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Bitter

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  1. Buongiorno cari amici, vi scrivo perchè ieri al primo assaggio della mia Irish Red Ale... sono rimasto spiazzato!! Andiamo per gradi... La mia rossa in E+G ha fermentato 15 giorni a 17-18 °C con Wyeast 1084 (con un travaso intermedio). Imbottigliata e lasciata a 20 °C per altri 15 giorni. Ieri prima di portare le bimbe al fresco, per verificare l'avvenuta carbonazione, ho aperto una bottiglia da 0.5 Lt riempita per meno della metà( ...l'ultima birra rimasta nel fermentatore). La CO2 si è formata, il gusto è buono, ma... che puzza di zolfo!!! 2 settimane prima la birra profumava di caramello!! Cosa può essere successo? Potrebbe dipendere dal fatto che quella bottiglia conteneva più aria che birra? E' la prima volta che mi succede in tanti anni... sono un po' preoccupato... Grazie a tutti
  2. Avete ragione, non avevo pensato alla possibilità di "bastonarli" per bene... prima o poi mi prenderò questo benedetto mulino! Cosa ci posso fare con questo chilo di orzo tostato? Il pane? Il caffè? Buttarlo mi scoccia proprio...
  3. Sì è vero ... economicamente non è una gran perdita... Quindi anche se non maltato le perdite di qualità sono le medesime dei malti classici?
  4. Buongiorno cari colleghi, vi chiedo un vostro parere... Ho acquistato 1 Kg di Dingemans Roasted Barley decorticato (non maltato) già macinato per produrre una stout in E+G... Per cause di forza maggiore purtroppo dovrò rimandare la cotta a settembre... Secondo voi si conserverà fino ad allora? So che il malto macinato si conserva poco... Mi chiedevo se il Roasted Barley non essendo maltato si poteva conservare un po' più a lungo... Grazie mille ragazzi!
  5. Grazie mille... Insomma da quello che ho capito, basta accertarsi di non ossigenare troppo più che cercare di non ossigenare affatto!
  6. Grazie Tyrion, era la conclusione a cui ero giunto anch'io... ossigenare fino a un certo punto è inevitabile...
  7. Buongiorno Birrai, sono anni che vi seguo dietro le quinte... e devo ringraziarvi di cuore per tutta la passione che ci mettete! Ho davvero imparato molto seguendo i consigli di Conco, Tyrion132, Dani, Trappist_forever e tutti gli altri... Ora ho finalmente vinto la timidezza per chiedervi di aiutarmi a togliermi un dubbio che mi attanaglia da tempo: La possibilità di ossidare il mosto caldo! Spesso ho letto (qui e sui libri) che quando il mosto è caldo non va ossigenato perchè particolarmente soggetto a ossidazione. Questo però va in contrasto con diverse procedure di produzione, ovvero: - Se risciaquo i grani speciali, inevitabilmente ossigeno il mosto. - Quando aggiungo acqua all'infuso dei grani, inevitabilmente "splashio" e ossigeno. - Quando aggiungo l'estratto secco al mosto, appena sorge la bollitura, devo mescolare per evitare grumi, e inevitabilmente ossigeno (si forma anche una bella schiumetta). - Idem quando faccio il late addiction - Se facessi un whirpool a caldo credo che ossigenerei parecchio... - Quando, per raffreddare il mosto caldo, aggiungo acqua fredda inserisco ossigeno nel mosto. Come posso evitare di ossigenare il mosto caldo in tutte queste fasi? Io lo trovo inevitabile... Mi chiedo: - forse prima della bollitura il rischio è minimo? Visto che poi molto ossigeno se ne uscirà in bollendo? - forse mentre sciolgo l'estratto, ancora non si può parlare di mosto (visto che in realtà non è ancora completo)? Voi come vi comportate i tutte le fasi descritte sopra per non ossigenare il mosto caldo? Grazie di cuore per il vostro aiuto!