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sampei

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  1. travaso effettuato nel fine settimana e luppolo inserito libero senza hop bag intanto torno a ragionare su come precedere tra 5 giorni il congelatore a pozzetto, pur avendo la zona bassa non utilizzabile per metà a causa di un rientro della "zona motore", riesce a contenere tutto il fermentatore da 32 litri... però molto probabilmente non il gorgogliatore... se lo tolgo, consigliate di tappare in qualche modo il buco??? (boh... tipo con carta trasparente da cucina... o non saprei) però quello che mi servirebbe capire è come comportarmi con i tempi perché è un congelatore per il quale non posso aumentare la temperatura infatti lascerei in quello scomparto a fianco al vano del compressore della roba alimentare surgelata che non riesco a trasferire nel freezer del frigo... essendo quindi una temperatura ben al di sotto di quella da istruzioni (in teoria almeno 20 gradi sotto zero contro i 4/6 gradi per 24 ore) come potrei comportarmi? faccio un 6 o 8 ore al massimo? altra questione, le temperature così basse di un congelatore tradizionale (credo almeno 20 gradi sotto zero) possono avere conseguenze sul fermentatore in plastica e su alcune sue componenti (tipo rubinetto e guarnizione)? o meglio evitare casini e lasciar stare questa pseudo winterizzazione spinta e tornare all'altra idea? cioè filtrare con la calza hop bag messa al tubo cristal? ora le pareti son già belle zozze del deposito del luppolo e mi sorge spontanea un'ultima domanda... per portare il fermentatore in cucina, sollevare e mettere nel pozzetto... e poi risollevare e togliere dal congelatore... sicuramente smuoverò parecchio... che ne dite se faccio un travaso in più oltre a quello fatto dopo la winterizzazione veloce subito prima del priming? cioè lo farei prima di spostarlo da dove si trova in questo momento, travaso nel fermentatore pulito porto in cucina faccio la winterizzazione e poi ritravaso, faccio priming e imbottiglio? inutile sbattimento o può avere un suo perché un travaso extra per pulire dal grosso del luppolo? comunque questo kit poca spesa tanta resa, almeno in termini "didattici"... prima volta che utilizzo del luppolo e prima volta per quella che dovrebbe essere una sorta di winterizzazione veloce... sempre se mi date il via libera per l'inserimento del fermentatore in plastica e del mosto a meno 20 gradi
  2. ahah avevo giusto dato una lettura veloce e tutti quei commenti lusinghieri XD allora vorrà dire che metterò una vera vagonata di luppolo, almeno profumerà ... no, scherzu per il sacchettino avevo letto che con i pellet non aiuta poi molto... grazie per la conferma al massimo, come dicevo, lo uso all'ultimo travaso usandolo come filtro al tubo cristal... per il congelatore adesso valuto, perché mi sorge pure il dubbio che nella parte in fondo c'è spazio ma accanto si trova un rientro perché c'è il vano motore e quindi, non avendo tutta la base disponibile sul fondo, forse poi non riesco neanche a chiudere lo sportello del congelatore... prezzone ok, vada per il luppolo libero grazie curioso della modifica, poi esponi pure se ti va io comunque già tra oggi o più probabilmente domani faccio il primo travaso
  3. ciao, dopo i primi kit dello scorso anno (gran cru, triple, christmas e poi gallia sempre della brewferm fatta verso novembre) torno con piacere a sperimentare... ancora con i kit per svariati motivi (anche logistici) comunque le prime 3 brewferm sono state molto positive e anche i giudizi tra i degustatori è stato positivo, in particolare per la birra di natale... a breve stapperemo anche la prima gallia ancora a riposar e credo sia ottima per il periodo primaverile/estivo a questo giro mi è capitato tra le mani un kit baladin open amber, non sparatemi perché non l'ho pagato quella cifra XD dai scherzo, non conosco e non giudico... certo, mi avete messo un po' sul "pessimismo allegro" leggendo una discussione del forum non proprio positiva domenica scorsa ho preparato il mosto e tra domani e domenica avrei intenzione di effettuare il primo travaso in breve è un kit con due latte (in totale 3kg) di estratto, del luppolo in pellets, e lievito safale us-05 con aggiunta di 500grammi di zucchero come da istruzioni del kit la fermentazione è ovviamente partita e ancora oggi gorgoglia per bene a intervalli regolari, temperatura ambiente costante tra 19 e 20,5 gradi bene, al primo travaso è previsto l'inserimento del luppolo in pellets (che servirebbe per donare profumo e aromi, non l'amaro... son promosso? XD) non sono preoccupato per eventuali contaminazioni per svariati motivi descritti nel materiale di studio (il luppolo è lui stesso una sorta di anti batterico e anche la presenza dell'alcool ormai diminuisce sensibilmente i rischi, ahah "quelle saggesse"...) l'unica è eventualmente far bollire il sacchettino se lo si utilizza nel dry hopping e, leggendo, metterci un peso tipo un bicchiere di vetro (anche se forse questo vale più per altri formati di luppolo)... però anche qui da altri è sconsigliato perché comunque per il luppolo in pellets non è così utile, anzi... e poi tanto andrebbe ben strizzato anche il sacchettino e tanto vale... le istruzioni prevederebbero di buttarlo dentro al primo travaso e alla fine un facoltativo crash cooling a 5 gradi che non penso di fare... anche se ho un freezer a pozzetto già utilizzato come secondo congelatore domestico (potrei svuotarlo e riempire all'inverosimile il freezer del frigo), però ho paura di fare troppi casini (sollevare il fermentatore pieno dentro un congelatore stando attento al rubinetto e anche alle temperature che sono ben sotto i 5 gradi previsti) e sforzi fisici a causa di una cadutina in bici da corsa a fine estate con sublussazione della spalla (e se prima mi lamentavo della faticaccia ad usare la tappatrice...) e gamba che per due mesi non dava segnali proprio positivi... fisioterapia fino a dicembre e a novembre già quando ho ricominciato i primi passi decenti il primo pensiero è stato... facciamo la galliaaaa in quella vostra discussione dite che 25g di luppolo sono una "vagonata" esagerata quindi cosa consigliate? come idea, non frutto del mio sacco, ci sarebbe quella di buttare il luppolo in pellets libero e felice e poi quella di cercare di "pulire" il mosto all'ultimo travaso utilizzando ora sì il sacchetto del dry hopping come filtro al tubo cristal (sacchetto sempre fatto bollire 10 minuti) oppure consigliate comunque il sacchetto per il luppolo con un peso dentro al mosto o addirittura consigliate di mettere il luppolo libero e azzardare l'inserimento del fermentatore di plastica nel congelatore a pozzetto per tot tempo ad una temperatura che è comunque sotto zero e non a quei 5 gradi delle istruzioni? come sempre, grazie per i vostri consigli c'era qualcos'altro che volevo chiedervi però ora non ricordo... e vabbé se torna quel flash of genius poi lo aggiungo in un seguente messaggio
  4. grazie giad, quindi da me su contatore domestico non andrebbe bene @silentman13: quello da te linkato mi stuzzica non poco in questi giorni ho letto diverse informazioni (quel sito dell'utente del video di youtube contiene diversi articoli ben fatti) e, secondo me, si coniuga bene alle tue esigenze (di spazi) e alle tue competenze (essendo appassionato di elettronica non avrai problemi a seguire diverse modifiche già sperimentate e, perché no, a provarne di nuove) io, quando ho trovato che vendono pure l'apposita sacca da biab, ho sbavato un pochettino... certo, poi anche con l'all grain classico dovrebbe essere ancora meglio... ma forse qui diventa leggermente più complicata in termini di modifiche da fare se prima escludevo soluzioni elettriche simili (anche per il prezzo di quelli più conosciuti e di marca), questo prodotto invece lo terrò in considerazione mi pare di capire che le modifiche "semplici" da fare siano due: pompa per il ricircolo e un prolungamento in altezza (tramite una tortiera regolabile) per fare dei buchi per inserire il tubo e la sonda senza dover bucare la pentola... poi il top sarebbe seguire le modifiche per il corretto controllo e mantenimento della temperatura (il termostato del klarstein non è assolutamente affidabile e soprattutto secondo alcuni utenti lo scarto non è neanche costante...), però qui chissà se io sono in grado... quindi diversi lati positivi: prezzo di vendita del prodotto per i consumi, sempre così leggendo in giro, stimavano 1,50 euro a cotta bollitura vigorosa (che per chi ha problemi di spazio, è difficilmente replicabile sui fornelli di casa) l'unico aspetto negativo che mi viene in mente in questo momento, riguarda ovviamente la capacità di produzione: leggendo parlano mediamente di 19 litri in biab e 23 in ag classico (vabbé, non è che io mi sarei discostato poi tanto da questi litraggi finali avendo fermentatori da 30/32 litri complessivi... e immagino anche te sempre per motivi di spazio) inizialmente diversi prodotti avevano problemi, però la situazione sembra migliorata: qui indicavano problemi alle resistenze, perdite (in alcuni casi risolvibili sostituendo la guarnizione al rubinetto perché c'è un particolare del foro all'interno della pentola che spesso taglia o rovina la guarnizione...) poi se trovi altri prodotti indicali pure, che mi sembra veramente interessante per chi come me cerca qualcosa per iniziare... sempre spulciando online ho visto altri prodotti simili cinesi però erano su alibaba (non vendono un singolo pezzo e la questione commerciale diventa ben più complessa: spese di dogana, in caso di problemi col prodotto non hai certo un partner come la klarstein....) e pensare che io, come avevo scritto in questa discussione, avevo proprio escluso prodotti elettrici... grazie
  5. io certo non posso dare opinioni, però seguo con interesse intanto linko il sito del produttore: http://www.klarstein.it/Piccoli-Elettrodomestici/Cucina-divertente/Beerfest-Caldaia-Birra-Artigianale-2585W-30l-Acciaio-Inox.html e un pdf (tedesco e inglese), qualche foto degli interni: http://bda.klarstein.com/de/10028505.pdf io di questa marca ho una'impastatrice casalinga... buon rapporto qualità -prezzo (soprattutto però per il prezzo) googlando, qualche discussione in italiano la trovi (anche qui indicano il termostato non preciso e una serie di alcuni problemi, però sempre risolti dal venditore/produttore)
  6. esatto, anche in alcune recenti cucine esistono fornelli così e so che servono pentole particolari per fornelli ad induzione con google sto leggendo anche di pentoloni birra e fornelli ad induzione e, se ho capito bene, esistono anche degli "adattatori" cioè delle basi da mettere tra fornello e pentola comunque, sempre da quello che leggo, il problema sono le pentole in alluminio... io ho i fornelli tradizionali a gas (e pure con le doppie corone, secondo le caratteristiche i due più potenti sono rispettivamente da 3,6 e 4,1) però ho un problema enorme di spazi (questi fornelli grandi a doppia corona sono entrambi posizionati esternamente sul piano cottura con 2 conseguenze: il ristretto spazio di appoggio della pentola ed i mobili superiori a fianco della cappa che riducono l'altezza disponibile per le pentole posizionate su questi fornelli laterali...) altro aspetto da considerare per queste piastre elettriche non è tanto il consumo (leggo anche io che sono molto efficienti e quindi a livello di costi siamo lì) quanto l'assorbimento, il contatore domestico è da 3kw (o 3,3 non ricordo...), io ad esempio ho un forno semiprofessionale per pizzare e quando lo utilizzo devo sempre stare attento a spegnere cose superflue (avendo frigo con congelatore, un secondo congelatore a pozzetto, con questo forno da 2,5kw devo andarci piano con altre cose accese nello stesso istante)
  7. ciao giad, grazie io il garage l'ho escluso per la pericolosità della bombola e per la mancanza di acqua (purtroppo non ho né un rubinetto, né ovviamente uno scarico) la pentola per il fornello a induzione, di quale materiale è fatta? grazie
  8. ciao silentman, considerato che anche io mi sto guardando in giro e sto facendo le mie considerazioni con gli spazi che ho a disposizione, approfitto della tua discussione per chiederti come mai tu sei arrivato ad optare per soluzioni "elettriche"? leggendo la discussione anche io mi trovo in una situazione simile alla tua (spazi limitati in appartamento) ecco volevo quindi capire il perché, anche per evitare che io, dalla mia bassa esperienza, escluda soluzioni che invece potrebbero meglio coniugarsi alle mie esigenze... te lo chiedo perché io sono giunto invece al ragionamento opposto di puntare a soluzione ag da fare sui fornelli da cucina (nonostante gli spazi stretti rispetto ad un fornellone ad hoc...) prendendo in considerazione la tecnica biab nei tuoi pro immagino ci sia anche la parte "smanettona" per la parte informatica ed elettronica che ti permette di pensare a soluzioni che hanno un maggiore controllo sulle varie fasi (da quello che ho letto esempio di controllo e mantenimento delle temperature, di mescolamento automatizzato tramite pompe elettriche, ecc) però io qui mi son fatto calcoli anche di spazi ed anche in questo caso ne servono e per ora avevo appunto escluso soluzioni simili anche per motivi di spazi grazie e ti quoto dicendo che sarebbe utile raccogliere i pro e i contro, però la vedo difficile per svariati motivi: spazi a disposizione, tecniche usate e altro... così immagino che alcuni aspetti positivi o negativi per altri potrebbero non esserlo per forza... io poi più cerco e leggo e più mi incasino l'altro giorno mi son messo a leggere un forum in inglese su tecniche chiamate maxi-biab e mini-biab, però anche qui sul forum trovi ad esempio una discussione su una tecnica di biab che, se ho capito bene, migliora ed avvicina i risultati all'ag classico (se ho capito bene per questioni di minor diluizione dei grani rispetto al biab classico e per il controllo della temperatura e del ph nelle varie fasi per meglio controllare l'attività degli enzimi...)
  9. alla fine ieri ho imbottigliato densità finale: circa 1010 (come da istruzioni di alcuni siti, metre su altri è indicata come pronta già a 1015)
  10. situazione grand cru... e dire che ieri, come avevo scritto, mi ero fatto tutta una certa impressione... con ancora qualche gorgoglio e un pochino di schiuma ancora presente... questa sera ho misurato la densità e, se l'ho presa giusta, è circa meno di 1015 (partiva almeno da circa 1070), in pratica già da imbottigliare ho quindi fatto il travaso nel secondo fermentatore (sanitizzando tutto prima...) e tra due/tre giorni rimisuro e nel caso imbottiglio... certo, non me lo aspettavo proprio con quelle premesse di ieri... possibile che dopo circa 5 giorni sia già pronta con una densità così? la christmas, che partiva con densità più bassa, l'ho imbottigliata a circa 1020 di densità finale dopo 12 giorni abbondanti... ho sbagliato ad utilizzare i nutrimenti wyeast? cioé possono essere loro i responsabili di una fermentazione tumultuosa più efficace e più lunga? (la christmas aveva gorgogliato per due/tre giorni al masismo e poi basta, invece adesso questa grand cru ha gorgogliato 3/4 giorni... per dire, su una discussione trovata con google, leggo che dopo una settimana ad un utente è passata da 1080 a 1040 (che probabilmente sarà un caso anomalo...) però averla dopo 5 giorni già pronta con temperatura esterna di 21, massimo 22 gradi, mi sorprende
  11. grazie ciakislab infatti quello è un punto dei pro che elencavo, detta alla obi wan kenobi la forza del "totale controllo" della birrificazione dell'e+g l'aspetto positivo era poter sperimentare già da subito seguendo il metodo delle due pentole da 8 litri... certo con i contro che hai anche ribadito per il biab concentrato (©Trappist) ho due grandi dubbi... la capienza e la dimensione della pentola e se uno dei fornelli da cucina possa essere sufficiente... vabbé tanto se ne riparlerà dopo l'estate, così avrò il tempo di leggere meglio e saperne qualcosa di più grazie al libro e al materiale online... aggiornamento grand cru rientrato a casa dopo 4 giorni... gorgoglia ancora (invece la christmas a questo punto era già parecchio ferma e, infatti, l'avevo già travasata dopo 5 giorni) questa mi sa che aspetto a travasarla e se continua così farò tipo l'intera prima settimana nel primo fermentatore ora, avendo usato il liveito da kit, non ho idea se sia lui l'indiziato principale di questa differenza (sempre se la brewferm per la christmas e la grand cru utilizzi lieviti diversi... aggiungo che questo tema generico sui lieviti lo devo ancora approfondire a livello teorico)... potrebbe essere stato anche l'utilizzo dei nutrimenti yeast ad aver allungato e modificato la fase "tumultuosa"?
  12. io a questo giro mi son limitato a sfurnà focacce, appena arrivato sabato mattina ero già con le mani ad impastare e incordare... fare quelle classiche, quelle olive, quelle cipolle e varie... comunque avete ragione di non farmi troppe paranoie con i kit, forse è perché già cerco di ragionare con nozioni che forse sono più importanti per gli altri metodi (e qui intendo sempre l'aspetto del raffreddamento rapido del mosto e del fatto di non ossigenare il mosto caldo) però, questi kit, sono utili per prendere la mano con le fasi di sanificazione e preparazione (pur semplificata rispetto agli altri metodi) ad esempio già rispetto alla prima volta ho fatto tutto più velocemente e con più organizzazione e ammetto che penso sempre più, per dopo l'estate considerato che dopo la gran cru farò gli altri due kit (triple e poi gallia), ad un eventuale step successivo continuando a leggere, libro (Bertinotti) e miriadi di robe online, sono sempre indeciso tra e+g concentrato e biab concentrato... come molti, ho il problema delle attrezzature... in particolare, ad esempio, anche i fornelli di casa che non so se per il biab concentrato (trappist rulez) siano sufficienti... PRO dell' E+G CONCENTRATO: - attrezzatura economica e poter già partire posso usare un metodo trovato online dove servono solo due pentoloni (da circa 8 litri) che ho già ... il primo pentolone per metterci gli etti di grani speciali, una sola parte di estratto di malto e le due/tre fasi di luppolatura (l'unico dubbio che mi rimane è l'effetto su un mosto con una densità diversa, a livello teorico ho compreso che l'estrazione dell'amaro varia al variare della densità del mosto) la seconda pentola per far bollire per 15 minuti la restante parte di estratto di malto e una parte di acqua - per raffreddare non mi serve per forza la serpentina essendo i soliti pentoloni-ini e potendo anche diluire inserendo acqua fredda nel mosto tipo come sto già in parte facendo con i kit CONTRO: - i prezzi delle materie prime sono più alte rispetto all'AG (gli estratti di malto dell'e+g costano parecchio, confezioni da 1 kg che sono troppo inutili costano 9 euro, mentre confezioni da 25 kg se non erro superano tranquillamente i 125 euro e 25 kg sono pure tanti per sperimentare eh...) tra estratto di malto secco e liquido (rapporto 1:1,2 circa), anche qui se ho capito bene e non mi dimentico di qualcos'altro, la differenza sostanziale la fa soprattutto lo stile di birra (se vogliamo una chiara, molto meglio l'estratto secco: light o extra light) PRO BIAB concentrato by Trappist: - totale controllo di tutta la fase di birrificazione come negli altri metodi AG - minor tempi e difficoltà - minor costo delle materie prime tra ag e eg - ditemi se ho capito bene, essendo utilizzata una concentrazione minore (circa 3 litri/grani) posso usare una pentola più piccola (certo non quelle da 8 litri che ho, questo è poco ma sicuro) e dovrebbero essere sufficienti i fornelli tradizionali di casa? ragionamento mio: pentola più piccola, fornello tradizionale ok... CONTRO: - spesa attrezzatura (pentolone, serpentina di raffreddamento, macinatore grani ...) - maggior competenza richiesta che attualmente non sento di avere (molte cose che leggo non le capisco in pieno però è anche vero che se non si inizia anche a livello pratico è più difficile comprendere tutto eh...)
  13. interessante la discussione ripescata, grazie attenzione al millefiori, mi è capitato di fare delle piccole degustazioni organizzate e devo dire che (probabilmente lo saprete già e meglio di me...) ha talmente tante varietà e quindi sapori che è un po' riduttivo parlare genericamente di millefiori... un attimo ot... ho assaggiato anche dei mieli "meno conosciuti" (anche probabilmente per produzioni necessariamente ridotte) come di diverse qualità di agrumi, poi di corbezzolo... insomma abbiamo un bel patrimonio in italia anche sotto questo aspetto, anche se molti (io stesso) non conoscono abbastanza questo prodotto... parlo dei mieli "italiani" da supermercato, miscelati con mieli dell'est europa e della cina... (non che sia chissà quale novità ... esempio di formaggi e latte estero...)
  14. ahah pure io pizzo a gogo per passione basse tonde, in teglia, alla pala... poi fucacc liguri, di recco, baresi, farinate... e pure torte vegan XD fino ad un annetto fa, per un periodo, ho anche creato ed utilizzato per un po' il mio lievito naturale homemade... poi però era abbastanza impegnativo starci dietro coi rinfreschi (e anche perché avrei dovuto impastare quasi senza sosta...) e portarmelo dietro pure nelle vacanze lunghe XD tornando alla birra... io comunque sono sicuro di aver letto e probabilmente anche sentito in qualche video, che il mosto bollente non va ossigenato, splashato, ecc... una volta raffreddato poi certo che va ossigenato per bene, anzi anche splasharlo dall'alto più volte è molto indicato... probabile però che, considerate anche le istruzioni brewferm che riportano tranquillamente di versare il mosto bollente direttament nel fermentatore, sia una cosa più per le tecniche più serie (e+g, ag) comunque se mi dite che per i kiti non è così vero dover raffreddare il mosto prima di rovesciarlo nel fermentatore, mi fido mi pare comunque di capire che, di sicuro, non è sbagliato raffreddare il mosto in kit come ho fatto... a questo giro (kit grand cru) ho poi aggiunto acqua fredda direttamente nella pentola dopo che avevo inizialmente abbassato come al solito la temperatura a bagnomaria di almeno una trentina di gradi, così ho ridotto sensibilmente i tempi complessivi di raffreddamento rispetto alla scorsa volta (e così, molto probabilmente, ho consumato anche meno acqua per raffreddare) tra l'altro, spulciando in giro, mi sono imbattutto in una tecnica che sicuramente conoscete... io non ne sapevo ancora nulla... un metodo australiano di lasciare il mosto caldo anche un giorno a raffreddare a temperatura ambiente... e io che mi facevo mille paranoie vabbé prendetela più come una battuta, non ho approfondito più di tanto questa tecnica e quindi non so se va bene per qualsiasi stile... poi, sicuramente, approfondirò meglio... densità iniziale della grand cru: almeno 1070 (solita schiumetta ad infastidire) vs 1075 previsti per il lievito (oggetto di alcuni ultimi messaggi), io ho reidratato come al solito e anzi ho aggiunto una puntina di nutrienti wyeast e poi molto meno di mezzo cucchiaino nel mosto nel fermentatore (mi sono basato anche in questo caso ad indicazioni trovate sul web)... li ho messi anche perché li avevo comprati per provare l'idromele, poi però ho preso un lievito da vino che già viene venduto con la sua bustina di nutrienti... e quindi, per ora, utilizzerò questo tubetto di nutrienti già con i kit per la birra...
  15. rigrazio tutti io parlavo della fase immediatamente successiva al riscaldamento (o leggera bollitura) del mosto in kit, scaldato a bagnomaria e versato nell'acqua bollente (3-5 litri, con la christmas che è da 7 litri totali, io in questa fase ne ho messi solo 3 litri) assieme agli eventuali zuccheri, malti... (nella christmas zero zuccheri in questa fase) il mio dubbio (e mi scuso se non sono stato chiarissimo e se ho tratto in confusione alcuni utenti) nasce dal fatto che in diversi posti ho letto di non ossigenare il mosto subito dopo averlo tolto dal fuoco... quindi, prima di muoverlo/mescolarlo e ossigenarlo, farlo raffreddare il più velocemente possibile poi invece ho trovato che si potrebbe anche versare direttamente acqua fredda nel mosto caldo appena tolto dal fuoco, il che risolverebbe i miei tempi lunghi di raffreddamente ma dall'altra parte, come sottolineava Pippo, avevo letto del possibile stress termico @Pippo&C: figurati, certo che puoi... anzi, grazie dei consigli per la christmas, ho già tenuto scritto delle mini schede quasi giorno per giorno... però non le ho qui in questo momento per il raffreddamento avevo anche usato 3 blocchi di plastica congelati che si usano ad esempio in campeggio da inserire nei contenitori termici... però, cavoli se ce ne ha messo di tempo a raffreddarsi... l'acqua del rubinetto non l'ho tenuta continuamente aperta, però ogni tot controllavo ed aprivo (con il fatto che aggiungendo acqua fredda automaticamente l'acqua più "calda" in superficie usciva dalla griglia alta del lavello)... proverò ad aggiungere altri ghiacci o ad aggiungere più spesso acqua fredda nel lavandino... o al limite, dopo averla inizialmente raffreddata a bagnomaria, aggiungere acqua fredda direttamente in pentola (in questo modo essendo il mosto ad una temperatura più bassa, ipotizzo sui 60 gradi, si ridurrebbe anche lo shock termico rispetto ad aggiungere acqua fredda appena tolto il mosto dal fuoco) per il sistema di controllo della fermentazione avevo visto sia la fascia riscaldante (ma non è attualmente il mio problema), sia alcune tecniche homemade di scatole di fermentazione con bottiglie di ghiaccio (però anche in questo caso, per ora avendo 22 gradi circa, direi che sono a posto... certo potrebbe essere utile per fare la seconda fermentazione nel secondo fermentatore a temperature più basse come suggerivi... però, in questo caso, avrei paura non tanto di ridurre troppo la temperatura di questa fase ma di provocare maggiori sbalzi di temperatura tra un cambio di bottiglie ghiacciate ed il successivo)
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