mars, una doppelbock e una urquell c'è un abisso... Occhio che un lagering non lo puoi fare a 15 gradi. E se vuoi farlo a 10 gradi ti servono 3 mesi per ripulirla. E a maggio non avrai più 10 gradi. Quindi prevedi modo di raffreddarla. Come possono essere le lager artigianali? Come vuoi tu. Questo è il vero vantaggio: ti fai la birra che vuoi. Delle cugine strette delle lager che mi danno tantissime soddisfazioni sono le biere de garde francesi. Molto maltate, poco luppolate e molto secche.
  6. Ti rispondo solo adesso perché una risposta sintetica avrebbe pochissimo senso. Parto con un digressione storica sul termine grisette, perché penso che possa aiutare a capire. All'inizio del 1800 le grisette erano le giovani donne di campagna che venivano a lavorare a Parigi per emanciparsi. Venivano chiamate cosi' perché indossavano abiti grigi, quelli sbiancati erano troppo costosi. Il termine implicava anche l'accessibilità sessuale della giovane in questione. Poi nel tempo il termine passò a indicare una giovane prostituta di origine campagnola, per poi sparire dall'uso comune. Nelle campagne della vallonia le bottiglie e i boccali di birra sono spesso decorati con disegni di giovani donne di piacevole fattura, non eccessivamente vestite. Si passò probabilmente a chiedere un grisette al posto di chiedere una birra, per la decorazione dei boccali o delle bottiglie. Con il termine grisette si intendeva la birra giovane, quella per dissetare, mentre le birre forti e da stagionare rientravano tra le saison, le biere de garde (come dice il nome) e tra altre birre speciali. Dai racconti dell'epoca, da alcune note trovate e da alcune deduzioni sulla tecnologia di fabbricazione (venivano fatti negli stessi birrifici dove si facevano le saison), sappiamo che erano birre leggere (3-4 gradi) da bere rapidamente, ben attenuate, che un gusto acido era apprezzato e richiesto dalla clientela (in belgio le birre acide hanno una lunga storia), che probabilmente erano poco carbonate (tenute in botte, raramente imbottigliate) e che probabilmente la luppolatura era leggera (acido, amaro e forte gusto del luppolo nella stessa birra raramente vanno bene assieme). In vallonia si utilizzano (storicamente e tutt'ora) assieme al malto di orzo dei cereali non maltati, perché meno costosi e per dare profondità gustativa e corpo. Quali sono le grisette oggi: Stanno tornando alla moda; diversi microbirrifici le propongo d'estate da anni in Belgio e adesso anche qui in Francia. La cosa comune tra loro è un colore paglierino, una gradazione poco alcolica (tra i 4 e 5 gradi), un gusto acido marcato una carbonazione non pesante (per il belgio). Ne esiste una commerciale abbastanza famosa, fatta da st feuillien. non la trovo straordinaria; manca di bevibilità ed è un po' chimica e slegata. Credo che sia acidificata aggiungendo acido ascorbico a fine produzione. Ne ho bevute di migliori, sia in bottiglia che in birrificio. Quindi quello che stai per fare è per me una saison ben ciccia e con un aroma un po' violento, niente a che vedere con una grisette. l'm29 è un lievito molto ruvido, ti consigliere m31 o be134. Come temperatura parti abbastanza basso (21-23°C) per poi salire, altrimenti fai una zuppa di fenoli. Altro lievito che potrebbe andare bene è il wb06, anche se sarà meno secca nel finale. Per me ci sono troppi ibu, e non metterei luppolo negli ultimi 15 minuti. le saison una dose di aroma e di luppolo importante, ma sono birre da stagionare ed oggi non sono più molto acide. Nelle poche saison acide che esistono, il luppolo è molto meno presente. I 7 ml di acido sono troppi se l'obbiettivo è correggere il ph dell'ammostamento, probabilmente finirai l'ammostamento sotto ph 5.0 e li sentirai come aroma. se devi correggere il ph in modo cosi' importante perché la sorgente del tuo comune è in una cava di travertino, meglio pensare ad altri metodi per abbattere l'alcalinità. (ebollizione, filtrazione, acido fosforico, ...) Se i 7ml sono per acidificare la birra sono decisamente pochi e li metterei a fine fermentazione. Troppi malti e cereali, se c'è qualcosa che va storto non ne capirai nulla. mi limiterei a un pils più un altro (al primo tentativo). Leva il protein rest. In una birra del genre proteine servono tutte nel bicchiere. Il mash a 65 in aio rischia di durarti più di un'ora. Io un piccolo passaggio a 68-70 di 10-15 minuti lo farei. Altrimenti test dello iodio indispensabile. Con tutti quei fiocchi è impossibile valutare a occhio la conversione. Occhio ai fiocchi in aio. A me danno dievrsi problemi, mescola ogni tanto il cestello. Farei meno litri. 25 per un esperimento su di un genere dimenticato e strano sono davvero tanti. quando faccio birre simili di solito toglo pochi litri da una birra e li faccio fermentare a parte. li lo farei partendo da un mosto di una pils o di una wit, e poi lo diluirei e lo fermenterei differentemente dal resto, partendo su 3-4 litri. tando da assaggiarla io (e qualche amico per averne un ritorno indipendente), e per vedere quando da il meglio invecchiando. Non ho una grande esperienza in birre acide. Ho fatto qualche prova acidificando nel bicchiere e ho brettato un paio di volte pochi litri. Gli esperimenti fatti da amici di fermentazioni doppie (acida + bollitura + normale) hanno portato a fermentazioni piantate. quelli fatti miscelando lieviti non sono mai stati soddisfacenti (o troppo acide o poco acide o slegate); probabilmente richiedono decine di test per trovare il buon momento di inoculo e il buon metodo di ferementazione (temperatura, ossigeno, scelta dei lieviti). Dei buoni risultati li ho assaggiati solo su birre fatte con blend tra fermentazioni diverse prima della fine della fermentazione.
  7. Telegram non è un social, è un sistema di messaggistica. Niente a che vedere con il faccialibro o insagram. Lo usa mia mamma che è del 1945.
  8. E che centra questo con una grisette? Hai una birra in testa?
  9. Ho quello che serve per imbottigliare o mettere in keg in contropressione "casa". La vera contropressione che si fa sulle linee di imbottigliamento è un'altra cosa: si usa la pompa a vuoto per aspirare. Ho fatto le prove usando l'asta cinese e il normale sifone. E provando a riempire il keg di co2 e a riempirlo dall'alto e chiuderlo sulla schiuma. A livello casalingo poi puoi lasciare pochissimo spazio sul collo, minimizzando il potenziale problema dell'aria residua (se imbottigli a "caldo" la birra riempe il collo di schiuma e il problema non sussiste). Alla bevuta ho preferito la bottiglia al keg. Non ho notato differenza tra chiudere sulla schiuma e mettere co2. Considera che le lattine non possono essere chiuse in contropressione, e alcune delle migliori birre luppolate (es verdant) sono vendute solo in lattina. Un buon processo di imbottigliamento con autosifone e asta, imbottigliando "a caldo" e tappando sulla schiuma (che protegge dall'ossidazione) da gli stessi risultati. Per provare a migliorare sulle basse e sulle luppolate ho preso un unitank da 20l e da 50€ e una valvola per fare lo spunding da 20€. In questo modo l'ossidazione da cold crash diventa impossibile (se la pressione è sufficiente, 1.1 bar bastano) e mi evito anche di dover ricarbonare, con problemi annessi e connessi. Un secondo modo di evitare problemi di ossidazione nel imbottigliamento è di rimettere lievito in forma (cbc o altro secondo la birra). Sarà lui a mangiarsi l'ossigeno disciolto nella birra. Come imbottigliare a caldo intendo a 1-2°C in più della temperatura massima di fermentazione. Questo porta tre vantaggi. il primo è che la birra fa schiuma e la schiuma la protegge dall'ossidazione. Il secondo è che la quantità di co2 disciolta è facilmente determinabile, e il rischio di errori di priming (specie dopo lagherizzazioni lunghe) è ridotto. Il terzo è che nel caso di pochi contatti con l'aria, più la birra è calda, meno l'ossigeno è solubile. Riesumendo, per me è presto per pensare alla contropressione, che non necessariamente porta vantaggi ma porta diverse complicazioni e piccoli inconvenienti. Pur avendo l'attrezzatura per farla, non imbottiglio o metto in keg sempre in contropressione. Pensa a sistemare prima il resto, e se poi vedi che ti manca ancora un filo di freschezza alle tue ipa, fai l'investimento. Ci sono cose che giocano molto più della contropressione e dove puoi migliorare facilmente. alcune delle migliori ipa in commercio sono messe in lattina, quindi non sono condizionate in contropressione. Il tutto è la mia limitata opinione, poi fai come vuoi.
  10. Ossidi di più la birra con il cold crash che nell'imbottigliamento (fa condizione di farlo come si deve). Prima di metterti a fare della contropressione (farlocca come nel caso del beergun) penserei ad altro. Ma è solo la mia opinione.
  11. Il vantaggio della titolazione è che servono della soda caustica, una bilancia decentemente precisa, una pipetta, del metil arnancio e un beker e un termometro. Meno di 100€ per tutto. E tra 30 anni funziona ancora tutto senza bisogno di ricalibrare.
  12. Le carine non mi interssano troppo come esperimento scientifico...
  13. La titolazione è semplicissima, è un pò complicata la prima volta, ma poi si fa in un attimo. La scocciatura più grande e lavare e asciugare tutta l'attrezzatura. Lo spettrofotometro (di quelli cinesi) di contro richiede un pò di investimento e di saper fare una misura.
  14. Però sono piacevoli, dai Per le cartine, faccio molta fatica a capircene qualcosa già con le birre chiare. Con le birre scure non ci sono mai riuscito a capircene niente. Se si vuole evitare il phmetro (cosa che capisco): titolazione o spettrofotometro.
  15. Concordo con blackbread. La migliore soluzione per abbassare il ph è aggiungere acido. Personalmente preferisco il fosforico al citrico e al lattico. Però serve un phmetro o qualche altra soluzione per misurare il ph (all'inizio titolavo il mosto). Il phmetro è un (non troppo) piccolo investimento e la cui sonda ha una vita piuttosto breve e va ricalibrato prima di ogni uso. Per l'efficienza, se la ottieni più bassa, abbassala nel calcolo. Magari poi cerca di capire il perché. Macinazione? Rimescolamento delle trebbie? Diluizione mosto? Ph? Completamento conversione? Con il grainfather ho fatto una certa fatica ad avere un efficienza stabile. Ma adesso sono arrivato ad averla stabile. Macinando più fino e rimescolando le trebbie tutti i 10-15 minuti.
  16. Io eliminerei tutti i sali... Userei l'acqua così come è. Per conservare i luppoli basta poco. Una macchinetta sottovuoto dei sacchetti di mylar (ma anche quelli normali vanno bene) e un pò di spazio in freezer... Io ho questa, in versione 2015. https://m.fr.aliexpress.com/item/1005003506580510.html?spm=a2g0n.productlist.0.0.36577tMp7tMpcE&browser_id=75746fd9f6ab42a7a4dfb4ba7e0763ac&aff_trace_key=8faa5be2d7754f738c072803234b73a2-1668588734101-01009-UneMJZVf&aff_platform=msite&m_page_id=pk27gu1olzscavdw185720714b5218a149711aa163&gclid=&pdp_npi=2%40dis!EUR!34.02!14.54!!!!!%4021038edf16726553449745293e3e2f!12000028629024547!sea&curPageLogUid=ub1oCmJRsltR&algo_pvid=5354ab7f-f67e-4948-b323-84f8330dad10 Per poi rendersi conto di quanto era più profumato il fondo del tettnager del 2016 rispetto a quello del 2022.
  17. A 10-12 gradi con il t58 non maturerà gran che... meglio sopra i 18.
  18. Concordo totalmente, pensaci tra un mese. Se sarà piatta e dolce mettici del cbc. Poi alcuni lieviti belga fanno fatica a ricarbonare. Personalmente preferisco rimettere lievito se non faccio carbonazione forzata.
  19. Facci sapere... se il forum sopravviverà
  20. Per un fermentatore da 10hl (6-7hl di cotta) il birrificio qui vicino usa un gruppo da 0.7kw elettrici e 3kw termici. Siamo ben al di la di un frigo. E penso che la fermentazione da vino sia ben più esoterma di quella della birra. Concordo al 100% con il consiglio di Enzo: Senti polsinelli
  21. Vuole dire che c'è qualcosa che sfiata da qualchr parte. Non dare troppo peso al gorgogliatore. Se trovi da dove perde tappalo. Fidati solo della densità.
  22. Ciao, Qui c'è gente come me che si deverte con 10-20 litri di mosto, forse arriva a 40. 600 sono una cosa ben diversa. L'unico aiuto che ti posso dare è sul metodo. Pensa quanto devi raffeddare il mosto (potenza) e parti da li per dimensionare.
  23. Tra il t58 (che è un lievito ottimo in stile leffe) e il wlp500 (che penso sia il lievito di chimay di 40-50 anni fa, l'attuale coltivato dal fondo di bottiglia è più secco, speziato e meno fruttato) c'è un abisso. Tra il wlp800 e l'm84 cambia pochissimo... ammesso che cambi qualcosa. Anch'io ho preso il wlp800 e me ne sono tenuto un pò dello starter in freezer. Ma differenza non ne ho viste, ma faccio fatica a vedere grosse differenze alla degustazione tra i lieviti lager. Per me il vero vantaggio dello starter è quello. Farsi qualche fiala di riserva per riutilizzarlo negli anni a venire. Con il wlp530 ho fatto 11 cotte con una confezione. Mi ha insegnato tantissimo su come gestire il lievito, e sulla necessità di contare le cellule vive per non inoculare a caso. Una cosa che cambia tanto nel sapore della birra è la condizione del lievito all'inoculo. Con i secchi si tende a inoculare di più, a ossigenare di meno e a metterli nella birra che sono ancora mezzi addormentati. Quindi si ottengono birre molto più pulite. Se i secchi li si usa come i liquidi, soprattutto dove gli si vuole fare esprimere una firma alla fermentazione, meglio trattarli in modo tale. Più si ossigena, più si replica (generando esteri e fenoli che produce in questo momento) più aumenta il lag time, più va abbassato il tasso di inoculo.
  24. L'ultimo che ho fatto, wlp800, l'ho fatto a 21 gradi. A 12 gradi ci metteresti ben più tempo. La maggior parte dei lieviti da "bassa" fermentano benissimo a temperature più alte senza fare nessun disastro.
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