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  1. Si plastica! Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  2. Non fa una piega! A questi punti però, senza stare a stravolgere troppo la mia routine produttiva, dato che dovrò acquistare lievito e lattobacilli, mi prendo un fermentatore nuovo e dedico uno di quelli vecchi allo scopo che lavorano ormai da oltre due anni! Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  3. Ma dite che con il fermentatore pieno fino all'oro di acqua e un bel po' di varichina c'è rischio di portarsi dietro i latto?!
  4. Chiedo venia per la sezione sbagliata ma non avevo notato... Piccola problematica tecnica. Io raffreddo con controflusso e quindi devo travasare il mosto dalla pentola in un fermentatore anche perché la pentola non mi entra nella camera di fermentazione per mantenere la temperatura necessaria per i Lattobacilli. Quindi travaso con raffreddamento ed inoculo poi 30/35°C fino a raggiungimento pH e poi procedo con bollitura. A questi punti però mi chiedo... il fermentatore sarà irrimediabilmente compromesso oppure una bella bagna di acqua e candeggina sistema tutto? P.S.: lievito neutro può essere US05 oppure meglio un German Ale? Grazie. Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  5. E vada di maschietto anche se preferisco le femminucce! Ho cercato un po' in giro ma non ho fatto che aumentare i miei dubbi... Cerco di tirare le fila ditemi se sparo cazzate: Grist molto semplice con frumento e pils 60% 40% luppolo in amaro quanto basta per restare nello stile e fino a qui tutto nella norma. Bollitura classica con 15 minuti di coriandolo (il sale meglio a fine fermentazione per evitare problematiche alla stessa). Per quanto riguarda la fermentazione ho più di qualche dubbio; ho letto di chi separa le due fermentazioni dividendo il mosto e poi fa un blend fino a raggiungere l'acidità desiderata ma è una soluzione più scomoda. Altrimenti sul sito di Birramia ho trovato questo; dopo un mash classico raffreddare fino a 30-35°C ed inoculare i lattobacilli. Dopo 24h di fermentazione procedere con la bollitura (per evitare contaminazioni future), whirpool, raffreddamento ed inoculo del lievito (German Ale?) Che dite?
  6. Ciao a tutti! Ultimamente ho frequentato alcuni corsi (degustazione, difetti etc) per arricchire il mio bagaglio culturale in ambito birrario. Ho avuto modo di assaggiare e, da amante dei sapori forti decisi e "particolari" (non solo parlando di birre), apprezzare stili come Gòse appunto, Lambic e birre acide più in generale con fermentazioni più o meno spontanee. Ritenendo praticamente impossibile riprodurre una Lambic in ambito casalingo (almeno per quanto mi riguarda) ritenevo più "abbordabile" una Gòse che alla fine comunque è una alta fermentazione con aggiunta di Lattobacilli. Vorrei sapere, da chi ha più esperienza e cotte sulle spalle di me, quale è il giusto procedimento per tentare di realizzarne una decente (e magari anche una ricettina), senza però utilizzare malto acido ma inoculando direttamente Lattobacilli nel mosto... Grazie!!!
  7. Aggiorno il post descrivendo il metodo utilizzato... Ho usato gelatina in fogli, di quella che si trova al supermercato per intendersi, nella dose di 0,25 gr/L prima ammorbidita in acqua fredda per circa 60 minuti poi sciolta in circa 300mL di acqua scaldata a 65°C. (non andate troppo oltre altrimenti il rischio è che la gelatina perda di efficacia) Appena dissolta la gelatina ho subito immesso tutto dentro al fermentatore senza aspettare che la temperatura si abbassasse e mescolato tutto dolcemente per un minuto. Nei prossimi giorni posterò qualche foto della birra imbottigliata ed i risultati all'assaggio per valutare i risultati del Priming. Ciao a tutti!!!
  8. Vero! Il solo utilizzo di un prodotto di origine animale nel processo la rende No Vegan a prescindere dal fatto che poi ne rimanga o meno traccia! Visto che é diventato anche un post di grammatica... attenti al congiuntivo! [emoji4] Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  9. Ottimo!!! Ti ringrazio. Mi sembrava di aver letto che la "colla" si legasse principalmente a proteine e polifenoli risparmiando i lieviti ma un po' di strizza c'è sempre... Anche perché dover se dovessi aggiungere altro lievito il gioco non varrebbe la candela! GRAZIE!
  10. Sperando di non usare termini inopportuni e/o inadeguati () aggiorno questo post, se a qualcuno potesse interessare. Dopo 10 giorni a 4°C, di cui 5 con gelatina, non per scelta ma, più che altro, per esigenze dettate dalla quotidianità, ho provveduto ad effettuare un travaso pre-imbottigliamento. La birra non mostrava nessun segno di Chill Haze. Sul fondo vi era uno strato sottile ma compatto precipitato, verosimilmente, prima del trattamento con gelatina e, sopra di esso, una poltiglia gelatinosa di proteine e schifezze varie non altrettanto compatte ma, comunque, abbastanza stabili sul fondo anche se smosse. Negli ultimi 2 o 3 litri si notavano alcuni agglomerati in sospensione che, sicuramente, mi sarò portato dietro con il travaso. A dire il vero erano veramente pochi, soprattutto in considerazione di quanti invece erano depositati sul fondo ma tali, tuttavia, da dichiarare la birra non Vegan Friendly. Adesso incrocio le dita nella speranza che, in quella poltiglia, non ci fossero anche "vittime innocenti" e che il Priming proceda, magari lento, ma inesorabile. A presto per altri aggiornamenti.
  11. Nebbia é una licenza poetica; lo trovo più affascinante... per non parlare di foschia Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  12. Riporto i risultati dei test: Gelatina: Ne ho usata forse anche troppa, piano piano aggiusterò il tiro ma devo dire che in 48 ore la birra a 4°C non ha più nessun segno di Chill Haze. Si lega alle proteine, credo, e le fa precipitare creando una coltre sul fondo che sembra quasi neve. Quello della foto é un campione appena uscito da frigo. L'ho lasciato fuori giusto il tempo di eliminare la condensa per apprezzarne la limpidezza. Si legge benissimo tutto ciò che c'è scritto sul barattolo del sale che è dietro. Agar-Agar: Visto che ho alcuni amici vegetariani e vegani ho voluto fare un tentativo anche con questa alternativa vegan friendly. Ho inserito una punta di un cucchiaino ma credo che sia comunque troppa. Infatti ha gelatinizzato la birra... la parte alta però é clamorosamente limpida! Forse non é proprio adatta e, se lo fosse, in dosi omeopatiche! Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  13. Ieri sera ho deciso di fare un tentativo con la gelatina alimentare in fogli presa al supermercato. Ho prelevato un piccolo campione da 200mL ed ho ritagliato una striscia larga 1cm da uno dei fogli. L'ho fatto sciogliere in un po' di acqua calda e l'ho inserito nel campione precedentemente raffreddato in frigo a 4°C. Dopo appena 12 ore il campione é già bello limpido e si nota una bella fondazza che si é portata giù la gelatina... La gelatina usata con moderazione potrebbe creare problemi in fase di priming portandosi dietro troppo lievito? Oppure agisce solo su agglomerati di proteine? Ho letto che viene indicata da molti per eliminare il lievito in sospensione ma, in realtà, il Chill Haze é causato da proteine e tannini quindi si porta via anche quelli... Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
  14. Le beve una mia collega che ho già infamato... comunque ribadisco volentieri!
  15. Il Chill Haze affligge tutte le mie birre, quando più quando meno, ma TUTTE. E' mai possibile? Dico almeno una poteva venire "sana". Ho iniziato a documentarmi ed ho trovato una moltitudine di fattori che possono influire sulla torbidità della birra sia quella "fredda" che quella a "temperatura ambiente"! Principalmente credo di aver capito che la simpatica nebbia è causata da agglomerati di proteine e/o polifenoli che con il freddo si legano tra di loro creando appunto la torbidità. Le proteine si trovano nei malti non ben modificati (oggi molto rari) e io dovrei avere avuto la sfiga di trovare tutti malti poco modificati... Impossibile! Mi sono documentato ed ho visto che anche Pilsner e Munich I che uso spesso hanno un indice di Kolbach che denota malti ben modificati che non necessitano di Protein Rest, per non parlare del Maris Otter. Comunque ho anche fatto Protein Rest di 10 minuti a volte ma senza successo. Temperature troppo alte in Mash Out o Fly Sparge, così come valori di pH troppo elevati, dovrebbero favorire l'estrazione di tannini dai "gusci" del malto ma non ha mai avuto problemi di temperature eccessive ed il pH, misurato con strisce reattive, è sempre stato in un range tra 5 e 5,5 o poco più. Anche i luppoli potrebbero essere incriminati ma ho fatto birre con una sola gittata da amaro e pergiunta lieve e mi sono ritrovato comunque la nebbia. Dopo il Mash il mosto esce sempre bello limpido. Alle volte ho riscontrato torbidi in bollitura ma, spesso, anche dopo il boil il mosto non presenta particolari "difetti". Bolliture vigorose, tolgo il cold break con un colino, uso Irish Moss e raffreddo, dopo una pausa da 20 minuti per il Whirpool, con serpentina in controflusso quindi il mosto arriva istantaneamente ai 20°C o poco più il che dovrebbe favorire il Cold Break e quindi altro trub che si deposita. Faccio travasi e Crash Cooling e a questi punti non saprei proprio che pesci prendere? Allego la foto di una Marzen che ho in cantina in maturazione. Anche lei, imbottigliata a 2°C era torba, non molto ma torba. Adesso è cristallina! Idee?? GRAZIE!!! PS: Per chi volesse infamarmi per la bottiglia trasparente premetto che è un campione per valutare la maturazione della birra nel migliore dei modi e che solitamente la tengo chiusa, al buio, in una scatola.