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Vale

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  1. Credo che il Conco volesse dire che non ha senso filtrare sterile la birra per poi fare priming in bottiglia, perché se riusciste veramente a renderla sterile non rifermenterebbe mai e vi trovereste birra sgasata e dolce, a meno di aggiungere di nuovo lievito per la rifermentazione e quindi avere comunque un fondo in bottiglia.
  2. Se pastorizzi troppo tardi si ma se lo fai tempestivamente e alla giusta temperatura in realtà le uccidi in maniera "dolce" e hai proprio l'effetto di prevenire l'autolisi, stabilizzando ulteriormente la birra anche se non filtrata. @Conco: di sedimendi non se ne formano primo perchè la temperatura è <80°C e secondo percè se hai fatto bene la cottura mosto le proteine termocoauglabili (spero sia il termine giusto in italiano) le hai già separate completamente, quello che resta è idrosolubile e non risente dei trattamenti successivi.
  3. La pastorizzazione viene sempre per ultima, meglio se in bottiglia. Per filtrare ci sono le sabbie stomatolitiche che coprono il 99% della produzione, altrimenti ci sono sistemi più moderni come le membrane a flusso tangenziale che funzionano come quelle per l'osmosi inversa ma con un grado di filtrazione molto più basso (sennò esce proprio acqua...). Poi c'è la centrifugazione che tecnicamente non è filtrazione ma ci può arrivare molto vicino. So che qualche micro artigianale la usa perché per poter scrivere "birra artigianale" non puoi pastorizzare ne filtrare, ma centrifugare si.
  4. I filtri in cellulosa a livello professionale credo abbiano smesso di usarli una ventina di anni fa. Quando ancora li usavano il materiale veniva riciclato e lavato e sterilizzato a vapore quindi nessun rischio di infezione.
  5. Il Saccharomyces sta sui 8-12 micron a seconda se è lievito americano (più tendente all'obesità) o europeo... Naturalmente è una battuta ma le dimensioni sono quelle. Il problema della filtrazione sterile è che non basta sapere qual'è la porosità nominale del filtro ma bisogna conoscere anche la "rejection". Se il filtro ha porosità 1 micron ma rejection solo del 95% vuol dire che elimina il 95% dei corpuscoli > 1 micron ma quel 5% che passa basta e avanza perché la birra sia tutt'altro che sterile e per esempio possa rifermentare in bottiglia. Per una filtrazione assoluta il minimo di rejection è il 99,98%, cioè solo due cellule su 10.000.
  6. Allora se ha rifermentato direi che è la controprova che il vostro filtro lascia passare almeno buona parte del lievito. Se l'aveste fatta a bassa fermentazione mi verrebbe anche il dubbio che si tratti di diacetile scambiato per nota acetica (se molto forte si confonde), ma è una alta quindi mi sembra meno probabile, a meno che il lievito abbia lavorato veramente molto male. Vi consiglierei di misurare il PH della birra, se è acetico ed è così forte come dite dovreste scendere tranquillamente sotto PH 4,0.
  7. Vale

    Saison "pazza", consigli?

    Secondo me per arrivare a dosi di lattico percepibili nella birra finita ti ritrovi con un PH in ammostamento veramente troppo basso, a meno di usare la Perrier come acqua per brassare. Io consiglierei un'aggiunta di acido lattico alimentare a fine bollitura (proprio per stare sul sicuro e ammazzare qualche bacillo residuo) quanto basta. Comunque per i lattobacilli avere fermentatore dedicato è veramente esagerato. Sono l'infezione più comune ma sono anche facilissimi da eliminare con una buona disinfezione.
  8. Vale

    Alcoli Superiori e solvente

    Concordo. Con ossigeno puro io eviterei l'ossigenazione inline perché è molto difficile regolare il flusso di O2 ad occhio, oltretutto senza vedere nulla, meglio ossigenare direttamente nel fermentatore.
  9. Vale

    Alcoli Superiori e solvente

    Non per fare il pedante come al solito, ma il sentore di solvente è acetato di etile che è già un estere. E' il prodotto della esterificazione dell'etanolo con l'acetyl-CoA (prodotto intermedio della fermentazione). E' presente in tutte le birre, in quelle ad alto grado alcolico di più ovviamente perchè è più abbondante uno dei due componenti e il lievito deve fermentare molti più zuccheri producendo il secondo componente. Purtroppo è difficile che si riduca se non venendo mascherato da altri aromi da maturazione/ossidazione il che non è necessariamente un bene visto che si rischia di non sentirlo più quando la birra è ormai imbevibile di suo. Fattori mitiganti sono: - buona ossigenazione - adeguato pitch rate - nutrienti per il lievito - temperature di fermentazione più basse
  10. Lascia perdere, rischi solo di rovinare il fermentatore con altre saldature malfatte. Il problema non è tanto il diametro dello scarico ma l'angolo troppo ridotto del cono. Per avere un buono spurgo ci vuole almeno 60, meglio 70 gradi. A occhio è già tanto se questo fermentatore raggiunge i 45 gradi.
  11. Vale

    Automazione mulino

    Occhio che i motirni per tergicristallo hanno ingranaggi in plastica, se fatti lavorare a carichi elevati è facile che si triturino gli ingranaggi e poi sono da buttare.
  12. In ambito professionale si. Se hai il tempo di lasciare asciugare perfettamente le superfici non lascia residui.
  13. Vale

    Mia moglie la vuole

    Mi raccomando falle prendere un bel po' di luce che senza aroma di puzzola non è una vera Corona...
  14. Va benissimo sull'INOX. Assolutamente no su RAME. Il dosaggio dipende dalla concetrazione sel prodotto, se hai l'etichetta originale prendi il nome del prodotto e cerca le istruzioni del produttore su internet.
  15. Vale

    Software che identifica stile

    Scusa ma quale BJCP hai letto? Tutte le edizioni, compresa la attuale 2015, hanno la voce "Ingredienti caratteristici" (sempre da prendere un po' con le pinze, specie per le birre non americane).
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