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Showing most liked content on 24/08/2017 in all areas

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    Come da titolo, provo a spiegare i concetti che stanno alla base della carbonazione forzata di un fusto. Vedremo che questo ci interessa anche se quel fusto lo carboniamo col priming e poi lo andiamo a mettere in un kegerator. Dato che non sono un'ingegnere potrei scrivere qualche castroneria/inesattezza che vi invito a segnalarmi. Partiamo dal concetto che un gas tenderà a entrare in soluzione con un liquido se sottoposto ad adeguata pressione. A pressione e temperatura fisse, i due fluidi giungono a un punto di equilibrio in cui il gas smette di disciogliersi nel liquido. Se aumentiamo la pressione il gas ricomincerà a disciogliersi nel liquido fino al punto di equilibrio successivo. Se manteniamo la pressione stabile ma abbassiamo la temperatura succederà la stessa cosa, il gas comincerà a disciogliersi nel liquido fino al punto di equilibrio. In pratica possiamo dire che la quantità di gas disciolti in un liquido è direttamente proporzionale alla pressione e inversamente proporzionale alla temperatura. Per approfondimenti QUI trovate la legge di Henry, magari spiegata un pò meglio Tutto questo per introdurvi alla tabella sotto. Nell'asse verticale trovate la temperatura del liquido in gradi centigradi, nell'asse orizzontale la pressione in kilopascal (1kpa=0.01bar) Cosa ci dice questa tabella? Che, ad esempio, se ho un fusto di IPA non carbonata nel kegerator, a 5°C, e voglio una carbonazione di 2.3 volumi di co2, dovrò settare il regolatore di pressione a 0.7bar. Ok ma in quanto tempo avremo la carbonazione desiderata? Già, perchè il gas impiegherà del tempo a disciogliersi nella nostra birra..nella mia esperienza in circa 10 gg si ottiene la carbonazione desiderata di un fusto da 18 litri a temperatura di servizio (5-7°C), ovvero il gas raggiunge il punto di equilibrio e smette di disciogliersi nella birra. Il tempo impiegato è anche funzione della quantità di liquido: un fusto da 9 litri o anche uno da 18 riempito a metà impiegherà meno tempo a raggiungere l'equilibrio. Questo discorso è molto importante anche se al mio bel fusto di IPA ho fatto il priming e quindi è già carbonato: se lo metto nel kegerator a 5°C e, per dire, regolo il gas a 1.5bar tra qualche giorno mi troverò la mia fantastica ipa carbonata a 3.4vol, come un lambic! Quindi la tabella ci darà la giusta pressione da impostare anche in caso di birra già carbonata. Qualcuno dirà: ma possibile che devo aspettare 10 giorni per bere la mia IPA con carbonazione forzata? A questo punto faccio il priming! Giusto. La risposta è si, si può fare una carbonazione forzata più veloce, ma bisogna prestarci attenzione, arrivarci per gradi, il rischio è di sovracarbonare e poi tornare indietro non è facile. Ci sono diversi metodi. Alcuni raffreddano il fusto, collegano co2 e regolano a 2.5-3bar, staccano il gas, agitano il fusto, poi riattaccano il gas... ripetono il tutto 10-15 volte. In questo modo puoi avere un fusto carbonato in 30 minuti ma non sai a quanto lo hai carbonato..poco? troppo? boh.. e poi non mi piace shakerare la mia amata birra. Io se vado di fretta faccio così: fusto da 18 litri raffreddato a 2-3°c attacco gas e regolo riduttore a 2 BAR. Dopo 24 ore sgaso il fusto e regolo a 1.2 BAR. Dopo 24 ore sgaso e regolo a pressione e temperatura di servizio. Normalmente 1 o 2 giorni dopo è perfetta. Spero di aver chiarito le idee a chi aveva chiesto informazioni e spero di non aver sbagliato sezione; in tal caso invito i moderatori a spostare la discussione nella sezione corretta.
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    Da più parti mi sono giunte richieste di approfondire la costruzione e la gestione del kegerator. In questa prima parte cercheremo di analizzare le varie possibilità che abbiamo per la macchina che deve tenerci freschi i fusti. Abbiamo essenzialmente 2 strade percorribili, possiamo partire da un frigo o da un congelatore a pozzetto. Io ho utilizzato entrambe le opzioni...forse qualcuno ricorda le foto del mio vecchio kegerator.. La scelta tra le due opzioni, a parte chiaramente chi ne ha già uno d'avanzo che può impiegare allo scopo, dipende principalmente da quanti fusti (e di quale tipo) volete accomodare nel frigo. Dei tipi di fusto esistenti, nello specifico, ne parleremo approfonditamente un'altra volta..vi basti sapere che di solito, a parità di ingombro, i congelatori riescono ad offrire uno spazio meglio sfruttabile. Ciascuna delle due categorie, per i nostri scopi, ha pregi e difetti, che vedremo di seguito. Andiamo ad analizzare le opzioni una alla volta. FRIGORIFERI Volendo costruire un kegerator partendo da un frigorifero la prima scelta da fare è dove mettere il/i rubinetto/i. Ci sono 2 opzioni, SULLO SPORTELLO oppure con una COLONNA. Fissare il rubinetto allo sportello esclude la possibilità di danneggiare parti del circuito refrigerante che spesso si trovano affogate nell'isolante, nelle pareti e nel cielo dei frigoriferi. Ma soprattutto ho tutta la linea della birra al fresco, ad esclusione del rubinetto. Si pratica con una fresa a tazza per metallo un foro da 26 o 27mm (i rubinetti europei hanno tutti filettatura 5/8'), dall'interno dello sportello faremo con un taglierino un foro più largo (eliminando l'isolamento necessario) visto che si dovranno inserire rondella e controdado, si monta il rubinetto dall'esterno, si stringe il controdado e via.. Utilizzare una colonna invece ha dei pregi prettamente estetici: si trovano colonne molto belle. Avremo però tutta la colonna esterna al frigo, al caldo..la prima pinta di schiuma non ve la toglie nessuno! Qualcuno si ingegna ricircolando nella colonna liquido freddo contenuto in una tanica nel frigo stesso, ma il problema è solo mitigato, non risolto. D'altro canto, nel caso di frigo sottobanco, montare il rubinetto sullo sportello significa trovarselo molto basso, poco comodo, quindi in questo caso di solito si opta per la colonna. E qui vengono i dolori: forare il cielo di un frigorifero è un rischio, c'è la seria possibilità di fare danni. Quindi il lavoro andrà fatto con estrema cautela. Durante il normale funzionamento del frigo ci sono parti esterne che si riscaldano: se individuiamo quelle parti, segnandocele magari con una matita, avremo un'idea del percorso del circuito, anche se non preciso al 100%. A quel punto con una fresetta del dreamel o simili andremo ad aprire la lamiera superficiale del frigo in una zona dove pensiamo non ci siano tubi, con un cacciavite o simili e molta delicatezza andremo a scavare nell'isolamento fino ad arrivare al rivestimento interno. Forato quello potremo montare la nostra colonna. I nostri lavori sul frigo finiscono qui: non abbiamo bisogno di alcun intervento alla parte elettrica del frigo, visto che in linea di massima lavora a temperature idonee al nostro uso. Avremo bisogno di fusto, tubi, raccordi, attacchi, bombola co2 e regolatore..che vedremo un'altra volta. CONGELATORI Con un congelatore le cose si complicano un pochino ma si ottengono, secondo me, benefici che giustificano il lavoro aggiuntivo. Anche in questo caso abbiamo 2 strade percorribili, montare i rubinetti sul frontale o sullo sportello orizzontale di apertura. La scelta implica, in ogni caso, del lavoro di falegnameria. Se guardate l'interno di un pozzetto noterete che tutti o quasi hanno uno scalino interno, sotto il quale è posizionato il motore. Ora, quello scalino porta via spazio in altezza e, soprattutto se usiamo dei cornelius keg o dei fusti comunque stretti e alti, non ci permette di sfruttare correttamente lo spazio. Montare i rubinetti sul frontale significherebbe forare la parete del congelatore, con gli stessi rischi che abbiamo visto per i frigoriferi. Inoltre non posso posizionare i fusti, se del tipo stretto e alto, sopra lo scalino del motore perché non riuscirei più a chiudere il pozzetto. Che fare? Colgo 2 piccioni con una fava, aumento l'altezza del pozzetto. e sulla "prolunga" monto i rubinetti. E' quello che HO FATTO IO. Con questo lavoro mi entrano perfettamente 3 cornelius keg da 18 litri. Non è complicatissimo, ci vuole però tempo, pazienza e un po di precisione. Nel mio caso ho realizzato un rialzo di 20 cm con un multistrato da 38mm di spessore, in modo che fungesse anche da isolamento. Il concetto è che va replicata esattamente la battuta originale dello sportello sul legno, in modo che le guarnizioni facciano il loro dovere. Le cerniere sono quelle originali, vengono solo spostate più in alto e fissate sul legno con sistemi idonei. Tra il rialzo in legno e la vecchia battuta dello sportello va interposto un sigillante, io ho usato quella pasta scura che si mette tra lavello e piano di lavoro nelle cucine. Una volta realizzato il rialzo è tutto facile perché si lavora col legno: forare il legno per montare i rubinetti, fissare regolatori, bombole, tubi e accessori vari..è una buona idea inserire una ventolina (come ho fatto io) nella parte alta che "spinga" verso il basso per evitare che nella parte in legno si stratifichi aria calda. Montare i rubinetti sul coperchio del congelatore richiede altrettanto lavoro, se non di più. Di solito chi opta per questo sistema non ha bisogno di aumentare l'altezza del pozzetto perché utilizza fusti di forma bassa e larga. Lavorando sul coperchio possiamo montare una colonna come quelle utilizzate sui frigoriferi di cui abbiamo parlato prima oppure realizzare un COFFIN BOX. La prima opzione la eliminerei, ha lo stesso problema di calore e schiuma di prima. Il coffin box invece, se ben pensato e realizzato, può mantenere l'intera linea al fresco. Si tratta di costruire una scatola in legno ben isolata termicamente su cui montare i rubinetti, e praticare delle aperture nel coperchio del pozzetto per far passare i tubi. infine si deve realizzare un sistema di passaggi (andata e ritorno) di aria fresca tra box e congelatore attraverso l'uso di ventoline. Il coffin box ha un impatto importante sul peso del coperchio e non va sottovalutato l'ingombro della scatola aggiuntiva montata sul coperchio quando sarà necessario aprirlo per cambiare fusto o fare manutenzione al kegerator. Ma, a prescindere da dove monteremo i rubinetti, non dobbiamo dimenticare di avere a che fare con congelatori che, come tali, appena accesi cercheranno di abbassare la temperatura sotto lo 0 e questo a noi non va bene. Per evitare che questo succeda dovremo usare un termostato: personalmente ho preferito non bypassare quello originale, in modo un giorno da poter ripristinare il congelatore al suo uso originale. Quindi ho semplicemente collegato il filo del congelatore a un TERMOSTATO DA CELLA FRIGO che ho messo direttamente nel kegerator. Nulla vieta di usare un classico STC1000 o simili. Ho cercato di illustrarvi le possibilità di realizzazione e le configurazioni più utilizzate. Appena avrò tempo parleremo di fusti, raccorderia, tubi, regolatori di pressione e bombole co2.
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    Anche perché ci sono tanti Crystal diversi...
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    I fiocchi sono frumento non maltato.
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    Ma tu sei bravo dado!! Io no! XD Comunque ci sta prossima bj!! E dobbiamo farla un filo più verso sud.. Tipo altezza dado direi.. Così vengono anche i texani!!
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    Siamo messi tutti uguale, 4 esami, tirocinio e tesi entro marzo [emoji106] io però non ho 25 anni Hahaha organizziamo davvero una festa tutti assieme, prossima brewjam Inviato dal mio ASUS_Z017D utilizzando Tapatalk
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    Idem..25 il primo gennaio [emoji23] Capita comunque..e l'importante è finire e non mollare.. Inviato dal mio FRD-L09 utilizzando Tapatalk
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    50%pils 43%grano 7%fiocchi di avena lolla di riso se usate una pompa di ricircolo il grano va cotto separatamente in un cereal mash molto liquido insieme al 10% del pils in un mash: 15' 52°C, 15' 62°C, 15' bollitura e aggiunto a 80°C al protein rest del restante pils. l'deale sarebbe trovare un grano antico (non modificato) biologico con poco glutine saaz 3/4 a 60' e 1/4 a 15' per totali 15 ibu lievito wlp400 ma è buono anche il secco m21wit acqua mash con pochi carbonati (ideale la blues dell'eurospin) e acido lattico per far tenere basso il ph
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    occhio che col luppolo autocoltivato aggiungi un altra variabile sconosciuta, ossia gli AA%, senza contare il discorso aromaticità...io francamente non ho ancora bevuto una wet hop o fresh hop soddisfacente, anzi spesso ho prese ciofeche niente male (il "formaggioso" che sa dare un luppolo non in forma o trattato male è qualcosa che fa vomitare) i lieviti esausti una settimana io non credo possano fare chissà quali danni...discorso diverso se li tieni lì un mese...io prima di avere il troncoconico travasavo spesso e volentieri a fine tumultuosa con l'accortezza che ti ho detto prima (da rubinetto a rubinetto)...ma se capitava di non riuscire non era la fine del mondo, non ho mai notato problemi in tal senso le NEIPA le imbottigliano eccome
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    Pensavo alla porter che sono a secco o a una american wit, devo ancora pensarci, ma mi manca un fermentatore da 50 lt da mettere in frigo, vediamo devo anche sistemare l'infezione Inviato dal mio ALE-L21 utilizzando Tapatalk
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    11 anni smartphone..... Io sono contro queste cose.... Ma se tutte le amiche lo hanno diventa un problema non prenderlo, non saprei cosa consigliare, io andrei di 3310 Inviato dal mio ALE-L21 utilizzando Tapatalk
  12. 1 like
    E dire che l'ho scritto..