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Vale

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  1. [quote]X84ANDREA ha scritto: ma una caldaia da 24kw come la vedete? direttamente che scalda il mosto! [/quote] Per un fermentatore da 50 ettolitri è a malapena sufficiente. :D[:p]
  2. [quote]delacuerva ha scritto: lo inserirò a breve nel secondario di una imperial brown ale, che dite, meglio pastorizzarlo vero? lo sciolgo in acqua e lo porto a 80° per mezz'ora? [/quote] Perchè nel secondario e non a fine bollitura? Comunque non credo serva pastorizzare, lo sciroppo è così concentrato che ammazza tutti i batteri (shock osmotico), se non fosse così fermenterebbe nella bottiglia... Se lo sciogli in acqua naturalmente meglio se l'acqua è stata bollita prima, ma per lo sciroppo non dovrebbe essere necessario (e potenzialmente controproducente per gli aromi).
  3. [quote]X84ANDREA ha scritto: infatti ci serve sempre il nostro amico stc1000!!! [/quote] Di quelli ne ho da vendere, non mi sconquiffera una sonda pucciata nella beuta (infezioni). Ma voi il riscaldamento in casa lo lasciate spento? [:p][:p]
  4. Il punto era che non si trovano più (almeno legalmente, cinesi a parte). Eppoi tu ci credi a quello che dichiarano i produttori? Se fosse vero non avrei dovuto ancora cambiare neanche una lampadina a basso consumo, in realtà meglio non pensare a quanto ho già speso in lampadine di ricambio... [B)] Il cavo è una soluzione definitiva, si scalda poco e quindi non si brucierà mai.
  5. [quote]Motolo ha scritto: le celle di peltier però non hanno un rendimento terribile? [/quote] Per un paio di litri di starter sono più adeguate, il problema (in generale, non solo per il peltier) è che o si fa bene i calcoli o altrimenti ci vuole un controllo della temperatura con sonda immersa nello starter, altrimenti si rischia di scaldare troppo e uccidere i lieviti. [B)] Io ne ho fatto a meno, disponendo sempre di almeno 20 °C (in inverno in un locale riscaldato, in estate in cantina non supero invece i 25-26 nel caso peggiore) che al lievito bastano e avanzano per riprodursi.
  6. [quote]DarthVader ha scritto: 6 metri da 80w sono efficenti per una camera di fermentazione? [/quote] L'importante è la coibentazione, 80 watt poi non sono affatto pochi, vi ricordate come diventavano roventi le ormai vietate lampadine ad incandescenza da 75 watt? In effetti c'è chi ha usato proprio una vecchia lampadina ad incandescenza come resistenza, il problema è che dopo un po' si bruciano e poi oggi non si trovano più in commercio. :(
  7. [quote]sannio brau ha scritto: e se si mettesse la sonda semplicemente in un piccolo contenitore con dell acqua? ok ci sarà un po di differenza (l acqua non fermenta :D) ma forse è piu precisa della sonda libera all interno della camera, no? [/quote] Io faccio così quando nel frigo ho solo bottiglie/fusti in maturazione ed in effetti il frigo lavora meglio, con accensioni meno frequenti e più lunghe (giova al povero compressore). Duranta la primaria solo la sonda immersa nel mosto ti da la vera temperatura, senza differenziale che può anche essere notevole (con una Weizen ho misurato 4 gradi!) Ciao, Vale
  8. Non si tratta di olio ma di componenti resinose che diventano non più solubili all'abbassarsi del PH e tendono a venire a galla insieme al lievito e alla schiuma. Hai fatto bene a rimuoverli perchè danno dei sapori indesiderati ed è importante che vengano separati e non finiscano nel prodotto finito. Per intenderci sono quelle componenti che danno al mosto non ancora fermentato una componente di amaro molto aggressivo e sgradevole, più o meno avvertibile a seconda della varietà di luppolo. I luppoli "nobili" tendono ad averne meno, quelli più aggressivi in misura maggiore e quindi fanno anche più scorie alla fine della fermentazione. Ciao, vale
  9. Perchè invece non usare un cavo per terrari immergibile, tipo questo? [url]http://www.ebay.it/itm/Hydor-Hydrokable-cavo-riscaldante-50w-acquario-terrario-/110603087406?pt=Articoli_per_Rettili&hash=item19c0752e2e[/url] Se un fermentatore perde e il liquido arriva alla stufetta ti salta l'impianto elettrico, con questo cavo invece non succede nulla (a parte la birra persa [B)]) Ciao, Vale
  10. E' sempre meglio evitarlo, anche se in questa fase il mosto è in grado di assorbire poco ossigeno (per le temperature elevate) e non genera difetti così pesanti come nel caso della birra finita (ossidazione dell'alcool e via dicendo). Alla fine basta un tubo di silicone che arriva fino al fondo del vaso di raccolta per evitare di splashare, quindi perchè non farlo? Ciao, Vale
  11. Tieni presente che nella fase attiva la fermentazione genera parecchio calore che poi deve essere smaltito. Più il fermentatore è capiente e più difficile è raggiungere un vero equilibrio fra temperatura ambiente e temperatura del mosto. 50L è già un bel valore, con lieviti molto energici potresti avere anche 3-4 gradi di differenza, per cui è sempre meglio misurare la temperatura reale del mosto (con sonda e pozzetto) per evitare di riscaldare eccessivamente peggiorando la situazione. Ciao, Vale
  12. [quote]Secondalinea ha scritto: eccomi qui,oggi è arrivata la sonda dalla Germania Come dicevo giorni fa,il venditore (contattato via email) mi ha detto di aver spedito la versione IP68 del sensore foodgrade. Siccome nel catalogo del sito non c'è,e la fattura è rimasta con il prodotto "vecchio" che avevo sbagliato ad ordinare,chiedo a chi è esperto: c'è un modo per verificare sul cavo se effettivamente la protezione è IP68 e quindi adatta ad immersioni prolungate? Tipo qualche dettaglio nell'attaccatura tra il cavo e la sonda metallica? Eventualmente posso postare qualche foto in dettaglio [/quote] Le sonde IP68 hanno una capsula INOX e una doppia crimpatura alla base. Per il silicone se non c'è stampato nulla non so come si possa stabilire se è veramente quello food grade. Ciao, Vale
  13. Per questo c'è il filo di acciaio INOX, da usare tassativamente. [8D] Ciao, Vale
  14. Quando si dice sparare ai passeri con un obice... :D Ma di quanti metri cubi la vuoi fare ´sta camera? 2000W bastano per riscaldare il mio soggiorno, per una camera di fermentazione di dimensioni modeste con non piຠdi un centinaio di litri di birra bastano e avanzano un centinaio di watt, l´importante é isolare bene. Con una potenza di 2000W rischi di sforare di parecchi gradi prima che il termostato intervenga. La ventilazione poi ti crea solo problemi, immagina cosa succede quando parte in un ambiente piccolo e ben chiuso, seppur non a tenuta stagna. [B)] Ciao, Vale
  15. [quote]Giaco ha scritto: 4)Infezione del malto da Micotossine, in pratica funghi, dovuti ad un malto mantenuto non in buone condizioni, generalmente come tossina si sente nominare la vomitossina, che è resistente alla bollitura. [/quote] Proprio a questo si riferisce lo studio di Weihenstephan che ha dimostrato che non c'è relazione fra questo problema e il gushing. Agggiungo: Presenza di coaguli proteici in sospensione, visivamente percepiti come velatura della birra, che agiscono da corpuscoli di aggregazione per le bollicine. Temperatura di servizio troppo alta o sollecitazioni meccaniche del recipiente poco prima di servire(sembra banale ma qualcuno si meraviglia pure se il fusto trascinato sul pavimento poi fa troppa schiuma). Ciao, Vale
  16. A me finora è capitato per evidente infezione (birra estremamente acida e inappetibile) o per sovra-carbonazione involontaria (errori di gioventù :()
  17. [quote]caio ha scritto: belgian wit [/quote] Azz... Non proprio lo stile ideale per una cotta che purtroppo verrà dolce e molto corposa. Vabbè, potrai sempre dile che hai inventato un nuovo stile, la caio wit. :D
  18. [quote]Sbraga87 ha scritto: Io leggevo che una delle cause, magari la più insolita ma anche la più dannosa, è la contaminazione dei grani da parte di alcune muffe. Spesso e volentieri perchè mal riposti, o conservati in condizioni di umidità . Questo può portare a effetti "gushing". Un effetto pirotecnico bello da vedere, un po meno da assaggiare. :D:D [/quote] Questa storia circola ancora parecchio, purtroppo non è scientificamente provata, anzi esiste una prova negativa. All'università di Monaco Weihenstephan hanno provato a inoculare intenzionalmente del malto con queste particolari muffe e poi ci hanno fatto delle cotte sperimentali, con malto contaminato per più del 90%(!!) Sono andati avanti per mesi a stappare bottiglie in laboratorio e non hanno mai riscontrato fenomeni di gushing anche minimi, dimostrando che queste muffe proprio non c'entrano nulla. Risultato: a livello scientifico si sa ancora meno di prima perchè birre carbonate al livello corretto (se sono sovracarbonate la spiegazione è banale) a volte soffrono di questo problema e a volte no. Ciao, Vale
  19. [quote]svante ha scritto: per il malto biologico mi preoccuperei dell'eventuale presenza di fumonisine e aflatossine, che possono contaminare i cereali e sono potenti cancerogeni termostabili, piuttosto che di un OGM che (ancora?) non c''è. [/quote] Se non mi fidassi della qualità di produttori come Weyermann (BIO o non BIO che sia), allora smetterei di fare e (eresia!) bere birra del tutto! [B)] Ciao, Vale
  20. Per chi fà all-grain c'è il malto BIO in grani che costa comunque di più di quello normale ma non ai livelli di furto dell'estratto. In Germania si può comprare per esempio qui: [url]http://www.hobbybrauerversand.de/Malz-Malzmischungen/BIO-Malz[/url] Al di la delle polemiche su quanto sia veramente biologico il prodotto targato BIO, almeno questo dovrebbe essere garantito OGM-free anche in futuro. :) Ciao, Vale
  21. Una curiosità , di che stile di birra si tratta? Vale
  22. [quote]Enferdore ha scritto: [quote]Vale ha scritto: A onor del vero va detto che la maggior parte delle Weizen commerciali (Bavaresi a parte) non presenta affatto queste caratteristiche, probabilmente perchè sono intenzionalmente fermentate con lieviti tipo ale neutri per ottenere una pseudo-pils, magari filtrandola pure [/quote] Vale su in commercio ci sono anche birre all'aroma di pizza eddai;) [/quote] Lo so, ci sono schifezze di ogni genere in giro, mi riferivo semplicemente al fatto che Giannox potrebbe averne bevuta a ettolitri senza comunque mai sentire gli aromi di una Weizen tradizionale, al punto da scambiarli purtroppo per difetti. Ciao, Vale .P.S. Le birre all'aroma di pizza sono per i rovinati che si nutrono solo "in forma liquida" ma non vogliono rinunciare a una pizza ogni tanto? [:p]
  23. [quote]alba2307 ha scritto: X Vale, salve Vale, capisco il dubbio, noi diamo agli Homebrewer le stesse materie prime che diamo ai birrifici, e allo stesso prezzo, aggiungendo solo il costo per re-pakaging. Il Saaz costa molto quando non ce n'è, ma non così tanto! Quello quotato a listino ora è 2011(e ce n'era in abbondanza) anche perchè per quest'anno (cioè raccolto 2012) ce n'è veramente poco a causa del caldo che c'è stato questa estate in Repubblica Ceca. Ne avremo comunque una discreta quantità , sempre con un buon prezzo, se vuoi per dare maggiore sicurezza sulla qualità , aumentiamo i prezzi ! Ciao Alba [/quote] Infatti i rivenditori che già offrono Saaz del nuovo raccolto hanno ritoccato pesantemente i prezzi verso l'alto, vorrà dire che ci andrò piano con le Pils. [B)] Tu ci scherzi, ma a volte ad avere prezzi veramente molto bassi si suscita inevitabilmente diffidenza e non è detto che non si finisca a vendere di meno invece che di più... Ciao, Vale
  24. [quote]Enferdore ha scritto: mai bevuta? direi che è quasi la regola [/quote] A onor del vero va detto che la maggior parte delle Weizen commerciali (Bavaresi a parte) non presenta affatto queste caratteristiche, probabilmente perchè sono intenzionalmente fermentate con lieviti tipo ale neutri per ottenere una pseudo-pils, magari filtrandola pure. In quelle tradizionali invece l'isoamilacetato e il 4-vinil-guajacole (tiè a Phate [:p]) ci devono essere eccome, senza eccedere (controllo della temperatura di fermentazione) perchè altrimenti sembra di bere un frullato di banane. Ciao, Vale
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