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Rume87

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    Milano

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  1. Il Nottingham della lallemand è un lievito per alta fermentazione ma adattabile anche a basse fermentazioni... range di temperatura dai 10 gradi ai 23 gradi.. Personalmente non l’ho mai utilizzato a basse temperature quindi non conosco i risulta.. ma visto il tuo caso potrebbe essere una valida alternativa... poi come t è già stato detto la cosa migliore sarebbe comunque una fascia riscaldante per ora e poi una camera di fermentazione per poter controllare al meglio le temperature di ogni lievito... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  2. La birra alle castagne è stata sempre un mio pallino.. ci ho provato per diversi anni ma non sono mai riuscito a tirare fuori il sapore di castagne... Solo una volta, quando ormai avevo perso ogni speranza ho provato ad aprire una bottiglia verso marzo/aprile... e giuro che sembrava di mangiare una caldarrosta anziché bere una birra... tutte le bottiglie rimaste avevano un fortissimo sapore di castagna... una birra fatta verso settembre/ottobre e lasciata fino a marzo/aprile... Purtroppo mi erano avanzate solo poche bottiglie di quella cotta... da quella volta ho cercato di replicare la cosa facendo tutto nella stessa maniera ma niente.... mai il minimo sentore di castagna anche lasciando invecchiare per tanto tempo... non so cosa ho fatto di diverso quella volta la... se solo riuscissi a capirlo! Comunque questo è per dirti che non è detto che se non sa di castagna ora vuol dire che l’esperimento non è riuscito... magari con la maturazione qualcosa cambia... ti consiglio di tenere 2/3 bottiglie da parte e farle maturare/invecchiare a lungo e vedere cs succede... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  3. Rume87

    Chiarificanti

    Salve a tutti! Non ho mai utilizzato chiarificanti e ne volevo provare qualcuno per vedere i risultati. Chi di voi ha esperienza e ne ha provati diversi saprebbe darmi qualche consiglio? Sul sito di pinta ne ho visti diversi, in particolare il “PROTAFLOC”, “SPINDASOL”, “POLYGEL BH” ed ovviamente il più famoso “IRISH MOSS” Qualcuno li ha provati? Pareri? Grazie! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  4. Se utilizzi un bidone del cioccolato direi che dovresti stare molto attento alla sua pulizia.. ma se lo hai preso da dove lavori deduco tu lavori in un azienda alimentare, quindi credo avrai a disposizione prodotti molto buoni per la detersione e sanificazione e che il tutto sia stato fatto molto bene... ora venendo alla tua domanda... Lo spazio vuoto non dovrebbe rappresentare un problema... quello spazio verrà pian piano riempito di CO2 durante la fermentazione... alcuni birrifici utilizzano anche tank aperti per la fermentazione.. più spazio di cosi non credo si possa avere.. Ciò che cambia di solito è il risultato finale.. far fermentare 5L o 10L o 25L nello stesso fermentatore la stessa birra potrebbe portare ad avere risultati leggermente diversi... questo per via delle condizioni di lavoro del lievito... fare 20L di una birra e farne 1000L della stessa per esempio pur facendo tutto esattamente nello stesso modo avrai risultati diversi per vari fattori.. come la temperatura del tank... in 20L la temperatura sarà sicuramente più omogenea che nei 1000L dove la sonda legge solo in un punto... fermentare in verticale o orizzontale cambia la pressione interna che la birra stessa esercita sul lievito e li mette in condizioni diverse ecc... Ovviamente se si parla di 10/20L la differenza è poca quasi impercettibile direi quindi nn dovrebbe cambiare nulla... ma se si parlasse di grossi litraggi allora la tua domanda avrebbe una risposta diversa... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  5. Rume87

    Spillatore

    In effetti non capivo se eri interessato all’acquisto o alla produzione... Comunque per farla breve i keykeg sono molto utili la dove si ha un impianto di spillatura lontano dalla cella dove si tengono i fusti.. Questo perché avendo una tubazione più lunga la pressione di spinta che bisogna applicare alla birra deve essere maggiore e quindi si rischia di sovracarbonare la birra stessa.. Le celle per norma di legge devono essere a 4 gradi quindi a quella temperatura per non sovracarbonare bisognerebbe tenere la pressione di CO2 a circa 0,6/0,7 bar per avere nella birra circa 4,5g/L di CO2... ma con quella pressione se appunto la linea è lunga non riesce ad arrivare e quindi si è costretti a tirare su la pressione a molto di più... 1/1,5bar... a quella pressione ed a 4 gradi nella birra dopo un giorno o due si avranno dai 6 ai 7 g/L di CO2 facendo diventare la spillatura molto ostica per via della schiuma ed avendo anche una birra non al top per via della troppa CO2 disciolta... Con i keykeg questo non avviene proprio perché essendo la birra all’interno del sacco e quindi non a contatto con la CO2 la carbonazione rimarrebbe costante ed immutata come quella dell’infustamento... Il keykeg ha questo vantaggio oltre al risparmio sul gas di spinta, perché basterebbe un compressore e non dovresti acquistare CO2 alimentare ed in più avresti una birra più stabile dal punto di vista della carbonazione... di contro invece ha il fatto che la birra in quei fusti costa decisamente di più... Se hai un impianto di spillatura dove i fusti sono vicino alle spine e quindi puoi tenere le pressioni basse o hai un consumo di birra tale da non lasciare lo stesso fusto attaccato per più di un giorno l’opzione con l’utilizzo del fusto classico è una valida scelta e penso anche un buon risparmio... in più credo che avresti anche una più ampia scelta sul tipo di birra perchè non tutti i produttori mettono a disposizione i keykeg.. Comunque come ti è stato detto prima questo è un forum di obbisti... qua potrai trovare solo consigli e pareri... anche ottimi... ma per fattori di vero e proprio business sarebbe meglio chiedere a qualche professionista fidato del settore che per la tua attività è di sicuro meglio... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  6. Rume87

    Spillatore

    A prescindere dal fatto che sia o meno il posto giusto per postarla... non si capisce bene la domanda.. cosa chiedi in particolare? La CO2 non si usa per raffreddare ma per “spingere” la birra fuori dal fusto senza ossidarla... i keykeg sono fusti monouso in plastica con all’interno un sacco... la birra viene messa all’interno del sacco in modo che il gas di “spinta” non vada a contatto con essa, in questo modo si può utilizzare della semplice aria compressa per spillarla... Ma il raffreddamento deve comunque essere fatto a prescindere da che gas usi se vuoi la birra fredda... Se posti il link di quello che hai trovato sicuramente sarà più chiaro.. Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  7. Aspetta che finisce la fermentazione... compra con tranquillità la bussola che ti serve per i tuoi tappi... poi aggiungi zucchero ed imbottiglia... al massimo puoi aggiungere un po’ di lievito come si fa nelle birre ad alto grado alcolico perchè in quel caso i lieviti già presenti sono “stanchi” è non riescono a rifermentare bene... non è esattamente il tuo caso questo ma facendoli rifermentare una terza volta magari non saranno comunque al massimo della forma e quindi un aiuto potrebbe essere utile... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  8. Sicuramente i lieviti si mettono a lavoro in 6 ore... ma se non puoi fare altrimenti penso sia l’unica cosa che tu possa fare... 6 ore è sicuramente meglio che farlo domani... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  9. Prima trovi il pezzo ed imbottigli meglio è... altrimenti rischi di avere una birra piatta... Così su due piedi l’unica cosa che mi viene in mente è di mettere il fermentatore in frigo a 4 gradi in modo da non far partire la fermentazione per poi imbottigliare e mettere le bottiglie a 20 gradi per riattivare i lieviti... ma aspetta anche qualche consiglio da qualcun’altra che magari si è già trovato nella tua stessa situazione... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  10. No no scusa ho lasciato intendere che non lo utilizzassi più ma in realtà ne faccio ancora uso... Certo non è l’unico prodotto che utilizzo però... ci sono anche altri prodotti validi in base all’utilizzo che ne devi fare... per esempio per fare una batteriostatica è preferibile l’utilizzo del percitrico (detta anche acqua ossigenata acida) che ha funzioni analoghe a quelle per peracetico ma più blande e molto più delicato sulle guarnizioni ed evita così di rovinarle... Un altro prodotto utile per la sanificazione è l’acool isopropilico... ottimo per sanificare piani di lavoro e piccole attrezzature come forbici bustine di lievito tappi ecc... si utilizza in uno spruzzino agisce in pochi minuti e non necessita di risciacquo perché evapora... Tutti prodotti validi ed utili ma non indispensabili... la base della sanificazione, quella profonda viene comunque fatta con l’acido peracetico che fra tutti è sicuramente quello con il più alto potere sanificate... Per utilizzarlo però ti consiglio delle precauzioni come guanti ma soprattutto occhiali... alla concentrazione che lo utilizzi te anche se dovesse finirti sulle mani non ti succederebbe nulla, al massimo avresti le mani un po’ più secche... ma se invece dovesse finirti qualche goccia nell’occhio brucerebbe davvero tanto anche se a quelle concentrazioni una goccia non comprometterebbe la vista... ma siccome si parla di sostanze chimiche molto aggressive, l’uso di occhiali e guanti è davvero d’obbligo sempre direi!! Ad alte concentrazioni anche la maschera bisognerebbe avere perchè il peracetico ha un odore davvero pungente! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  11. Non ho capito se quello che hai lo diluisci al 2% o se quello che prendi è già al 2%... Io prendevo quello al 15% ed andava diluito allo 0,2%-0,5% Tempo di contato 30 min Temperatura ambiente max 30 gradi... oltre questa temperatura l’ossigeno all’interno del peracetico si libererebbe troppo velocemente con il rischio di perdere le sue proprietà sanificanti... Facendo due conti se quello che acquisti è al 2% vorrebbe dire che è 7,5 volte più diluito di quello che prendevo io... quindi il dosaggio min-max sarebbe 1,5%-3,75% quindi anche utilizzandolo puro il tuo sarebbe ok... Per quanto riguarda il risciacquo invece la procedura corretta è risciacquare... non perchè sia nocivo... in acqua si dissocia in acido acetico e acqua ossigenata per poi dissociarsi ancora in acqua, ossigeno ed anidride carbonica... il rischio è quello di ossidazione per via dell’ossigeno... Se si usa a basse concentrazioni e non sei sicuro dell’acqua che utilizzi per il risciacquo potresti anche non risciacquare e far scolare bene... Per gli oggetti fai attenzione perché è molto ossidante quindi se non utilizzi inox rovina i materiali e mangia le guarnizioni Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  12. Tenerlo nella soluzione di calibrazione è un grosso errore... ad ogni utilizzo andrebbe pulito con l’apposita soluzione è messo nella sua soluzione di mantenimento... Io ne avevo uno è lo tenevo esattamente come facevi tu ed avevo chiamato l’assistenza che appunto mi aveva detto di non tenerlo mai nelle soluzioni di calibrazione... Ne ho acquistato un altro insieme a dei flaconi di calibrazione + soluzioni di pulizia + soluzione di mantenimento Sono tre anni che ad ogni utilizzo lo metto nella sua soluzione ed è perfetto.. lo calibro qualche volta giusto per scrupolo ma potrei anche non farlo perchè le misurazioni sono sempre precise.. Temo che l’elettrodo sia andato da quanto mi hai detto ma quando avevo chiamato mi avevano consigliato una procedura da provare come ultima spiaggia... È la seguente: Lasciare il phmetro dentro la soluzione di pulizia per 1h Sciacquare ed immergere nella soluzione di mantenimento per 30 min Sciacquare bene poi immergerlo ripetutamente per qualche secondo prima in ph7 poi in ph4 in modo che la sonda abbia degli sbalzi e si riattivi.. Sciacquare e mettere per altri 30 min in mantenimento e poi procedere alla calibratura... Se anche così non si riesce a calibrare allora l’elettrodo è da sostituire... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  13. Come hai conservato l’elettrodo? Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  14. Rume87

    Libri da acquistare

    Altri libri ottimi direi che sono: “Gli ingredienti della birra” In particolare quello che tratta l’acqua (di John Palmer e Colin Kaminski) e quella che tratta il lievito di Chris white è jamil zainasheff) Questi due sono davvero ottimi! Quelli invece che trattano gli altri due ingredienti, malto e luppolo, io li ritengo interessanti ma non necessariamente utili per birrificare. Un altro buon libro è “la birra perfetta” (di Gordon strong) parla di molti concetti già conosciuti da molti homebrewer e ne approfondisce alcuni e si possono trovare ottime curiosità su vari processi... Poi, come ti è già stato consigliato, anche i volumi de “le birre del Belgio” sono molto interessanti e per un amante del genere diventano un must C’è un altro libro che ho letto dove non viene trattato la birrificazione in particolare ma la fermentazione in generale.. parla di ogni tipo di fermentazione... io lo consiglierei a qualcuno che ha già letto tutti i precedenti per approfondire un po’ l’argomento, si tratta di “il mondo della fermentazione” (di sandor ellix Katz) Ed infine ma non per importanza (ma per costo davvero elevato direi) c’è il famoso “manuale del birraio pratico” che costa davvero tanto ma si può dire che racchiude un po’ quasi tutti i libri de “gli ingredienti della birra” è ne approfondisce i concetti, Io l’ho ricevuto in regalo da degli amici e ti posso dire che è un testo molto utile e completo ma anche molto tecnico, forse troppo tecnico per un semplice homebrewer che per il suo livello può approfondire molti concetti in maniera magari più superficiale su altri testi più economici e su internet con qualche ricerca... Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  15. Rume87

    Regolamento forum

    Perfetto grazie! Mi sono dato una piccola rinfrescata [emoji16] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
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