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Sleipnir

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Posts posted by Sleipnir


  1. @Thor

    Se vuoi "incontrare" gli esserini che fanno di un decotto d'orzo una meravigliosa bevanda, allora penso che una siringa e un puntatore laser possano essere ottime soluzione low cost. Se la cosa non ti basta, puoi sempre comprare microscopi, ce ne sono di diverse tipologie, con differenti risoluzioni e capacità  di ingrandimento (e ovviamente, differenti prezzi).

    Considera, però, che la birra, essendo un alimento, è una matrice molto complessa. Per poter vedere qualcosa sarà  per te necessario diluire la birra al fine di ridurre l'incidenza sull'immagine di residui (vegetali per esempio) che possono compromettere la visione delle bestioline. Nota: se le vedi in moto (salvo casi di MO flagellati, ossia dotati di sistemi motori, ma non è il caso della birra, mi voglio augurare) non è perchè si muovono effettivamente, ma sono in movimento per effetto di vettori interni l'acqua che muovono queste bestioline.

    • Like 1

  2. Grazie a tutti per i vostri interventi.

     

    @salice

    Una certificazione food grade sui materiali non dovrebbe essere così complessa e costosa. Non mi sembra la Iwaki una piccola azienda che fatica nel mercato. Se avessero voluto avrebbero potuto certificare i materiali come food grade. Ecco perchè sono molto titubante.

    Guardate l'ultimo post di questa discussione: http://forum.mr-malt.it/showthread.php?mode=linear&tid=10378&pid=146592


  3. No, non ho assolutamente intenzione di usarla sopra gli 80°C. Sto avendo dei ripensamenti sull'utilizzo in mash al di sotto degli 80°C. Mi fido poco diciamo... Sarà  anche vero che è molto usata, ma se non è food grade rimane una fonte di pericolo. Anche se è vero che il produttore certifica la sua stabilità  fino a 80°C, quindi per qualsiasi utilizzo ne faccia il prodotto non dovrebbe rilasciare nulla in quello che pompa.


  4. Avevo visto qualche tempo fa lo stesso video. Mi piace seguire le idee di quel ragazzo, ha davvero grande inventiva!

    Come potrai vedere dal video, la risoluzione delle immagini è davvero al limite dell'accettabile, sopratutto se il tuo obiettivo è quello di caratterizzare i microorganismi contenuti nel lievito o nella birra.

    Con un microscopio "tradizionale", puoi vedere bene i MO, la risoluzione e la qualità  dell'ingrandimento dipendono poi dalla fascia (e, quindi, dal prezzo) del prodotto che intendi acquistare.

    A parere mio (non sono biologo ma ho studiato, tra i corsi universitari, biologia e parlo per esperienza personale/professionale), la caratterizzazione dei MO avviene non attraverso l'uso di microscopi ma mediante piastramento (o mediante il dna, ma non è il nostro caso).

    Caso studio: ho una matrice alimentare liquida (birra) contenente MO, non so quanti nè quali. Che fare? Il microscopio non mi darebbe queste risposte, potrei vedere nel campione degli esserini in movimento (distinguendone al massimo il regno e la classe). La quantificazione e la caratterizzazione avvengono attraverso il piastramento: utilizzando un opportuno substrato nutreico (il così detto terreno) a seconda di cosa si vuole cercare (ne esistono di generici e di specie-specifici), si inseriscono particolari aliquote (diluizioni note) di campione nei terreni con metodi che tengono in considerazione le caratteristiche metaboliche del MO (aerobio, anaerobio, ...). Portati i campioni in opportune condizione di temperatura per un tot di tempo, si va a osservare la crescita dei MO (che formano colonie), potengo così quantificare (conta delle UFC, unità  formanti colonie) e qualificare i MO (nei terreni selettivi a seconda di come cresce la colonia: colore, forma, ...).

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  5. Grazie per le risposte.

     

    @EnzoR: ho paura che, mettendo la pompa a valle, non riesca a pescare bene e non darebbe i risultati sperati. E' una mia supposizione, confermate o smentite? Cercherò e guarderò i video su Youtube ma ho paura che la pompa serva per creare la pressione adatta all'estrazione degli oli...


  6. Ho acquistato una Iwaki md20 per ricircolo in BIAB. La userei durante la fase di mash e, quindi, starei al di sotto degli 80°C raccomandati dal produttore come limite massimo accettabile.

    Mi chiedo, ma se invece superassi la temperatura raggiungendo i 100°C? Cosa comporterebbe? Ci sarebbero danni per la pompa o, peggio, rischierei il rilascio di sostanze dannose all'organisimo?

    In attesa di una risposta, vi ringrazio e vi auguro una buona serata.

     

    Sleipnir


  7. Grazie per le risposte.

     

    @Dani

    Scambiatore a 20 piastre inox in controflusso.

    Dubito però che possa sfruttare la gravità  ma non vorrei nemmeno rovinare la pompa.

     

    @Commodoro Perry

    L'hopback è essenzialmente un'estrazione degli oli aromatici del luppolo in un ambiente ermetico con repentino raffreddamento del luppolo. Credo che questo significhi che gli oli non vengano dispersi (come avverrebbe in gettata per effetto del vapore) e siano "fissati" nella birra grazie al suo successivo rapido raffreddamento.

     

    Cosa mi dite invece della pompa?


  8. Ma l'isomerizzazione non avviene per prolungato trattamento termico a danno del luppolo (e quindi durante tutto l'arco di tempo dedicato alla bollitura)?

     

    Altro aspetto da sottolineare: da quello che so, l'hopback è usato per aromatizzare e non amaricare la birra. Non a caso, nell'hopback si inseriscono luppoli aromatici a bassa AA%. In questa circostanza, il repentino contatto con il mosto caldo favorirebbe l'estrazione degli oli del luppolo. Questi, volatili, non possono essere dispersi nell'aria (come avverrebbe in bollitura) ma, al contrario, sono trattenuti nel mosto (per effetto del rapido raffreddamento che ne segue).

    Diversamente, nel dryhopping, avviene un'estrazione a freddo degli oli in seguito a prolungato contatto tra la birra e il luppolo: l'alcol, per osmosi, gradualmente estrae gli oli, dispersi in seguito nella birra. La presenza dell'alcol è fondamentale, altrimenti non si avrebbe DH. E', principalmente, per questo motivo che il DH è generalmente fatto durante la seconda fermentazione. In questa maniera l'alcol contenuto nella birra "sanitizza" il luppolo ed estrae gli olil, e l'assenza di fermentazione tumultuosa eviterebbe l'allontanamento delle sostanze aromatiche estratte.

    Stando all'articolo di BYO (presente nel primo post), gli oli estratti con hopback verrebbero in parte persi durante la fermentazione primaria e, parere personale, il trattamento termico, seppur limitato, determina un cambiamento alla struttura (acidica e aromatica) degli oli, dando origine a risultati sensoriali notevolmente differenti rispetto al DH: aromi erbacei e resinosi con il DH e aromi caratteristici di luppolo ma meno marcati e più "ruffiani" nell'hopback.

    Per confermare quanto scritto, mi piacerebbe fare una IPA con solo luppolatura in boil e confrontarla con altre birre fatte con l'aggiunta di hopback/DH. 

     

    Torno, quindi, a una questione per me importante: uso di pompa o no? Come scritto, ho una Iwaki che, stando, al produttore, supporta al massimo gli 80°C. Non intendo rovinare la pompa utilizzandola con liquidi ben più caldi, quindi mi affido a voi e alla vostra esperienza. I volumi da trasportare non sono tantissimi (max 16L) e vorrei capire se posso affidarmi alla forza di gravità  o devo necessariamente dotarmi di una SolarProject (stando al produttore, supporta alte temperature). Grazie.

    In attesa di risposte, vi auguro una buona giornata.

     

    Sleipnir


  9. Sul libro di Daniels, nella parte riguardante il luppolo, è menzionato l'hopback. Da ignorante, mi sono messo in moto per acquisire più informazioni in merito: l'hopback è un contenitore a chiusura ermetica riempito con del luppolo da aroma (in fiori o coni), all'interno del quale viene fatto passare il mosto caldo. Il mosto, proveniente dalla pentola di boil e diretto verso il fermentatore (una volta raffreddato), passando attraverso l'hopback, si carica così degli oli e degli aromi del luppolo, che, volatili, verrebbero altrimenti persi durante la bollitura, anche se questa fosse di breve durata. L'hopback è molto diffuso tra i birrifici e gli homebrewers britannici, dove è spesso usato non tanto per le finalità  aromatiche, quanto per la capacità  filtrante del luppolo e, quindi, per chiarificare la birra. Ovviamente, è possibile combinare i due benefici (aromatizzazione e chiarificazione della birra).

    Leggendo alcuni articoli, l'uso dell'hopback è paragonato al dryhopping (considerandolo in alcuni casi migliore perchè c'è anche la sanitizzazione del luppolo), mentre in altri le due tecniche sono considerate totalmente differenti.

    Per maggiori informazioni, invito a leggere questi articoli:

    http://beersmith.com/blog/2009/11/25/using-a-hop-back-for-homebrewed-beer/

     

    https://byo.com/hops/item/1595-what-is-the-difference-between-dry-hopping-and-using-a-hopback

    Il primo, da uno sguardo generale su cosa è e cosa serve l'hopback. Il secondo, mette in confronto l'hopback con il dryhopping, mettendo in mostra concetti molto interessanti e allineandosi fortemente a favore del dryhopping.

     

    Volendomene costruire uno, ho ricercato spunti per il suo assemblaggio. Esisono siti che vendono hopback pronti ma io preferisco costruirmelo da me. In rete esistono diversi esempi dai quali prendere ispirazione e la sua costruzione sembra molto semplice.

     

    C'è qualcuno che già  usa questo sistema e, se si, come si trova?
    E' possibile usare l'hopback per aromatizzare la birra con i luppoli normalmente aggiunti negli ultimi 15 minuti di bollitura o devo considerarlo come una cosa a parte e, quindi, come un'alternativa del dryhopping?
    E' necessaria una pompa o mi basta sfruttare la gravità ? Se necessito di una pompa, data l'altissima temeratura del mosto, meglio evitare l'uso di Iwaki (appositamente comprata per il ricircolo del mosto in BIAB)?
    In attesa di risposte, vi ringrazio e vi auguro una buona serata...

     

    Sleipnir


  10. Grazie Thor, mi hai dato utilissime informazioni. Sei stato completo e apprezzo molto quanto hai scritto!

    Lorenzo, farei anche io come vorresti fare tu, ad avere lo spazio per farlo però... Condivido quello che hai scritto! Per la maturazione cosa hai intenzione di fare?

    Detto questo, mi sa che non c'è nulla che possa battere il frigorifero usato come camera di fermentazione...

    • Like 1

  11. Adesso mi è chiaro!

    Mi dispiace non spedisca in Italia ma non credo le cose possano cambiare con un gda. Bisogna provare però...

    Prima di prendere la pentola Klarstein mi sono informato anche sulla pentola che hai linkato. àˆ fenomenale, peccato non si trovi qualcuno che la spedisca in Italia.

    Se ci sono aggiornamenti o trovi qualcosa di interessante, per favore condividi in questa discussione. Grazie.


  12. Scusa ma nella mia ignoranza non vedo dove sta il problema... Sicuramente non sarà  performante come un classico frigo ma se lo scopo di quegli aggeggi è raffreddare, può farlo anche se al suo interno si svolgono fenomeni esostermici.

    A quanto può salire la temperatura a causa della fermentazione?


  13. Ne ho presa visione in passato durante la mia ricerca. 

    Non vorrei dire una cavolata ma ricordo non essere proprio così alla mano come prezzo. Credo, inoltre, non siano esportate in italia

    Al momento i link che mi ha dato riguardano uno un prodotto al momento non disponibile e l'altro sembra non esista più la pagina...


  14. Grazie a tutti per i vostri interventi.

    I miei dubbi riguardano l'impossibilità  di inserire nel frigo da campo il fermentatore e il suo sottopotenziamento.

    Leggendo i commenti su Amazon, è possibile abbassare la temperatura di 18°C rispetto alla temperatura ambiente (per intenderci, se fuori ci sono 30°C all'interno della camera ci saranno 12°C). Questo mi permetterebbe di fermentare e maturare la birra anche d'estate. Non male dire...

    L'idea di sfasciare il frigo per utilizzare il sistema raffreddante per una camera di fermentazione auto costruita non mi alletta molto. Mi dispiacerebbe spendere una sessantina di euro solo per il frigo e poi utilizzarne solo una parte. Piuttosto, mi alletta di più l'idea di far diventare il frigo stesso il fermentatore, capace di raffreddarsi e riscaldarsi in maniera autonoma e controllata con l'STC1000. Al frigo farei un buco per il rubinetto e uno per il gorgogliatore e lo modificherei per l'auto-controllo della temperatura. 

    Se per il raffreddamento la cosa può essere fattibile, a patto che l'interno del frigo sia food grade, mi sorgono dubbi sul sistema riscaldante (fermentazione anche in inverno). Esistono frigo che possono raffreddare e riscaldare ma le due opzioni sono switchabili con un pulsantino (quindi, credo, non controllabili con il termostato). Potrei mettere dei cavi riscaldanti, a patto che non rovinino le pareti interne. La mia paura, però, è che questi non possano essere messi in contatto con fluidi ne tanto meno immersi in essi... Cosa ne dite?

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