Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble
Slate Blackcurrant Watermelon Strawberry Orange Banana Apple Emerald Chocolate Marble

Vinc

Utenti Registrati
  • Content count

    2.996
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    7

Everything posted by Vinc

  1. Ah, ok. Beh, in tal caso usa il calcolatore di Brewer's friend che è il più cautelativo: https://www.brewersfriend.com/yeast-pitch-rate-and-starter-calculator/
  2. Sono entrambi lieviti ad alta, eh.
  3. Apro il presente thread per parlare delle mie primissime impressioni sul lievito in oggetto. Usato per una belgian ale da: OG 1061; grist fatto dal: 25% di estratto, 18% di fiocchi (frumento e avena in egual quantità ), 9% di cassonade, 4% di melanoiden, il resto pils; mash a 74°C (avete letto bene) dall'inizio alla fine, senza protein rest, ha attenuato al 91%. Non avendo una camera di fermentazione e non avendo tenuto conto di un abbassamento della temperatura ambiente (maledetta primavera in ritardo), sto povero mosto ha subito il seguente percorso: 24°C per i primi 2 giorni, poi 22°C per altri 3, poi fisso a 20°C fino a fine fermentazione. La flocculazione non è gran che. Ho stappato una bottiglia dopo solo una settimana dall'imbottigliamento perché ho notato un "colletto polveroso" a pelo d'acqua e volevo verificare che non fosse infezione. Ebbene no, non è infezione. Possibile che sia semplicemente l'effetto della rifermentazione probabilmente ancora in corso? Eppure non l'ho mai notato nelle altre mie birre... Il profilo, nonostante il mio vergognoso pressapochismo, è sicuramente belga: esteri presenti ma anche un bel quantitativo di fenoli belli maleducati e pungenti, quelli che mancano totalmente all'Abbaye Fermentis, per intenderci. Viene pubblicizzato come lievito per tripel e direi che la ricorda molto. Sto M31 dà l'impressione di essere "professionale", vale a dire che la birra non sembra la "belgian dei poveri" ma ha tutti i suoi aromini al posto giusto e la giusta secchezza. Fra qualche tempo stappo la seconda bottiglia e vediamo quale sarà l'evoluzione. Spero che la buona impressione attuale sia confermata in modo che sto lievito venga preso in considerazione in alternativa ai costosi lieviti liquidi. Nel frattempo, chiunque altro abbia avuto a che fare con l'M31 è pregato di raccontare la propria esperienza così arricchiamo il topic.
  4. T-58 oppure uno dei due Abbaye. 18° per tutti e tre così come per tutti e tre una lunga maturazione.
  5. A nessuna: fa cagare. Il presente post vale come mio parere definitivo sull'M31. A distanza di più di un anno di maturazione invece di migliorare è peggiorato parecchio: sgradevole, punto. Per una buona belga rivolgersi altrove.
  6. Ripeto, in base ai miei assaggi sono entrambe con lievito neutro, checché ne dica il BJCP. Quella a 20 io non la farei proprio. Considera che una classica IPA ha 5 g/l di luppolo in aroma e gli stessi in dry, quindi se non vuoi fare il secondo ti tocca usarne 10 a fine bollitura...
  7. Allora, in base agli esemplari che ho assaggiato del suddetto stile, è a tutti gli effetti un'IPA col grist da blanche. P.S. Sta luppolatura mi pare tutto fuorché "massiccia". Daje in aroma e soprattutto in dry!
  8. Dipende da quanti litri fai. In ogni caso io sto considerando il caso in cui il malto base eguaglia i malti speciali e non va oltre. Ad esempio, prendi un'IPA col 5% di crystal: aggiungi un altro 5% di pale ed hai il 10% di grani che contribuiranno all'efficienza per questo 10%. Metti che l'efficienza di estrazione è ipoteticamente al 100%, allora l'efficienza totale è del 100%; metti che l'efficienza è ipoteticamente dello 0%, allora l'efficienza totale è del 90%; metti che l'efficienza è del 70% (caso realistico), allora l'efficienza totale è del 97%. Non lo so, ma se è una birra che non verrà bevuta in 15 giorni ma che maturerà qualche mese, per esperienza personale io non rischierei.
  9. Qualcuno che finalmente l'ha detto! Zio cantante!
  10. Ammostato assieme ad un malto base con enzimi in eccesso (mi sembrava fosse chiaro ma è bene ripeterlo). Questi malti non hanno zuccheri convertiti quindi ciò che estrai è solo l'amido. Delle prove sperimentali fatte da un utente della pagina FB "Il forum della birra" hanno messo in luce che bastano pochissmi minuti di infusione per estrarre l'amido dai grani, ecco perché per me il metodo E+G è concettualmente sbagliato anche quando si usano in infusione malti che "sulla carta" non richiedono l'ammostamento. Sono ormai anni che lo dico su questo forum. Per me la miglior soluzione quando non si possa/voglia fare all grain resta sempre il partial mash, per il quale non serve alcun tipo di attrezzatura specifica e che è di una facilità disarmante dal momento che ha il solo scopo di convertire l'amido dando un contributo trascurabile all'efficienza.
  11. Bravo! Buona cotta!
  12. Con quali grani la fai? (Vediamo se hai afferrato il concetto. ).
  13. Sono giuste per una stout. Abbi pazienza, compra un bel libro, ad esempio "Progettare grandi birre" e ti studi l'ammostamento. Ti assicuro che non è tempo perso, anzi!
  14. Esatto! Il rauch è un malto base dello stesso tipo di pils e pale quindi ammostandolo è capace di convertire una pari quantità di bisquit, nel caso questo bisquit lo si voglia usare a tutti i costi.
  15. Allora, molto rapidamente: - pils e pale ale hanno enzimi per convertire il proprio amido in zuccheri semplici e sufficienti enzimi per convertire l'amido di una pari quantità di cereali non maltati; - vienna e monaco hanno enzimi per convertire il proprio amido ma non hanno enzimi sufficienti per convertire altri grani (in realtà ce la fanno a converire piccole percentuali ma meglio non rischiare); - bisquit, brown, aromatic, melanoidin e altri che non mi ricordo, fiocchi e cereali non maltati non hanno enzimi e necessitano degli enzimi di un malto base perché il loro amido venga convertito in zuccheri semplici, altrimenti il loro amido va in soluzione ed è male; - i cara hanno una parte del proprio amido già convertita in zuccheri semplici quindi basta tenerli in infusione per estrarre questi zuccheri convertiti. Se li si tiene troppo tempo in infusione si estrae anche il loro amido ed è male. Inoltre: - occhio ai potenziali dei tuoi fermentabili e alla loro unità di misura; - esprimi le quantità di malti in percentuale sennò non si capisce quando è troppo e quando troppo poco.
  16. E allora dove li prendi li enzimi per convertire l'amido del bisquit (che, ripeto non è un cara)?
  17. Perché non è un cara e non vedo alcun malto base per convertirne l'amido.
  18. Il bisquit non è un malto caramellato, eh.
  19. Esatto. Perché sia una baltic, a prescindere dalla sacrosanta base di monaco, non deve avere l'astringenza di una RIS e la tua birra sarà esattamente così. Circa il lievito da bassa, è ovvio, ma infatti io parlavo del grist. O, ma perché ogni volta mi devo mettere a convincere le persone? Fai una cosa, chiamala RIS, chiamala Gelsomina, chiamala Concetta ma se la iscrivi ad un concorso ti consiglio di chiamarla imperial porter, sperando che anche in questo caso i giudici non siano troppo fiscali.
  20. Ah, perché poi quando uno la assaggia non se ne accorge! Chiamala imperial porter così aggiusti un poco il tiro, no? Anche se, ripeto, è il grist di una baltic.
  21. C'è qualcuno che ti costringe? Faccelo sapere che veniamo in soccorso! Scherzi a parte, mi spiace, non sarà una RIS. Tanto vale che la fai a bassa e ottieni una decente baltic.
  22. Hai colto nel segno! Bravo! Però non è sul chocolate che devi spingere, ti serve un malto più scuro come il roasted, il black o il carafa, altrimenti la RIS non ti esce ma ti esce qualcosa di più simile ad una baltic porter (solo in termini di grist, beninteso!).
  23. Certo! Il grist della tua ricetta non è quello di una RIS. Ti consiglierei di leggere qualcosina in merito allo stile e di "ricalibrarlo".
  24. Secondo me non serve per una OG così moderata. Il problema invece è che non vedo ricette di RIS in questo topic...