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Sleipnir

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Posts posted by Sleipnir


  1. Grazie a tutti per le risposte, adesso n so finalmente qualcosa (qualcosina dai)!

    Pensavo a qualcosa del genere. Cosa ne dite? Dove escono i cavi negativi (e quindi, come cablarlo)?

     

    http://www.montalti.it/files/alimentatore-stabilizzato-12v-20a.jpg

     

    L'alimentatore da pc (con apposito ponte) lo uso per altri fini e ho in progetto qualcosa di piu raffinato...

    Vi ringrazio e resto in attesa di una vs risposta. Buona serata.

     

    Sleipnir


  2. Buona notte utenti del forum, non avendo minima formazione e conoscenza in ambito elettronico, chiedo aiuto per capire di più circa un dubbio in ambito autocostruzione.

    Mettiamo che voglia costruirmi con un alimentatore un sistema per alimentare contemporamente 4 utenze (12Ve 5A). Posso utilizzare un alimentatore da 12V con lo stesso alimentare le 4 utenze contemporaneamente o devo procurarmi un alimentatore da 12x4=48Ve 5A? In quest'ultimo caso, posso usare le utenze anche singolarmente senza problemi di sovralimentazione?

    Spero di essere riuscito a spiegarmi bene, considerando che non so nulla di elettronica.

    In attesa di una risposta, vi ringrazio per l'attenzione e vi auguro una buona notte.

     

    Sleipnir


  3. Scusate la mia latenza ma dopo molto tempo ho avuto finalmente l'occasione di riprendere questa discussione.

    Grazie a loziop, ho avuto l'occasione di conoscere Alberto e la sua officina. Gentilissimo, si è reso subito disponibile per il lavoro che gli ho chiesto di fare. Con i soli esempi in alluminio, è stato in grado di replicare in acciaio aisi 304 i pezzi che mi servivano, senza usare il laser per il taglio delle forme. Il risultato è stato ottimo (e anche a un buon prezzo). Con quei pezzi, ho potuto finalmente brasare la mia prima birra e sono contentissimo!

    Se qualcuno della zona avesse bisogno di un fabbro capace e incuriosito dalla domozimurgia, contattatemi pure per messaggio privato che vi darò volentieri i contatti di Alberto.

     

    Sleipnir

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  4. Un grazie a tutti per avermi dato delucidazioni e consigli.

     

    @ciakislab: 10-15 minuti dall'inserimento dei grani penso sia la cosa migliore da fare. Prelevo un po' di mosto, uso il pHmetro e valuto quanto acido lattico aggiungere. Qualche goccia, aspetto 5 minuti e poi controllo nuovamente. La ricetta è al 98% pale e come malto speciale ho un 2% di crystal, non so quanto possa influire all'abbassamento del pH. Comunque, ho creato un foglio di calcolo che mi permette di predire il pH del mosto in funzione dei malti speciali impiegati. Lo userò come riferimento.

     

    @terry: credi possa considerare quella proporzione anche nel mio caso (aggiusto dopo immersione dei grani)? Di certo, per essere la prima cotta, cercherò di farmi un minimo di esperienza provando empiricamente. Poi penso di utilizzare un qualche rapporto ma considero un ottimo spunto quanto mi hai scritto (4mL x 12L, che possono diventare 5mL x 15L?).

     

    Speriamo in bene, sono un po' in ansia per questo. Se toppo con l'efficienza (più alta del previsto) e stracarico il mosto con zuccheri, ho pronto un foglio di calcolo che mi aiuta a definire i litri di acqua da aggiungere.

     

    Nella mia ricetta non sono previsti grani tostati, quindi penso che in questo caso possa aggiustare dopo l'immersione dei grani. Nel caso del protein rest, non dovrebbe essere fatto in caso di utilizzo di grani non maltati? In questo caso un pH dell'acqua basso di partenza dovrebbe aiutarmi a stare nel range ottimale di attività  degli enzimi proteolitici, vero?

     

    @amadeus: ho calcolato male in effetti, meno male che me l'hai fatto notare! Ho preso in considerazione i livelli di un altro stile (e non una British ale): http://www.mondobirra.org/faq8.htm. 75g sono più che sufficienti per avere una buona carbonazione, in linea con lo stile.

    Mettiamo però il caso che voglia brassare una wheat beer. Dai calcoli, dovrei avere (4,5 - 0,88) x 4 x 15 = 217,2g di zucchero. Rischio l'esplosione? Se sì, come ovviare ma restare in stile?

    Come zucchero, posso usare altro (demerara/melassa) per dare toni differenti o non comporterebbe una variazione significativa al sapore della birra?

     

     

    Sono affamato di consigli, avete altro? Grazie.

     

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  5. Grazie a tutti per le risposte, mi state dando un grande supporto!

     

    @Tyrion132: assolutamente integro, non macinato. La cantina non dovrebbe essere umida, anzi!

     

    @megavherr: per la prossima volta, prenderò in seria considerazione il sacchettone da 5kg. Oltre al risparmio, come avevo scritto nel post iniziale, ho pensato di riuscire a fare quattro cotte di fila. In questo caso, il saccone da 25kg mi veniva assai comodo. Come per comodità  ho pensato di dividere il saccone, per ovvie ragioni, in piccole porzioni. Peccato, però, che causa mille altri fattori, non sia riuscito a fare nulla, nella speranza che nel fine settimana possa finalmente brassare la mia prima birra AG.

     

    @terry: hai colto nel segno! Uno dei pensieri è stato proprio quello: oltre a qualcunA che rompe per non avere roba in giro o stoccata a cacchio in cantina, c'era anche un discorso (secondario rispetto al primo :vava: ) di spazio che non potevo permettermi col saccone. Per i costi, hai riassunto in maniera più che veritiera la faccenda...

     

    Sleipnir


  6. Dopo tanta attesa, sabato, forse, potrò fare la mia prima cotta. Questa discussione mi ha aiutato a capire diverse cose (sopratutto errori) e penso di essere, finalmente, pronto a lanciarmi con la produzione casalinga.

    Userò una pentola elettrica da 1800W (mash e boil), controllata con PID Sestos (già  tarato) e con ricircolo mediante pompa Iwaki. Raffreddamento con scambiatore di calore a 20 piastre. Appena possibile metterò anche delle foto dell'impianto.

    La prima cotta BIAB non prevederà  dryhop o l'uso del backhop. Forse in futuro.

    La ricetta è sempre la stessa, riadattata:

     

    English IPA

    Indian Pale Ale - BIAB

     

    V finale 15L

    OG 1060 - FG 1017

    Alc.vol 5,7%

     

    Efficienza 60%

    Attenuazione reale 59%

    Plato 14,8

     

    ECB 21,6

    IBU 60,1

     

    -------------------------------------------------------

     

    V mash 24,1L

     

    Pale 4,9kg

    Crystal 0,1kg

     

    Challenger (pellet, 7,6%AA) - 33,6g x 70min

    Golding (pellet, 5,1%AA) - 16,8g x 15 min

    Golding (pellet, 5,1%AA) - 16,8g x 0 min

     

    --------------------------------------------------------

     

    Mash-in 72°C

    alfa-amilasi 65°C x 60min

    Mash-out 76°C

     

    Boil 70 min

     

    --------------------------------------------------------

     

    Safale US-05 - Reidratazione

    Fermentazione primaria 7gg

    Fermentazione secondaria 7gg

     

    --------------------------------------------------------

     

    Priming 120g zucchero bianco

     

     

    Pensate abbia aggiustato bene la ricetta? Se metto come priming demerara/melassa al posto dello zucchero bianco, cambia qualcosa in termini di sapore?

    Per quanto riguarda il mash-in, porto a 72°C e inserisco i malti. La temperatura dovrebbe abbassarsi e tengo a 65°C per 60min. Per fare il mash-out, alzo la temperatura a 76°C e stacco appena raggiunta o la devo tenere per un tot di tempo? Se sì, per quanto?

     

    In attesa di vs consigli e riscontri, vi ringrazio e saluto

     

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  7. Bhe, diciamo che ho dovuto fare così! Mi sono preso un sabato pomeriggio e mi sono messo li con tanta pazienza a fare sti sacchetti. Poco pratico sicuramente, ma non ho la possibilità  di tenermi in mezzo ai piedi (in appartamento) un sacco pieno di malto. Fatti i sacchettini, li ho stoccati in cantina (ina ina, intendiamoci) e bona.

    Comunque, ringrazio particolarmente Vale per le info tecniche che mi rassicurano.

     

    Sleipnir


  8. Buonasera,

    all'inizio di gennaio di quest'anno, mi sono arrivati i malti da MrMalt: 25kg di pale e 500g di Crystal. Ho subito diviso i 25kg in pacchetti da 500g l'uno, utilizzando sacchetti da sottovuoto. La macchina per il sottovuoto, però, non è riuscita a togliere tutta l'aria e nei sacchetti ne è rimasta un po'. I sacchetti sono stati sigillati a caldo e riposti in scatole di cartone, chiuse con il nastro adesivo. Gli scatoloni sono stati poi riposti in cantina e li sono rimasti fino a quanto, ieri notte, me ne sono ricordato. Il mio obiettivo era fare almeno quattro cotte da inizio anno ma, dati mille impegni, non sono riuscito a farne nemmeno una.

    Ora, sono stato parecchio pirla (potevo almeno conservarli in freezer!) e la mia paura è che i malti possano, in questi mesi, aver contratto una contaminazione da muffe con conseguente produzione di micotossine. Credete che mi stia facendo solo problemi inutili o devo controllare, magari con valutazioni, visive la presenza di muffe che, sporulando, possano aver prodotto il metabolita epatotossico?

    In attesa di vs risposte, vi ringrazio e vi auguro una buona serata.

     

    Sleipnir


  9. Tutto chiaro, grazie Tyron132.

    Diciamo che i concetti elencati mi erano già  chiari in partenza. L'uso del termine efficienza anche per gli zuccheri semplici mi ha messo un po' in difficoltà  e per non sapere ne leggere ne scrivere ho chiesto al forum.

    Risolto l'inghippo, mi metto a calcolare la mia ricetta...


  10. Grazie a tutti per le risposte e per le precisazioni.

    Il dubbio mi sorge non tanto dal concetto di estrazione, quanto dal fatto che Daniels considera l' "estrazione" di zuccheri semplici (zucchero raffinato e non, melassa, miele, ...) al 100% (per il calcolo delle quantità  in ricetta), mentre i grani hanno un'estrazione a parte che dipende, tra tutti i fattori in gioco, principalmente dall'impianto e dalla "bravura" del birrificatore.

    Comunque, ho capito il senso della questione e per questo vi ringrazio.

     

    Sleipnir


  11. Buongiorno a tutti, mi è palesata una domanda alla quale trovo difficoltà  nel dare una risposta.

    Se l'efficienza di un impianto rappresenta la capacità  percentuale di estrarre amido dai grani e trasformarli in zuccheri semplici (fermentabili e non), intesa come confronto con un sistema ideale dove l'efficienza è pari al 100%, viene da pensare che se, ipoteticamente, realizzassi una "fermentato" con acqua e zucchero/miele, avrei un'efficienza pari (o vicina) al 100%.

    Ora, se il mio impianto, utilizzando unicamente malto d'orzo, ho, diciamo, un'efficienza del 60%, se insieme ai malti utilizzo anche del miele, l'efficienza finale cambia? Voglio dire, devo considerare sempre e comunque un'efficienza del 60% o come media tra i due valori (80%)?

    Troppe pippe mentali? Forse. Eresia, anche! Scarsa conoscenza, a tonnellate! Ma vi prego, aiutatemi a capire, grazie.

    In attesa di una vs risposta, vi auguro un buon fine settimana.

     

    Sleipnir


  12. Per il completamento del mio impianto BIAB elettrico, ho necessità  di farmi costruire due "supporti" in acciaio inox aisi 304 o 316 per rinforzare il coperchio della pentola, senza i quali il coperchio di plastica risulterebbe assai precario e facile alla rottura.

    Ho già  costruiti i modelli utilizzando due lastre di alluminio. Il primo supporto è un quadrato forato al centro, sul quale ho applicato dei fori per le viti e sagomato per incastrarsi tra le componenti già  esistenti. Il secondo è un cerchio, anche questo con fori per le viti.

    Allego delle immagini per farmi capire meglio.

    post-18632-0-01181700-1460296548_thumb.jpg

    post-18632-0-61404800-1460296593_thumb.jpg

    post-18632-0-18422200-1460296638_thumb.jpg

    Siccome non ho praticità  ne i mezzi per autocostruirmelo, mi chiedevo se qualcuno di voi potesse aiutarmi a costruirmelo (pagando, ovviamente) o a indirizzarmi verso qualcuno che possa farmi questo lavoro. Mi trovo nella provincia di Varese, al confine con la provincia di Milano, Como e Monza Brianza.

    In attesa di risposte, vi ringrazio per la partecipazione.

     

    Sleipnir


  13. Questo fine settimana ho settato il pid. Impostata Sn a 21 (PT100) e Ctl 1, ho fatto partire l'AT. Dopo circa 2h ha finalmente trovato il giusto setting (incrocio le dita). Credo sia inutile impostare altri parametri oltre la sonda perchè l'AT modifica gli altri per trovare il giusto equilibrio (il Ctl impostato a 1, come da istruzioni, è stato portato in automatico a 37!). Per far partire l'AT, consiglio vivamente di seguire il link postato perchè le istruzioni, come scritte, sono decisamente fuorvianti.

    Ho notato, però. qualcosa di stranmo, una divergenza tra la temperatura rilevata dalla sonda nel pozzetto (2cm al di sopra del rubinetto) e la temperatura in cima alla pentola (rilevata con termometro da cucina con punzone). Se la sonda, appena messa l'acqua dal rubinetto, mi dava 15,7°C, in cima rilevavo 21°C. Tale divergenza si è mantenuta ed è aumentata con l'innalzarsi della temperatura: 70°C da sonda, 78°C con termometro.
    Da cosa può dipendere? Devo considerare l'idea di stare minimo 4°C sotto dalla temp. target (mash a 68°C, imposto 64°C)?

    Ho calcolato che il mio impianto guadagna 0,9°C al minuto, non male no? Ha, inoltre, un'ottima capacità  di trattenere il calore. Non ho calcolato quest'ultimo parametro ma tra coibentazione e coperchio, ci ha messo parecchio prima di scendere di 1°C.

    Chiedo gentilmente a chi ha più esperienza e ha già  provato questo pid/sistema di darmi qualche consiglio e parere su quanto rilevato empiricamente, grazie.

    In attesa di vs risposte, vi auguro una buona serata.

     

    Sleipnir


  14. Se hai a disposizione una pentola e vorresti continuare con quella, ti consiglierei di passare, data l'attrezzatura e i limiti di spazio (condivido con te questo problema) alla tecnica BIAB.

    La pentola la puoi modificare con l'aggiunta di una resistenza interna, la quale deve avere delle caratteristiche idonee (che non conosco, quindi lascio la palla a qualcuno che abbia dimestichezza con questo sistema). In alternativa, puoi impiegare il sistema RIMS o utilizzare un fornelletto elettrico. Tutti i sistemi elencati possono essere controllati con PID per il mantenimento e controllo delle temperature.

    Io ho costruito un impianto con una pentola elettrica controllata con PID. Se vuoi maggiori delucidazioni in merito, sarò più che contento di fornirtele. Se poi se interessato al cablaggio di una scatola di controllo, posso fornirti la mia esperienza.

     

    Sleipnir


  15. Non capendoci molto mi affido all'AT: oltre al setting della sonda e del periodo di controllo, questi sono gli unici parametri da configurare.

    In caso di imprecisioni nel raggiungimento della temperatura impostata, è necessario agire sul ciclo del pid. All'inizio di ogni ciclo, il pid misura la temperatura e capisce quanta potenza erogare in funzione alla temperatura rilevata e all'isteresi dell'impianto. Nel caso in cui questo non avvenisse correttamente, stando all'articolo pubblicato, bisogna intervenire impostando la durata massima di erogazine della corrente alla pentola nel ciclo del pid. Impostiamo per esempio il ciclo a 1s, posso decidere di impostare il limite massimo di output al 50%, ossia fare in modo che la pentola funzioni all'interno di un ciclo per massimo 0,5s.

     

    Sleipnir


  16. Ciao, grazie per la risposta.

    Purtroppo però non ci capisco molto ed è per questo che mi sono affidato a qualcosa di già  pronto e, a detta di molti, indicato per l'HB.

    Puoi per favore approfondire le sigle in modo da capire come posso interpretarle nel mio sistema? Grazie

     

    Navigando su internet ho trovato questo articolo che ho trovato personalmente molto interessante:

     

    http://grizzlybearloveskolsch.com/setup-your-sestos-d1s-pid-for-rims-brewing/

     

    Fa riferimento a un setup per un RIMS ma ho trovato comunque spunti di riflessione per capirci meglio.

     

    Ora la domanda è scontata: perchè sulle istruzioni mi dice di fare l'AT in un modo e nell'articolo si utilizza un modo corretto ma "alternativo"? Grazie.

    In attesa di una risposta, vi auguro una buona serata.

     

    Loki


  17. Leggendo le misere istruzioni, ho capito che come prima cosa devo impostare due parametri:

     

    - Sn (Imput sensor): 21 (PT100)

    - Ctl (Control period): 0 (0.5s)

     

    A questo punto posso procedere con l'Auto adjustment: tenere premuto AT (<<) per due secondi, sullo schermo SV incomincerà  a lampeggiare la scritta AT. Questo significa che il mio sistema si sta facendo l'autotuning? Quando mi accorgo che ha finito?

     

    E' giusto modificare quei parametri prima dell'AT o è meglio farlo dopo? Devo modificare altri parametri prima (o dopo)? Faccio riferimento, per esempio, all'M50 (Integral), che è consigliato mettere a 0 (cancel).

     

    Una volta impostato tutto, come procedo per settare una temperatura e fare in modo che il PID me la gestisca? Grazie.

    Resto in attesa di vs risposte...

     

    Sleipnir


  18. Buongiorno a tutti, ho costruito una scatola di controllo per il controllo del mash con una pentola elettria 1800w. Ho usato un pid Sestos D1S-VR-220, connesso con SSR 25 e pt100.

    Devo settare da zero il pid e procedere all'autotuning ma non so quali sono le impostazioni corrette e come procedere. Mi aiutate per favore? Grazie.

    In attesa di vs risposte, vi auguro un buon pomeriggio.

     

    Sleipnir


  19. T.Rex e Vale, grazie per le risposte.

     

    Quindi, nel caso delle basse fermentazione, il diacetyl rest non è, per corì dire, sufficiente per eliminare tutto il diacetile ma la maturazione porta la sua concentrazione a livelli accettabili e piacevoli. Ho capito male? Come controllare questi fattori?

    Nel caso delle alte fermentazioni, come comportarsi nel momento in cui il flavour butterscotch non è considerato off-flavour, bensì voluto e ricercato?

    Grazie per le risposte.

     

    Sleipnir


  20. Ho recentemente letto questo articolo di BYO:

     

    http://byo.com/mead/item/2356-diacetyl-techniques

     

    Ho, così, in parte colmato una mia mancanza, andando ad approfondire e scoprire alcuni concetti legati al diacetyl rest.

    Brevemente, il diacetile è una sostanza aromatica (burro) derivante dalla trasformazione chimica di un precursore rilasciato dal lievito durante la fermentazione. Esistono lieviti (molto flocculanti, come il Ringwood) più portati alla produzione di diacetile rispetto ad altri. Il diacetile, in opportune condizione (18-21°C), può essere riassorbito e metabolizzato dal lievito in un altro componente non aromatico.

    Nella bassa fermentazione, al termine della fermentazione vigorosa, si procede con l'innalzamento della temperatura per 2-3 giorni, per poi portare gradualmente la temperatura al raggiungumento di temperature adatte alla lagherizzazione. Nel caso dell'alta fermentazione, non c'è bisogno di fare nulla se non avere pazienza ed evitare di travasare nel secondo fermentatore appena terminata la prima fermentazione vigorosa.

    Leggendo altri articoli o discussioni legate al diacetile, ho scoperto che questa sostanza aromatica, da molti definita un off-flavour, può essere, in alcuni casi e in piccole quantità , un sostanza desiderata in alcuni stili di birra. Il diacetile, infatti, conferisce una maggiore palabilità  alla birra, che risulta più piena, oltre al tipico sapore di "butterscotch". Esistono alcune birre (ale), dove il diacetyl rest non è volutamente svolto per dare alla birra queste caratteristiche sensoriali. In questo caso, subito al termine della fermentazione vigorosa, la birra è portata alla fermentazione secondaria, non lasciando al lievito il tempo fisico per riassorbire il diacetile. Nell'ottica di sperimentare e replicare quanto fanno già , scientificamente, alcuni birrifici di fama mondiale, come mi consigliate di procedere affinchè possa ottenere una birra con un contenuto di acetile che non venga percepito come off-flavour, ma, anzi, come componente caratterizzante la birra? Qualcuno ha mai provato a sperimentare in tal senso?

    In attesa di vs risposte, vi ringrazio per l'attenzione.

     

    Sleipnir

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